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	<title>Naturopatiaonline&#124;Magazine</title>
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	<description>Naturopatia OnLine Magazine</description>
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		<title>…sto solo invecchiando! (Stefania Falcinelli)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Falcinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Naturopatia]]></category>
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		<description><![CDATA[Come naturopati  accogliamo tutti gli insegnamenti della natura, nel senso più esteso del termine, ma è proprio tra le leggi della natura l’invecchiamento ed è fondamentale che noi per primi ne comprendiamo profondamente i meccanismi e le implicazioni a vari livelli.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/%e2%80%a6sto-solo-invecchiando-stefania-falcinelli.html/sto_solo_invecchiando" rel="attachment wp-att-3396"><img class="alignnone size-full wp-image-3396" title="sto_solo_invecchiando" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/sto_solo_invecchiando.jpg" alt="" width="285" height="102" /></a></em></p>
<p><em>“ Sai  i miei dolori… forse ho esagerato&#8230; ma in verità sto bene&#8230; in realtà&#8230; sto solo invecchiando”.</em><br />
Ha il sapore di un’improvvisa consapevolezza, un nuovo parametro che all’improvviso prende forma tra le valutazioni dell’essere umano.<br />
La mente è un’incantevole giovincella che cambia con fatica i suoi standard operativi e tanto meno prende automaticamente consapevolezza dei cambiamenti in efficacia dei suoi strumenti.<br />
Come naturopati  accogliamo tutti gli insegnamenti della natura, nel senso più esteso del termine, ma è proprio tra le leggi della natura l’invecchiamento ed è fondamentale che noi per primi ne comprendiamo profondamente i meccanismi e le implicazioni a vari livelli.</p>
<p>Da qualche anno sono aumentati gli studi sulla genetica per comprendere e modificare le dinamiche biologiche di questa fase della vita … ottimo se si raggiungono traguardi per quanto riguarda malattie come l’Alzheimer  o il Parkinson ma meno quando si rincorre un miraggio di immortalità.<br />
Geneticamente siamo programmati alla riduzione dell’efficienza dei nostri organi affinché si realizzi il principio primo dell’evoluzione di ogni creatura vivente: lasciare il posto ai nuovi arrivati, dotati di un pacchetto genetico arricchito di quella memoria alla quale abbiamo contribuito.<br />
Come si fa ad accettare questa fase della vita che per definizione ci toglie ciò che questa società esalta?<br />
Il ruolo del <em>Senex</em> è ancora importante? <br />
Era il saggio, colui che siede stanco ed accoglie le domande del giovane inesperto, giovane riconoscente ed attento alle parole sapienti di colui che ha” già visto”.<br />
Siamo lontanissimi da questa visione.<br />
Tutto è obsoleto in fretta,” i vecchi” poi “vivevano in un altro mondo”, frase stra consumata dai giovani e molto vera.<br />
Già, perché questo è un mondo che riconosce il domani come espressione del nuovo senza radici, dove il vecchio ha senso solo come oggetto prezioso o come ostinata presenza in termini di conservazione del potere, in attesa di un elisir che permetta di restare ben avvinghiati il più a lungo possibile.</p>
<p>L’aspetto fisiologico, psicologico, le molteplici situazioni legate all’anziano all’interno della famiglia e la comunità, tanti gli aspetti che come naturopati dobbiamo considerare per aiutare ad accogliere le varie trasformazioni che riguardano questo passaggio di vita.<br />
Gli aiuti sono molteplici dall’alimentazione, agli oligoelementi, alla fitoterapia, ai fiori di Bach ma mai dimenticare che è un percorso determinato che prevede l’interazione serena, l’osservazione amorevole, la crescita spirituale, la preparazione alla chiusura di un cammino che ha fondamentalmente  una sua ragione naturale.<br />
È tenendo presente questo approccio che possiamo essere efficaci.<br />
Sono le stesse persone che ci chiedono consigli da naturopati che ci regalano la possibilità di conoscere cosa realmente vuol dire invecchiare (supponendo che parlo a persone che ancora non hanno questa esperienza diretta), che ci indicano la strada per comprendere come aiutarli.<br />
Capita di vivere con loro il prima ed il durante ed osservare ciò che accade come qualcosa che interviene oltre ogni altra conoscenza diretta, appare come il confrontarsi con l’inesorabilità di qualcosa che assume una forma che non ha legami con la malattia ( il diritto alla morte naturale)  o la poca attenzione al benessere fisico.</p>
<p>Ho gioito per ciò che mi ha regalato un giorno una persona che, ascoltati ed applicati alcuni suggerimenti salutari con regolarità da tempo, sorridendomi,  mi disse: <em>&#8220;Grazie per avermi aiutato con il suo impegno ed i suoi consigli  a prendermi cura di me ed a sentirmi oggi in forma &#8230; vede, so che va tutto bene e che sto solo invecchiando&#8221;.</em></p>
<p><strong>Stefania Falcinelli<br />
</strong>Naturopata, Erborista, Esperta in Craniosacrale e Riflessologia Plantare, insegnante di lingue straniere, educatrice, collaboratrice professionale per attività scientifiche nell’ambito della tutela dell’ambiente e operatrice sociale in Italia ed all’estero per Ong<br />
<a href="mailto:stefania.falcinelli@alice.it">stefania.falcinelli@alice.it</a></p>
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		<title>XV Symposium Internazionale di Vitaminologia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Fidanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni e seminari]]></category>
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		<description><![CDATA[XV Symposium Internazionale di Vitaminologia
“La integrazione vitaminica della dieta”
Presidente: Professor Alberto Fidanza
Roma – 10 maggio 2012 – Partecipazione gratuita]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/alberto_fidanza.jpg"><img title="alberto_fidanza" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/alberto_fidanza.jpg" alt="" width="291" height="106" /></a></p>
<p>XV Symposium Internazionale di Vitaminologia<br />
<strong>“La integrazione vitaminica della dieta”<br />
</strong>Presidente: Professor Alberto Fidanza<br />
Roma – 10 maggio 2012 – Partecipazione gratuita</p>
<p><strong>Programma:<br />
</strong>10,00:  <strong>Discorso</strong> <strong>Inaugurale  </strong>Prof. G. Iacovelli<br />
<em>Presidente dell&#8217;Accademia di Storia dell&#8217;Arte Sanitaria di Roma</em></p>
<p>10,20:  Prof. A. Fidanza<br />
<em>Presidente del Centro Internazionale di Vitaminologia di Roma<br />
</em>&#8220;Gli effetti protettivi delle vitamine&#8221;</p>
<p>10,40:  Prof. L. Martinoli<br />
<em>Dipartimento di Farmacologia delle Sostanze Naturali e di Fisiologia Generale &#8211; Università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma<br />
&#8220;</em>La integrazione vitaminica nell&#8217;obesità&#8221;</p>
<p>10,50:  Prof. E. De Luca D&#8217;Alessandro<br />
<em>Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica &#8211; Università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma<br />
</em>&#8220;La integrazione vitaminica in Medicina Preventiva&#8221;</p>
<p>11,00:  Prof. G. Gasbarrini<br />
<em>Professore di Medicina Interna e Presidente della &#8220;Fondazione Ricerca in Medicina&#8221; Onlus<br />
</em>&#8220;La integrazione vitaminica nelle malattie digestive&#8221;</p>
<p>11,15:  Prof. A. Ciammaichella<br />
<em>Primario Medico Emerito dell&#8217;Ospedale S. Giovanni di Roma<br />
</em>&#8220;La integrazione vitaminica in Cardiologia&#8221;</p>
<p>11,30:  Dott. M. Nicoletti<br />
<em>Centro Internazionale di Vitaminologia di Roma<br />
</em>&#8220;La integrazione vitaminica in Dermatologia&#8221;</p>
<p>11,45:  Dott. A. Gelli<br />
<em>Centro Internazionale di Vitaminologia di Roma<br />
</em>&#8220;La integrazione vitaminica nello Sport&#8221;</p>
<p>12,00:  Prof. E. Marovello<br />
<em>Direttore del Dipartimento di Ginecologia dell&#8217;Accademia di Storia dell&#8217;Arte Sanitaria di Roma<br />
</em>&#8220;La integrazione vitaminica in Ginecologia&#8221;</p>
<p>Sede del Congresso:<br />
<strong>Accademia di Storia dell&#8217;Arte Sanitaria</strong><br />
Ospedale Santo Spirito<br />
Lungotevere in Sassia, 3 &#8211; Roma<br />
Tel. 06.6893051<br />
<strong>Partecipazione gratuita</strong></p>
<p>Segreteria Scientifica:<br />
<strong>Fondazione Professor Alberto Fidanza<br />
</strong>Via Lazio, 9 &#8211; 00187 Roma<br />
Tel./Fax 06.48904466<br />
Email: <a href="mailto:fondazione.fidanza@gmail.com">vitaminologia@gmail.com</a><br />
<strong><a href="http://www.vitaminologia.it/" target="_blank">http://www.vitaminologia.it/</a></strong></p>
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		<title>22 gennaio 2012: 10° seminario tematico gratuito di Naturopatia &#8220;Nuove forme di insonnia e ripristino del ritmo naturale&#8221;</title>
		<link>http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/22-gennaio-2012-10%c2%b0-seminario-tematico-gratuito-di-naturopatia-nuove-forme-di-insonnia-e-ripristino-del-ritmo-naturale.html</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 16:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione naturopatia online</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni e seminari]]></category>
		<category><![CDATA[il sonno dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il problema dell'insonnia ha registrato negli ultimi decenni una forte crescita dovuta a vecchie e nuove cause.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2009/06/advert.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1153" title="advert" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2009/06/advert.jpg" alt="advert" width="120" height="130" /></a></p>
<p>Domenica 22 gennaio 2012, dalle ore 9.15 alle 13.30, presso la sede dei <strong>Laboratori Borri</strong> in Roma Via Tropea 20 si terrà il 10° seminario tematico gratuito di Naturopatia:</p>
<p><strong>Nuove forme di insonnia e ripristino del ritmo naturale </strong><br />
Relatori: <em>Prof. Maurizio Grandi e Dott. Claudio Biagi </em></p>
<p>Il problema dell&#8217;insonnia ha registrato negli ultimi decenni una forte crescita dovuta a vecchie e nuove cause.<br />
Il sonno, il suo significato, il problema del sonno dei bambini, il legame con l&#8217;ambiente e con diverse altre interferenze, le nuove frontiere della PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunologia), le cure farmacologiche orientate in prevalenza al sintomo e quelle naturali &#8211; punto di forza della Naturopatia e della prevenzione, non ancora pienamente conosciute e praticate &#8211; volte a rimuovere anche le cause.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il baobab (Dott.ssa Maria Cristina Bertusi)</title>
		<link>http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/il-baobab-dott-ssa-maria-cristina-bertusi.html</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 14:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Cristina Bertusi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erboristeria]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Baobab (Adansonia digitata L.) è un albero deciduo appartenente alla famiglia delle Bombacacee originario dell'Africa Centrale, in particolare delle zone sahariane del Mali.
Raggiunge altezze fra i cinque e i 25 metri (raramente 30) con un diametro del tronco fino a 40 metri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/baobab.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3361" title="baobab" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/baobab.jpg" alt="" width="275" height="105" /></a></p>
<p>Il Baobab (<em>Adansonia digitata L.</em>) è un albero deciduo appartenente alla famiglia delle Bombacacee originario dell&#8217;Africa Centrale, in particolare delle zone sahariane del Mali.<br />
Raggiunge altezze fra i cinque e i 25 metri (raramente 30) con un diametro del tronco fino a 40 metri.<br />
Quest’ albero imponente cresce spontaneamente nelle regioni tropicali dell&#8217;Africa, mentre alcune specie sono state trapiantate e coltivate in Florida dove sono conosciute con il nome di &#8220;bottle tree&#8221; ed in Oceania (Adansonia gregorii).<br />
Il tronco, con la sua ragguardevole circonferenza, consente di immagazzinare enormi quantità di acqua al suo interno permettendo così alla pianta di sopravvivere in un ambiente inospitale.<br />
Il nome Baobab deriva, probabilmente, dall&#8217;arabo <em>&#8220;bu hibab&#8221;,</em> che significa frutto dai molteplici semi.<br />
Il nome latino <em>Adansonia digitata</em> è collegato al botanico francese Michel Adanson che per primo studiò questa pianta, mentre digitata si riferisce alla forma tipica delle foglie.<br />
Le foglie, la corteccia e i frutti sono utilizzati tradizionalmente sia a scopo alimentare sia per preparazioni medicinali in diverse parti dell&#8217;Africa.<br />
Il Baobab viene, infatti, definito <em>&#8220;piccola farmacia&#8221; </em>per la sua ricchezza di sostanze medicamentose ed è abitualmente impiegato nella medicina popolare africana per il trattamento di molte patologie.<br />
Dal punto di vista nutrizionale la parte più interessante è il frutto che si presenta, in genere ,di forma ovoidale con una parte esterna legnosa (epicarpo) e una parte interna (endocarpo) costituita da una polpa attraversata da filamenti che la dividono in lobi.<br />
All’interno di questi lobi si trovano i semi del frutto. La polpa del frutto giunto a maturazione appare disidratata per cui l’estrazione può essere ottenuta attraverso la semplice rottura della capsula fibrosa.<br />
Il frutto del Baobab è molto ricco di vitamine e fibre e glucidi.<br />
In 100 grammi di polpa il 75,6% è rappresentato da glucidi, Il 2,3% proteine e solo lo 0,75 sono grassi.<br />
È straordinariamente ricco di vitamina C, fino a 300mg ogni 100 grammi di polpa ( sei volte il contenuto medio di un’arancia). 20/30 grammi di polpa di baobab sono in grado di coprire il fabbisogno giornaliero di vitamina C.<br />
Nella polpa del frutto si trovano anche vitamina B12, Vit. PP, sali minerali (soprattutto calcio , potassio e fosforo), e acidi grassi essenziali ( acido alfa- linolenico).<br />
Il caratteristico sapore acidulo della polpa è dovuto alla presenza di acidi organici, quali l&#8217;acido citrico, acido tartarico, acido malico ed acido succinico.<br />
Nella medicina tradizionale, la polpa trova impiego come febbrifugo, analgesico antidiarroico/antidissenterico, e nel trattamento di vaiolo e morbillo.<br />
Inoltre, la polpa, assieme ai semi e alla corteccia, é comunemente utilizzata come antidoto contro l&#8217;avvelenamento da strofantina grazie alla presenza di un alcaloide:l’adansonina.<br />
In virtù delle proprietà lubrificanti, leganti, e diluenti correlate alla presenza di pectine e glucidi, la polpa del Baobab è stata recentemente impiegata come matrice idrofila in formulazioni farmaceutiche di compresse di paracetamolo e teofillina a rilascio prolungato.<br />
Grazie al suo elevatissimo contenuto di fibre solubili ed insolubili, la polpa del frutto del baobab svolge una notevole attività prebiotica e preventiva nei confronti di neoplasie dell’apparato gastro- intestinale.<br />
Con un contenuto di fibre che può arrivare fino a 52 grammi per 100 grammi di polpa, può essere usato anche nella prevenzione della stipsi e del sovrappeso.</p>
<p><strong>Impiego alimentare</strong><br />
La polpa, ottenuta dalla macinazione del frutto, può essere assunta come tale o essere mescolata ad acqua, latte o succo di frutta, per ottenerne una bevanda ricca di calcio utile in gravidanza o nell’alimentazione dei neonati.<br />
In alcune regioni africane, questa sospensione è talvolta miscelata ad un tipo di birra, prodotta con il sorgo fermentato, denominata <em>&#8220;mérissa&#8221;,</em> per la preparazione di una bevanda dalle proprietà dissetanti.<br />
S’impiega al posto del cremor tartaro (tartrato acido di potassio o bitartrato di potassio) per la preparazione della pasta di pane, grazie al suo elevato contenuto in acido tartarico e potassio bitartrato.</p>
<p><strong>Proprietà nutriceutiche</strong><br />
Secondo alcuni studi eseguiti in laboratorio la polpa di baobab, si è mostrata efficace come antinfiammatorio, analgesico e antipiretico.<br />
Questi risultati giustificano e avvalorano il tradizionale uso popolare di questa pianta come febbrifugo e analgesico.</p>
<p><strong>Proprietà antidiarroiche</strong><br />
L’uso tradizionale del baobab come antidiarroico è supportato da studi osservazionali compiuti su un gruppo di 160 bambini africani che a causa di un’alimentazione farinosa, povera di latte, ipocalorica e ipoproteica sono soggetti frequentemente ad episodi diarroici.<br />
La polpa preparata come decotto o in sospensione nel latte, somministrata per via orale, ha mostrato un’interessante capacità di ridurre il disturbo.<br />
Responsabili di quest’attività sono i tannini (astringenti) e le mucillagini presenti nella polpa del frutto.<br />
Da non sottovalutare è inoltre la capacità delle fibre solubili e insolubili di favorire la crescita di batteri appartenenti alla microflora intestinale.<br />
Sono ancora in corso ulteriori ricerche riguardanti la capacità di stimolare la crescita di bifido batteri.</p>
<p><strong>Uso cosmetico</strong><br />
I semi contenuti nell’endocarpo del frutto del baobab sono straordinariamente ricchi di un olio che può essere ottenuto per spremitura.<br />
È un olio pregiatissimo che grazie alle sue proprietà antiossidanti ed emollienti può essere usato con successo anche in cosmetica.<br />
L’olio trova indicazione per lenire la pelle arrossata e disidratata a causa di scottature solari o di varia natura.<br />
Può essere usato dopo la rasatura o come dopo bagno sul viso e sul corpo per ammorbidire e rendere setosa la pelle.<br />
Svolge un’ottima azione antirughe grazie alla sua naturale ricchezza di antiossidanti in grado di contrastare i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cutaneo e della comparsa delle rughe.<br />
Può essere applicato anche sulla pelle che presenta acne, foruncoli, micosi, abrasioni, grazie alla sua azione emolliente.<br />
Dà un grande sollievo anche in caso di punture d’insetti. <br />
È rivitalizzante e ristrutturante per cute e capelli e può essere usato prima e dopo lo shampoo per donare nuovo splendore alla chioma.</p>
<p><strong>Dott.ssa Maria Cristina Bertusi</strong><br />
Farmacista, Naturopata ed Erborista, esperta in Alimentazione Naturale ed Intolleranze Alimentari, Floriterapeuta<br />
<a href="mailto:cristina.bertusi@hotmail.it">cristina.bertusi@hotmail.it</a><br />
<a href="mailto:premuda3@hotmail.it">premuda3@hotmail.it</a><br />
<a href="http://www.erboristerialaltea.com/">www.erboristerialaltea.com</a></p>
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		<title>Le origini dello Yoga terapeutico (Simona Tomaro)</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 10:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Tomaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Naturopatia]]></category>
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		<description><![CDATA[Le origini dello Yoga non sono del tutto certe. Secondo le opinioni più accreditate, nasce in India tra il IV e il II millennio a.C. A quell’epoca risalgono, infatti, i reperti archeologici di Harappa e Mohenjo Daro, siti archeologici della valle dell’Indo (l'attuale Pakistan) che raffigurano divinità e figure ascetiche sedute in posizioni yoga.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/le-origini-dello-yoga-terapeutico-simona-tomaro.html/origini_yoga" rel="attachment wp-att-3338"><img class="alignnone size-full wp-image-3338" title="Origini_yoga" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Origini_yoga.jpg" alt="" width="269" height="107" /></a></p>
<p>Le origini dello Yoga non sono del tutto certe. Secondo le opinioni più accreditate, nasce in India tra il IV e il II millennio a.C. A quell’epoca risalgono, infatti, i reperti archeologici di Harappa e Mohenjo Daro, siti archeologici della valle dell’Indo (l&#8217;attuale Pakistan) che raffigurano divinità e figure ascetiche sedute in posizioni yoga.<br />
I primi riferimenti scritti sullo yoga sono riportati in alcuni testi del VII secolo a.C., le <strong>Upanishad</strong> (insieme di testi religiosi e filosofici indiani composti in lingua sanscrita a partire dal IX-VIII secolo a.C. fino al IV secolo a.C.), che descrivono esperienze di stati di concentrazione e di meditazione.<br />
Si tratta, dunque, di una disciplina molto antica che, giunta fino a noi, è stata analizzata dalla nostra scienza che ha confermato moltissime affermazioni di questi antichi <strong>yogi</strong>, lasciandoci meravigliati su come una cultura così antica abbia potuto raggiungere così tante verità.<br />
Questi antichi yogi non avevano macchinari tecnologicamente avanzati per studiare gli organi interni, eppure sono riusciti a comprendere, grazie all&#8217;osservazione e alla sperimentazione, meccanismi importanti dell&#8217;organismo umano, confermati oggi da seri studi scientifici.<br />
Guidati dalle scoperte delle generazioni precedenti, per secoli, gli yogi hanno imparato a stirare ogni muscolo, aprire tutte le articolazioni, allineare le ossa in varie posizioni, incanalare il respiro nella convinzione che ciò che imparavano da se stessi li avrebbe aiutati a comprendere il mondo esterno e che, più esploravano, più potevano affinare la capacità di cogliere le sfumature interiori.<br />
In questo modo, attraverso la sperimentazione e l&#8217;osservazione di se stessi, della natura e delle posture degli animali (molte asana portano il nome di un animale), hanno creato un patrimonio che ha attraversato la storia dell&#8217;uomo, integrandosi con grande facilità in comunità distanti tra loro, sia geograficamente che culturalmente, perché si basa su meccanismi innati del corpo umano e su principi naturali ed universali.<br />
Di conseguenza, tutti possono praticare lo <strong>Yoga</strong>, indipendentemente dall’età, dalla salute, dalle condizioni di vita e dalle convinzioni etiche e religiose.<br />
È un patrimonio fatto di pratiche psicofisiche che consentono di raggiungere l’armonia tra il corpo, le facoltà intellettuali, le emozioni e le diverse componenti della personalità per raggiungere l’unificazione interiore e spirituale per riscoprire il nostro vero Sé, la nostra dimensione dell’Essere.<br />
Ma perché gli antichi yogi hanno prodotto quest&#8217;immenso patrimonio? Il motivo risiede nel termine<em> &#8220;yoga&#8221;</em> che deriva dalla radice sanscrita <em>&#8220;yui&#8221;</em> che vuol dire <em>&#8220;unire&#8221;, &#8220;legare&#8221;.</em><br />
L&#8217;obiettivo degli antichi yogi era quello di ricongiungere l&#8217;energia individuale (<strong>Jivatman</strong>) con quella universale (<strong>Paramatman</strong>) attraverso una condotta etica, le asana, il pranayama e la meditazione che costituivano i pilastri del cammino verso una coscienza superiore.<br />
Le malattie erano considerate un ostacolo e, per questo, il benessere fisico era un mezzo per sconfiggerle che rientrava nel percorso spirituale.<br />
Oggi, in occidente ci avviciniamo allo Yoga per ridurre la tensione nervosa e per migliorare la nostra salute.<br />
Lo utilizziamo in modo teraupetico per ridurre i livelli degli ormoni dello stress (adrenalina e cortisolo), con benefici effetti su varie patologie (diabete, insonnia, disturbi cardiovascolari, emicrania, dolori mestruali, mal di schiena, asma, artrite, depressione, colon irritabile&#8230;).<br />
<strong>Quali sono gli strumenti utilizzati dallo yoga?</strong><br />
Tradizionalmente, si fa riferimento allo <strong>Yoga Sutra</strong>, scritto da <strong>Patanjali</strong>, grammatico vissuto nel III secolo a.C., che prevede otto stadi:</p>
<ol>
<li><strong>Yama</strong>, principi etici universali;</li>
<li><strong>Niyama</strong>, regole di comportamento personale;</li>
<li><strong>Asana</strong>, pratica delle posizioni per esplorare l&#8217;intera gamma dei movimenti possibili del corpo;</li>
<li><strong>Pranayama</strong>, pratica delle tecniche respiratorie;</li>
<li><strong>Pratyahara</strong>, ritiro dei sensi che insegna la capacità di chiudersi agli stimoli esteriori per sintonizzarsi sul proprio mondo interiore;</li>
<li><strong>Dharana</strong>, concentrazione della mente;</li>
<li><strong>Dhyana</strong>, meditazione;</li>
<li><strong>Samadhi</strong>, assorbimento nell’infinito, raccoglimento perfetto, beatitudine.</li>
</ol>
<p>Oltre a questi otto stadi, vi sono molti altri stumenti yogici utilizzabili a scopo terapeutico:</p>
<ul>
<li>mantra</li>
<li>mudra</li>
<li>bandha</li>
<li>yantra</li>
<li>kriya</li>
<li>sankalpa</li>
<li>karma yoga</li>
<li>bhakti yoga</li>
<li>jnana yoga</li>
<li>yoga nidra</li>
<li>visualizzazioni</li>
<li>rimedi erboristici</li>
</ul>
<p>Questa non è una lista esaustiva perché esistono decine di altri strumenti.<br />
Tutti questi mezzi producono effetti diversi e possono dar vita a migliaia di combinazioni.<br />
I vari stili e i maestri si distinguono proprio in base a questi strumenti e al modo con cui vengono insegnati.</p>
<p><strong>Simona Tomaro</strong><br />
Naturopata, esperta in Alimentazione Naturale, Intolleranze Alimentari, Fiori di Bach, Erboristeria e Prevenzione Fitoterapica, Insegnante certificata di <em>Yoga Contemporaneo®</em>, registrata presso Yoga Alliance<br />
<a href="mailto:tomsimona@hotmail.com">tomsimona@hotmail.com</a><strong><br />
<a href="http://www.armonianaturale.com/">www.armonianaturale.com</a></strong></p>
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		<title>Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo: la conquista delle medicine non convenzionali (Dott.ssa Giusy Martella)</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giusy Martella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Naturopatia]]></category>
		<category><![CDATA[alimento funzionale]]></category>
		<category><![CDATA[carboidrati raffinati]]></category>
		<category><![CDATA[DNA]]></category>
		<category><![CDATA[geni]]></category>
		<category><![CDATA[genoma umano]]></category>
		<category><![CDATA[medicina predittiva]]></category>
		<category><![CDATA[nutraceutica]]></category>
		<category><![CDATA[nutraceutica veterinaria]]></category>
		<category><![CDATA[nutriaceutica]]></category>
		<category><![CDATA[nutrigenetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mese di Aprile del 2000 una società newyorkese privata, annunciò di aver completato la decifrazione completa del genoma umano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/qualcosa-di-vecchio-qualcosa-di-nuovo-la-conquista-delle-medicine-non-convenzionali-dott-ssa-giusy-martella.html/nutrigenetica" rel="attachment wp-att-3303"><img class="alignnone size-full wp-image-3303" title="nutrigenetica" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/nutrigenetica.jpg" alt="" width="285" height="106" /></a></p>
<p>Nel mese di Aprile del 2000 una società newyorkese privata, annunciò di aver completato la decifrazione completa del genoma umano.<br />
Il genoma umano può essere considerato la mappa biologica della macchina uomo con circa te miliardi e mezzo di coppie di basi chimiche che formano il DNA di ogni cellula.<br />
Queste coppie sono ordinate secondo caratteristiche peculiari, a formare circa centomila geni.<br />
I geni sono il database del corpo e sono in grado di creare le proteine responsabili di tutti i processi che avvengono nel corpo umano.<br />
È facile capire, come questo importantissimo traguardo abbia fornito gli strumenti e le basi per comprendere i meccanismi molecolari attraverso cui ogni combinazione di basi da vita a geni nuovi che consentono di identificare nuove funzioni, fin ora neppure sospettate.<br />
Uno degli aspetti più interessanti nella vita di tutti i giorni è come combinazioni particolari di geni e i loro prodotti proteici, rispondano ai cambiamenti nella dieta e nello stile di vita di un uomo, rendendolo più sensibile a contrarre un certo tipo di patologia, allergia o disagio.<br />
In base a queste considerazioni è nata in questi ultimi lustri una nuova scienza la <strong>NUTRIGENETICA</strong>, che come dice la parola si occupa dell’individuo e delle relazioni genetiche con gli alimenti, mettendo in relazione le caratteristiche peculiari del singolo e relazionandole al suo metabolismo in funzione della sua alimentazione, senza trascurare l’apporto dato dalla nicchia ecologica che quest’ultimo abita.<br />
Questa scienza si propone, in maniera peculiare, di identificare le differenze nel genoma che causano differenze nella risposta dell’organismo alle molecole introdotte con la dieta, e si sta facendo largo in un settore particolare definito <em>“medicina predittiva”.</em><br />
Negli ultimi anni a questa scienza si è affiancata un’altra disciplina la <strong>NUTRACEUTICA</strong>, che nasce nel 1989, in America, quando all’interno della Fondazione per le Medicine Innovative il dottor De Felice Steven decide di mettere insieme due scienze a lui molto care: la <strong>Farmacologia</strong> e la <strong>Nutrizione</strong>, dimostrando che alcuni alimenti della dieta di ogni giorno possono essere usati come farmaci.<br />
Questo concetto non è affatto nuovo, visto che i sumeri, gli egizi e molte altre popolazione lo avevano usato come base della loro medicina.<br />
Ma per la prima volta la medicina ufficiale accetta il concetto di alimento come <em>“ALIMENTO FUNZIONALE (dietary supplement)”</em> in grado di apportare delle modifiche nell’organismo.<br />
Oggi grazie alla Nutrigenica, tanti piccoli passi compiuti dalla Nutriaceutica hanno trovato una spiegazione scientifica più solida ed hanno permesso di capire il perché di alcuni cambiamenti indotti dagli alimenti e dall’ambiente che ci circonda.<br />
Negli ultimi 10 anni l’associazione olistica veterinaria americana ha addirittura creato programmi di studi per insegnare la nutriaceutica animale, come<em> “rimedio”</em> contro un buon 60% delle patologie animali.<br />
Un esempio è una dieta proposta per un gatto obeso goloso di carboidrati che riportava gravi problemi cardiaci, ma aveva funzionalità epatica e renale nella norma.<br />
Il gatto è stato sottoposto a dieta ricca di carboidrati, ma ipoglicemica con kamut, orzo, legumi e verdure varie, riducendo il suo peso e aumentando tutte le capacità funzionali di fegato reni e cuore, fino a risolvere completamente il problema per il quale il suo padrone si era rivolto al veterinario.<br />
Lo studio di alcuni geni felini attraverso la Nutrigenica ha confermato l’incapacità genica a digerire i carboidrati raffinati ad alto indice glicemico.<br />
Questo rappresenta solo uno dei tanti passi che la medicina tradizionale compie verso le medicine non convenzionali ed olistiche dimostrando la loro validità nei propri limiti di competenza.</p>
<p><strong>Referenze:</strong><br />
•  Heyland DK. In search of the magic nutraceuticals: problems with current approaches. J Nutr. 2001;131(9):2591S-2595S<br />
•  Emerging Therapies: Using Herbs and Nutraceutical Supplements for Small Animals di Susan G. Wynn (Brossura &#8211; apr. 1999)<br />
•  Handbook of Nutraceuticals Volume 1: Ingredients Formulations and Applications<br />
edited by Yashwant Pathak (2001).</p>
<p><strong>Dott.ssa Giusy Martella</strong><br />
Biologo ind.fisiopatologia, Specialista in Patologia Clinica, Naturopata<br />
<a href="mailto:martellagiusy@hotmail.com">martellagiusy@hotmail.com</a></p>
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		<item>
		<title>27 novembre 2011: 9° seminario tematico gratuito di Naturopatia &#8220;Naturopatia ed Omeopatia Veterinaria degli animali domestici&#8221;</title>
		<link>http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/27-novembre-2011-9%c2%b0-seminario-tematico-gratuito-di-naturopatia-naturopatia-ed-omeopatia-veterinaria-degli-animali-domestici.html</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 15:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione naturopatia online</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni e seminari]]></category>
		<category><![CDATA[27 novembre 2011]]></category>
		<category><![CDATA[animali di casa]]></category>
		<category><![CDATA[animali domestici]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Naturopatia ed Omeopatia Veterinaria degli animali domestici]]></category>
		<category><![CDATA[omeopatia]]></category>
		<category><![CDATA[pappagalli]]></category>
		<category><![CDATA[seminario tematico gratuito di Naturopatia]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli animali domestici - e tra questi non solo gatti, cani, pappagalli, ecc. – sono sempre più nel cuore delle persone in virtù anche di un’accresciuta maturità in tema di affetto e di rispetto, grazie anche ai pur tiepidi recenti provvedimenti legislativi e alle prime sentenze a loro favorevoli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2009/06/advert.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1153" title="advert" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2009/06/advert.jpg" alt="advert" width="120" height="130" /></a></p>
<p>Domenica 27 novembre 2011, dalle ore 9.15 alle 13.30, presso la sede di Via Tropea 20 &#8211; Roma si terrà il 9° seminario tematico gratuito di Naturopatia:</p>
<p><strong>Naturopatia ed Omeopatia Veterinaria degli animali domestici</strong><br />
Relatori: <em>Dott. Claudio Biagi, Dott. Giuseppe Caparello</em> e <em>Dott. Bruno Cipollone</em></p>
<p>Gli animali domestici &#8211; e tra questi non solo gatti, cani, pappagalli, ecc. – sono sempre più nel cuore delle persone in virtù anche di un’accresciuta maturità in tema di affetto e di rispetto, grazie anche ai pur tiepidi recenti provvedimenti legislativi e alle prime sentenze a loro favorevoli.</p>
<p>La Medicina Naturale, attraverso la Naturopatia e l’Omeopatia, offre un&#8217;impensabile varietà di interventi sia nel campo della prevenzione che in quello della cura degli animali nostri compagni di casa e di vita.</p>
<p><strong>Programma degli interventi:<br />
</strong>09.15-11.00<br />
Dott. Claudio Biagi – Alimenti e fitoterapici per la dieta animale</p>
<p>11.00-11.45<br />
Dott. Giuseppe Caparello &#8211; Fitoterapia in Medicina Veterinaria</p>
<p>11.45-12.00<br />
Break</p>
<p>12.00-13.00<br />
Dott. Bruno Cipollone &#8211; L&#8217;uso dell&#8217;Omeopatia in Veterinaria</p>
<p>13.00-13.30<br />
Dibattito su tutti gli interventi</p>
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		<title>Functional Yoga ed Asana (Prof. Fabio Martella)</title>
		<link>http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/functional-yoga-ed-asana-prof-fabio-martella.html</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 15:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Martella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Naturopatia]]></category>
		<category><![CDATA[ASANA]]></category>
		<category><![CDATA[astanga]]></category>
		<category><![CDATA[fuctional yoga]]></category>
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		<category><![CDATA[zen]]></category>

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		<description><![CDATA[II termine âsana significa, letteralmente, «posizione seduta» o semplicemente «posizione»: esso indica una postura corporea che contribuisce alla stabilità fisica e mentale e ingenera un senso di benessere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/functional_yoga.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3260" title="functional_yoga" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/functional_yoga.jpg" alt="" width="273" height="95" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="center">II termine <em>âsana</em> significa, letteralmente, «posizione seduta» o semplicemente «posizione»: esso indica una postura corporea che contribuisce alla stabilità fisica e mentale e ingenera un senso di benessere. Il termine <em>âsana</em> è pure usato ad indicare una stuoia vegetale, o anche una pelle d&#8217;antilope ben conciata, che costituiscono un comodo supporto per sedersi sul terreno. Nello <em>hatha-yoga</em> gli <em>âsana</em> occupano il primo posto, mentre costituiscono il terzo passo nell&#8217;ottuplice yoga di Patañjali (<em>astânga</em>).<br />
Di solito il termine <em>âsana</em> è tradotto con la parola «posizione»: troviamo quindi espressioni come «posizione del cobra», «posizione del coccodrillo», «posizione dell&#8217;arco», e così via. È vero che molti <em>âsana</em> consistono in una determinata postura, di cui possiedono le caratteristiche: tuttavia gli <em>âsana</em> differiscono dalle semplici posizioni sotto diversi aspetti, perciò il termine «posizione» non spiega completamente il significato del termine <em>âsana</em>.<br />
In una «posizione», anche se questa viene mantenuta in modo economico, senza grande sforzo, non vi è alcuna considerazione dell&#8217;atteggiamento mentale: questo può variare, nelle diverse posizioni. Ad esempio, ci rilassiamo comodamente stando seduti in poltrona, eppure, in quella pur confortevole posizione, può capitarci di essere mentalmente turbati a causa di determinate concatenazioni di pensieri. Molte posizioni corporee sono assunte e mantenute ad opera del sistema nervoso, al disotto del livello della coscienza, cioè senza il concorso dell&#8217;attenzione. Ciò avviene, ad esempio, quando si assume una posizione seduta per scrivere, oppure una posizione in piedi. Un <em>âsana</em> viene assunto dapprima volontariamente, poi può essere mantenuto, ma l&#8217;attività di mantenimento e controllo si svolge al disotto del livello della coscienza.<br />
Il processo del pensiero non è consentito durante la pratica degli <em>âsana</em>: al contrario un genere particolare di consapevolezza è consigliato durante il mantenimento dell&#8217;<em>âsana</em> stesso (ad esempio la consapevolezza del respiro), in modo che non vi siano interferenze dovute all&#8217;attività mentale. Nessun ulteriore movimento (eccetto quello necessario per il conseguimento dell&#8217;<em>âsana</em>) viene imposto al corpo, ed anche il movimento per assumere l&#8217;<em>âsana</em> e per abbandonarlo viene effettuato in una maniera particolare, cioè lentamente e con dolcezza. Al contrario, i movimenti per assumere una comune posizione corporea non sono così importanti e possono essere effettuati in un modo qualsiasi. Le posizioni ordinarie, siano esse in piedi, sedute, oppure coricate, non costituiscono un esercizio speciale per i muscoli e i nervi interessati. Negli <em>âsana</em> invece è richiesto un allenamento specifico tanto sul piano fisico quanto su quello mentale. Inoltre, le posizioni ordinarie possono essere mantenute con l&#8217;aiuto di un sostegno esterno (ad esempio stando seduti su una sedia): gli <em>âsana</em> invece non richiedono alcun sostegno (ad eccezione del suolo).<br />
Qualche volta il termine <em>âsana</em> viene tradotto con «posa», ma questa parola non è adatta a spiegare che cos&#8217;è un <em>âsana</em>. Una «posa» non è una posizione naturale del corpo: essa può essere una posizione artificiosa che si assume per esprimere un&#8217;emozione o un pensiero.<br />
Gli <em>âsana</em>, al contrario, non devono «esprimere» nulla: anche sul volto non vi è alcuna «espressione» durante la pratica degli <em>âsana</em>. Una «posa», assunta per qualche secondo, può condurre ad uno sforzo fisico e mentale. Gli <em>âsana</em> non producono stanchezza a nessun livello: al contrario, si deve provare una sensazione di benessere anche dopo che la seduta è terminata. Un altro termine che viene riferito agli <em>âsana</em> è «esercizio». Questo però è inesatto: un <em>âsana</em> non è un semplice esercizio fisico. L&#8217;esercizio fisico (comporta stanchezza dovuta allo sforzo, come avviene nel <em>body-building</em>. È L&#8217;espressione «esercizio fisico» dà l&#8217;idea di movimenti rapidi e forzati, eseguiti ripetutamente, di tutto il corpo o di parte di esso. Gli <em>âsana</em>, al contrario, sono prevalentemente di natura statica: non sono quindi previste ripetizioni, né tensione, né affaticamento muscolare. Più oltre ritorneremo sull&#8217;argomento, esaminando dettagliatamente le differenze tra gli <em>âsana</em> e il comune esercizio fisico.<br />
Alla luce di quanto abbiamo detto in precedenza, gli <em>âsana</em> possono soltanto essere definiti come modelli posturali. La postura richiesta da un dato <em>âsana</em> deve essere conseguita lentamente, deve quindi essere mantenuta restando immobili, infine deve essere abbandonata adagio e con dolcezza di movimenti. Nei diversi <em>âsana</em> tutto il corpo e la mente vengono sottoposti ad un allenamento graduale, attraverso particolari meccanismi neuromuscolari coinvolti nell&#8217;esecuzione: questo fatto è destinato ad apportare gradualmente alcuni specifici cambiamenti nell&#8217;intera personalità dell&#8217;individuo.<br />
Ciò che che è fondamentale, dunque, è il modello posturale che l&#8217;<em>âsana</em> implica: ad esso compete la funzione di educare il corpo e la mente, preparandoli alle pratiche yogiche più avanzate, cioè <em>prânâyâma</em>, <em>dhâranâ</em> e <em>dhyâna</em>. La fase di movimento dell&#8217;<em>âsana</em>, invece, non è altrettanto importante.</p>
<p>Ogni <em>âsana</em> implica due fasi:<br />
(a) fase <em>dinamica</em>;<br />
(b) fase <em>statica</em>.</p>
<p>Nell&#8217;esecuzione dell&#8217;<em>âsana</em> un certo movimento è indispensabile, tanto per assumere l&#8217;<em>âsana</em> quanto per ritornare alla posizione iniziale. Questi movimenti, come si è detto, devono essere lenti, sicuri, dolci e senza scatti, in modo che non vi siano tensione o fatica. Il respiro deve restare normale: negli <em>âsana</em> non vi è controllo volontario del respiro. Di norma è il corpo stesso a trovare il giusto ritmo respiratorio durante la fase di movimento.<br />
Per quanto riguarda la fase statica, una volta che la postura è stata assunta, essa deve essere mantenuta restando immobili per un certo tempo, senza sforzo o disagio: in nessuna parte del corpo devono esservi indebite tensioni. In questa fase, tuttavia, è richiesta la <em>consapevolezza del respiro</em>, ovvero la concentrazione sull&#8217;immagine mentale di un vasto oceano, in modo da evitare che la mente sia disturbata dal flusso dei pensieri o da una qualsiasi emozione. Al termine della fase di mantenimento si abbandona l&#8217;<em>âsana</em> in modo lento e graduale.</p>
<p><strong>Prof. Fabio Martella</strong><br />
Maestro Yoga, Professore in Educazione Fisisca, Fisioterapista, Specialista in Analisi del Movimento, Naturopata<br />
<a href="mailto:martellafabio@ymail.com">martellafabio@ymail.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il valore nutritivo dei prodotti della dieta mediterranea (Prof. Alberto Fidanza)</title>
		<link>http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/il-valore-nutritivo-dei-prodotti-della-dieta-mediterranea-prof-alberto-fidanza.html</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 16:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Fidanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vitaminologia (a cura del Prof. Alberto Fidanza)]]></category>
		<category><![CDATA[carboidrati]]></category>
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		<description><![CDATA[I prodotti tipici della dieta mediterranea salutare sono rappresentati dai cereali, dai legumi, dall’olio di oliva, dal pesce e dagli ortaggi; del loro valore nutritivo se ne farà un’accurata descrizione.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/alimentazione-dott.-fidanza.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1949" title="alimentazione dott. fidanza" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/alimentazione-dott.-fidanza.jpg" alt="" width="255" height="88" /></a></p>
<p>I prodotti tipici della dieta mediterranea salutare sono rappresentati dai cereali, dai legumi, dall’olio di oliva, dal pesce e dagli ortaggi; del loro valore nutritivo se ne farà un’accurata descrizione.</p>
<p><strong>CEREALI</strong><br />
I cereali più utilizzati sono il frumento, il riso, la segale, l’orzo ed il granoturco (o mais).<br />
Tra questi il più importante è il frumento dal quale si ricava la farina che viene impiegata per preparare il pane e le paste alimentari.<br />
Il valore nutritivo del pane e delle paste alimentari dipende esclusivamente dal valore nutritivo degli sfarinati di partenza e quindi il pane integrale presenta un contenuto in nutrienti ed in fibra alimentare maggiore del pane confezionato con farine più bianche e più fini.<br />
I cereali, oltre che costituire la fonte più economica di alimenti energetici, offrono un apporto considerevole di proteine che possono rappresentare, anche se carenti in alcuni aminoacidi essenziali quali la lisina, la treonina ed il triptofano, il 50% del fabbisogno proteico.</p>
<p><strong><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/tabella_1_fidanza.jpg"><img title="tabella_1_fidanza" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/tabella_1_fidanza.jpg" alt="tabella I, la dieta mediterranea salutare" width="617" height="379" /></a></strong></p>
<p><strong>LEGUMI</strong><br />
I legumi sono un elemento importante della dieta perché alla varietà di moltissime specie (fagioli, ceci, fave, lenticchie, piselli) e combinazioni possibili si aggiunge un alto valore nutritivo, ed in particolare proteico. I legumi possono rappresentare una valida alternativa alla carne sia per l’elevato apporto proteico che per la qualità proteica in quanto contengono una considerevole quantità di lisina.<br />
Essi inoltre, per la presenza di un notevole contenuto di glicidi ed una scarsa quantità di lipidi, possono essere valutati come alimenti che equilibrano la dieta da un punto di vista dei giusti rapporti tra proteine, glicidi e lipidi.<br />
Infine i legumi costituiscono anche una fonte di minerali quali il ferro ed il calcio e di vitamine come la tiamina, la riboflavina e la niacina.<br />
L’associazione di un cereale con una leguminosa, come nella tradizionale pasta e fagioli, può quindi corrispondere perfettamente alle regole di una alimentazione equilibrata.</p>
<p><strong><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/tabella_2_fidanza.jpg"><img title="tabella_2_fidanza" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/tabella_2_fidanza.jpg" alt="tabella II, la dieta mediterranea salutare" width="617" height="377" /></a></strong></p>
<p><strong>OLIO D’OLIVA</strong><br />
Per le caratteristiche della sua composizione chimica l’olio di oliva deve essere considerato un prodotto alimentare di elevata qualità.<br />
I componenti di tale olio hanno proprietà fisiologiche e nutrizionali particolari e si suddividono in una frazione saponificabile, che rappresenta il 99%, ed in una insaponificabile dell’1%.<br />
La frazione saponificabile costituita da trigliceridi contiene i seguenti acidi grassi: acido palmitico, acido palmitoleico, acido stearico, acido oleico, acido linoleico ed acido linoleico, con netta prevalenza degli acidi insaturi su quelli saturi.<br />
La composizione percentuale di tali acidi grassi mette in evidenza l’elevata concentrazione (55-83%) dell’acido oleico monoinsaturo, con grado di insaturazione non troppo elevato, facilmente metabolizzabile e limitante i processi di biosintesi del colesterolo, ed una quota ottimale di acido linoleico, intorno al 10% che rappresenta la quantità necessaria e sufficiente a mantenere l’omeostasi dell’organismo.<br />
La frazione insaponificabile è caratterizzata dal contenuto in squalene superiore a quello degli altri oli vegetali, e dal fatto che i suoi steroli sono costituiti da beta-sitosterolo praticamente puro, dotato della capacità di inibire l’assorbimento intestinale del colesterolo. L’olio di oliva contiene anche alfa-tocoferolo, importante vitamina che insieme ad altre sostanze come i polifenoli svolge una marcata attività antiossidante.<br />
Il ruolo svolto dal complesso di tali sostanze, che conferisce al prodotto una particolare fragranza, è di notevole importanza fisiologica in quanto tale particolare caratteristica esclusiva dell’olio di oliva è in grado di migliorare l’appetibilità delle vivande promuovendo, attraverso riflessi condizionati stimoli secretori dell’apparato digerente così da indurre una migliore digeribilità.<br />
L’olio di oliva, per la sua composizione equilibrata, svolge inoltre un sicuro effetto protettivo sulle arterie, sullo stomaco, sul fegato, favorisce l’accrescimento del bambino, prolunga la speranza di vita e per i suoi caratteri rende piacevole il nutrirsi.</p>
<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/tabella_5_fidanza.jpg"><img title="tabella_5_fidanza" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/tabella_5_fidanza.jpg" alt="tabella III, la dieta mediterranea salutare" width="389" height="374" /></a></p>
<p><strong>PESCE</strong><br />
Il pesce presenta alcune particolarità nutrizionali e può essere utilizzato in alternativa alla carne che viene spesso consumata in quantità tali da causare squilibri metabolici.<br />
I prodotti della pesca comprendono le varietà commestibili della fauna marina e d’acqua dolce e possono concorrere in considerevole misura a soddisfare il fabbisogno in proteine animali.<br />
Tra gli aminoacidi essenziali la lisina è particolarmente elevata e le proteine del pesce possono considerarsi complementari con quelle dei cereali.<br />
Inoltre rappresenta un’ottima fonte di minerali in particolare calcio e fosforo, e di vitamine come la tiamina, la riboflavina e niacina.<br />
La caratteristica nutrizionale principale del pesce viene però attribuita al basso contenuto lipidico ed alla presenza di acidi grassi altamente insaturi della famiglia n-3 quali l’acido eicosapentaenoico (EPA: 20:5 n-3) e docosaesaenoico (DHA: 22:6 n-3) che svolgono importanti funzioni di prevenzione dell’aterosclerosi.<br />
Infine si deve tenere anche in considerazione la maggior digeribilità del pesce rispetto alla carne in quanto esso presenta uno scarso contenuto di tessuto connettivo.</p>
<p><strong><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/tabella_3_fidanza.jpg"><img title="tabella_3_fidanza" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/tabella_3_fidanza.jpg" alt="tabella IV, la dieta mediterranea salutare" width="617" height="367" /></a></strong></p>
<p><strong>ORTAGGI E VERDURE</strong><br />
Numerose sono le specie e varietà di ortaggi e verdure presenti nella nostra dieta. Il valore nutritivo di tali vegetali, dei quali vengono utilizzati le foglie (spinacio, lattuga, cicoria, cavolo), i fusti (asparago, sedano), le infiorescenze (broccolo, cavolfiore, carciofo), i frutti (pomodoro, melanzana, peperone), i tuberi (patate), le radici (carota, rapa, ravanello), ed i bulbi (aglio, cipolla) è legato soprattutto al loro elevato patrimonio in componenti biodinamici quali i minerali e le vitamine.<br />
Negli ortaggi e verdure inoltre si trovano fibre vegetali che non sono utilizzabili ai fini nutritivi ma sono indispensabili per il buon funzionamento dell’apparato digerente, in quanto hanno l’importante funzione di stimolare la peristalsi intestinale (broccolo, carciofi, cavolfiori, rape, verza, melanzane, fagiolini, radicchio, zucchine, finocchi, funghi, pomodori, cardi).<br />
La dieta mediterranea salutare è composta da diversi prodotti tipici che sono elencati di seguito: cereali, legumi, olio d’oliva, pesce e ortaggi.<br />
Ciascuno di questi ha delle caratteristiche proprie e uno specifico ruolo nell’ambito della nostra alimentazione, vediamoli in breve uno per uno.</p>
<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/tabella_4_fidanza.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3195" title="tabella_4_fidanza" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/tabella_4_fidanza.jpg" alt="tabella V, la dieta mediterranea salutare" width="617" height="369" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Professor Alberto Fidanza<br />
</strong>Professore di Fisiologia della Nutrizione Università La Sapienza di Roma, Presidente del Centro Internazionale di Vitaminologia, Presidente del Comitato Scientifico dell’A.I.D. (Associazione Italiana Diabetici), Accademico dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria di Roma</p>
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		<title>Il Corpo: luogo di luoghi (Dott. Claudio Biagi)</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 16:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Biagi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[anatomia]]></category>
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		<description><![CDATA[Si dice che la medicina moderna fondi il suo poderoso castello teorico sull'anatomia, sul sezionamento, l'analisi e la classificazione delle parti, su un paradigma metodologico troppo spesso dato acriticamente per scontato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Corpo_luogo_di_luoghi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3154" title="Corpo_luogo_di_luoghi" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Corpo_luogo_di_luoghi.jpg" alt="" width="255" height="88" /></a></span></h1>
<p><strong>Una riflessione in forma di lettera sull&#8217;idea di corpo</strong></p>
<p>Si dice che la medicina moderna fondi il suo poderoso castello teorico sull&#8217;anatomia, sul sezionamento, l&#8217;analisi e la classificazione delle parti, su un paradigma metodologico troppo spesso dato acriticamente per scontato, anche quando la sua capacità euristica appare decisamente in crisi, lontana da quell&#8217;alone di sacra oggettività  che sembra ancora suggestionare alcuni oscuri funzionari del Potere Scientifico Istituzionale.<br />
Nel dedalo intricato della materiale corporeità  del cadavere, in questo luogo apparentemente nudo, spoglio e colmo di infiniti limiti da svelare per l&#8217;esibizione inefficace dell&#8217;ennesima pubblicazione scientifica, la Medicina Moderna sembra essersi smarrita.<br />
Appollaiata sulla sua rassicurante ragnatela di nozioni, essa stessa risulta prigioniera di un macroscopico equivoco, una seducente Superstizione analoga a quella che, secondo il filosofo Popper, seppe imprigionare persino personaggi come Galilei, Keplero e Newton.<br />
Non è tanto la pregevole descrizione del corpo umano in questione, nè, tantomeno,  le storie di talento, studio e passione di cui è nobile traccia, quanto un pericoloso retropensiero, un equivoco di fondo, un concetto di corporeità limitato e limitante nell&#8217;attuale ars medica. <br />
Il corpo umano non è, non è mai stato e, probabilmente, non riuscirà mai ad essere per la scienza un oggetto semplice, declinabile in modo univoco nel tempo e nello spazio.<br />
Eppure dalla Conoscenza di questo Giocattolo Miracoloso, della sua enigmatica inconsistenza, dipende il nostro precario equilibrio tra salute e malattia.<br />
Nessun determinismo spicciolo, artificio causale che riduce tutto al gioco di pochi elementi, può cancellare l&#8217;evidenza scientifica crescente del network, della rete di mediatori che stabilisce regole e rapporti, nella salute come nella malattia, quell&#8217;approccio olistico che ieri come oggi appare strumento indispensabile al sapere medico ed alla rilettura complessa dei gesti terapeutici.<br />
Nuovi malesseri si diffondono nelle nostre città , si fanno strada fuori e dentro noi stessi, alterano l&#8217;immagine della nostra corporeità  restituendoci un fantoccio, una caricatura virtuale, appesantita dalla tecnologia e spoglia di ogni trascendenza: per questo non ci specchiamo nelle tante minuziose e minacciose procedure analitiche che vorrebbero scandagliare le nostre membra senza trovare le corde misteriose che lo muovono.<br />
Nella distorsione dell&#8217;immagine corporea trovano radici morbi insidiosi ed avvolgenti come anoressìa, bulimìa e depressione, e nei frantendimenti e le insipienze sul corpo e la sua idea si spendono le parole e gli sforzi terapeutici di genti di radici ed idiomi diversi, maldestramente affastellati nel Nuovo Mondo Globale.<br />
Si va perdendo la misura ed il senso del rapporto col corpo e con ciò che ci appare fuori dal corpo, fallacemente estraneo, col limite che non vogliamo accettare, con la profonda e incoffessabile nostalgia di ciò che avremmo potuto diventare, nonostante tutto.<br />
E proprio viaggiando idealmente nel tempo e nello spazio, aprendo alcune finestre virtuali sulle molteplici valenze culturali attribuite al&#8221;simulacro&#8221; corporeo da popoli e tradizioni distanti (ma non troppo lontani), che si arriva a percepire, in modo sufficientemente approssimato, la complessità di relazioni, il fluire dell&#8217;informazione tra i viventi e dentro i viventi, il filo di sapienza che ci allaccia al passato e, passando nella porta stretta di questo angusto presente, ci sospinge nel futuro.</p>
<p><strong>Uno scisma alle radici dell&#8217;arte medica<br />
</strong>Il soffio vitale o pneuma (che dà origine al Qi o &#8220;soffio&#8221; della Medicina Tradizionale Cinese, nel cui ideogramma sono presenti il vapore &#8211; nutrimento respiratorio &#8211; ed il riso &#8211; nutrimento digestivo) ha da sempre destato l&#8217;attenzione degli antichi, più del banale &#8220;burattino&#8221; del corpo senza vita.<br />
Per gli Egizi, considerati privi di una vera e propria concezione anatomica (nonostante la profondità delle loro conoscenze mediche) ci raccontano nel Papiro Smith nel libro &#8220;Principio del sapere segreto del medico. La conoscenza del cammino del cuore, la conoscenza dello stesso cuore&#8221;: <em>« Il medico misura il cuore valutando con la mano le pulsazioni. Ci sono vasi in tutte le membra. Ovunque metta le dita un medico, un prete di Sachmet, un esorcista, incontra sempre il cuore, perché i suoi vasi arrivano dappertutto. Il cuore è ciò che parla dai vasi di tutte le membra. (&#8230;) Ci sono 22 vasi nel cuore: sono essi che portano l&#8217;aria in tutte le parti del corpo.»</em><br />
L&#8217;antica Medicina Tradizionale Mediterranea, come emerge dalla ricostruzione operata da L. Giannelli, collegata agli altri Grandi Sistemi Medici Tradizionali (Medicina Unani, Medicina Araba Tradizionale, Medicina Cinese,Medicina Tibetana, con analogie anche nella Medicina Ittita e nelle Medicine dei Nativi Americani) era fondata sulla dottrina delle Qualità</p>
<p>• caldo (espansivo e vivificante)</p>
<p>• umido</p>
<p>• secco</p>
<p>• freddo (addensante e terminale)</p>
<p>(che trovava corrispondenze nei venti, nelle fasi lunari, nel passare delle stagioni e delle ore del giorno) e sulla dottrina degli Elementi</p>
<p>• fuoco (dall&#8217;unione di calore e secchezza)</p>
<p>• aria</p>
<p>• acqua</p>
<p>• terra</p>
<p>che rappresentano le basi di quella che, declinata in vario modo, veniva chiamata dottrina umorale.</p>
<p>Derivati dalle qualità elementari, gli umori sono</p>
<p>• il flegma (umore infiammatorio, freddo ed umido, cui possiamo avvicinare i catarri)</p>
<p>• il sangue (caldo ed umido)</p>
<p>• la bile gialla (calda e secca)</p>
<p>• la bile nera (fredda e secca).</p>
<p>Dall&#8217;equilibrio fra gli umori, correlato a vari fattori (es. le stagioni dell&#8217;anno, le costellazioni celesti), dipende il temperamento della persona e l&#8217;equilibrio che determina la salute (eukrasìa) o lo squilibrio all&#8217;origine della malattìa (diskrasìa).<br />
Tra i padri riconosciuti di questa visione dell&#8217;essere umano vi sono Ippocrate e Galeno, quest&#8217;ultimo tra i primi &#8220;esploratori&#8221; dell&#8217;anatomia umana (solitamente dedotta a partire da quella di scimmie antropomorfe).<br />
All&#8217;interno del grande Corpus Hippocraticum, grande ed eterogenea raccolta (in buona parte perduta) di scritti di medicina fioriti attorno all&#8217;imponente figura del fondatore Ippocrate, spiccano quelli probabilmente più fedeli all&#8217;impostazione del maestro, della cosiddetta Scuola di Cos, orientata a conciliare l&#8217;osservazione con un modello teorico.<br />
Di questa scuola, tra le più interessanti testimonianze ci vengono dal breve trattato per medici &#8220;itineranti&#8221; denominato &#8220;De aere, aquis locis&#8221;, nel quale il legame tra corpo ed ambiente viene considerato talmente stretto da considerarlo indispensabile per l&#8217;arte medica: senza un&#8217;adeguata conoscenza di fattori ambientali (venti, acque, clima) il medico non può conoscere predisposizioni, effettuare diagnosi o procedure terapeutiche.<br />
Non solo l&#8217;organismo umano non è un semplice insieme di parti giustapposte ma il corpo stesso é semplice parte di un tutto e la terapia, qundi, deve conoscere e rispettare le leggi della natura.<br />
In linea col maestro e, forse, preoccupato del significato che si andava costruendo sul corpo, lo stesso Galeno, nei capitoli 2 e 3 dei &#8220;Procedimenti Anatomici&#8221; stabilisce fra i suoi utilizzatori, oltre ai medicí, anche filosofi &#8220;puri&#8221; e teleologi (che se ne serviranno per dimostrare che la natura non fa nulla invano), per primo appellandosi, come Paracelso, ad una disciplina umana, la Filosofia, chiamata a cercare il senso autentico delle evidenze sperimentali.<br />
A questa concezione olistica ippocratica si contrappose la Scuola Anatomica di Alessandria (III sec. a. C.) animata dalle figure di Erofilo ed Erasistrato, affascinati dall&#8217;arte della dissezione (e primi compilatori di opere di anatomia descrittiva).<br />
Questa antica frattura del sapere medico, giocata sul terreno sofferente del malato, è stata gravida di conseguenze e ancor oggi stenta a ricomporsi.<br />
In Francia, nel periodo successivo al secondo dopoguerra, lo schema si ripete a un livello differente, portando per reazione alla nascita della fitoaromaterapia clinica.<br />
Un oscuro, ma, all&#8217;epoca, assai influente membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione Francese, chiamato Bouchard, fu un solerte oppositore delle &#8220;scienze accessorie&#8221; come la fitoterapìa ed anche un pessimo maestro che esibiva grande altezzosità e cinismo al capezzale dei pazienti presso i quali spendeva &#8220;l&#8217;inutile quarto d&#8217;ora della terapia&#8221;.<br />
Louis-Ferdinand Céline, nel suo romanzo “La morte a credito” (forse autobiografico, visto che il suo mestiere era quello di medico), ci testimonia dall&#8217;interno il cinismo di quel modo di intendere la medicina ed il corpo, meglio di ogni descrizione o analisi storiografica.<br />
La nuova fitoterapìa clinica francese nacque proprio in risposta al &#8220;bouchardismo&#8221;, a questa medicina sideralmente lontana dal corpo del malato.</p>
<p><strong>Ricomporre l&#8217;unità: medicina, alchimia e magia<br />
</strong>Un frammento appartenente agli Oracoli Caldaici ci ammonisce a lanciare oltre lo sguardo:&#8221;Non porre mente ai confini della terra: non nasce in essa l&#8217;albero della verità .E non calcolare la misura del sole a furia di tavole: per eterno volere del padre esso si volge, non per te.Lascia perdere il ronzio della luna: è per opera della necessità che corre sempre. La processione degli astri non è stata generata per te. L&#8217;ampia palmatura delle ali degli uccelli nel cielo non è mai veritiera, e non lo sono le sezioni di vittime e di intestini. Tutti questi non sono che giochi e fondamenti di una frode venale. Fuggili, se vuoi dischiuderti le porte del giardino sacro della pietà , dove virtù, sapienza, ordine armonico si adunano.&#8221;<br />
Eppure nell&#8217;antica Roma Caldeo divenne sinonimo di indovino o astrologo, dato che queste &#8220;professioni&#8221; riguardavano prevalentemente persone di origine orientale; sarebbe sbagliato intendere l&#8217;astrologia antica col riferimento caricaturale rappresentato dagli odierni oroscopi dei rotocalchi scandalistici, ma con la prospettiva &#8220;alta&#8221; della scuola di Raffaello che, nella volta della sala della Segnatura, rappresenta questa disciplina, tra la Poesia e la Filosofia, come conoscenza universale dell&#8217;uomo (avente profondi legami con l&#8217;ars medica).<br />
La questione dei rapporti profondi tra il corpo e il cielo è assai complicata e comprende anche la geografia degli antichi orti botanici e la stessa classificazione delle piante officinali.<br />
Nella melothesia o medicina astrologica venivano postulate corrispondenze tra le parti del corpo e la volta celeste, per cui vi sarebbero corrispondenze (o, per alcuni, dirette influenze) tra squilibri dell&#8217;universo e squilibri organici all&#8217;origine delle malattie; solo la conoscenza ed il ritorno all&#8217;Ordine Cosmico può ricondurre alla salute; in questo contesto venivano poi prescritti i vari rimedi vegetali, minerali o animali e le procedure terapeutiche (es. salassi, digiuni) ritenute più idonee.<br />
L&#8217;uomo, &#8220;simia Dei&#8221; (= scimmia di Dio), lungi dall&#8217;essere spettatore passivo, si ricollega al gesto creativo di Dio ed esso stesso, come creazione naturale, concorre all&#8217;armonia del Tutto di cui fa parte. In un passo dell&#8217;Asclepius, attribuito ad Ermete Trismegisto, l&#8217;uomo è definito &#8220;magnum miraculum&#8221; per le sue capacità</p>
<p>• di contemplare il cielo</p>
<p>• di conoscere il divino</p>
<p>• di praticare le arti dedalee (ovvero la costruzione di statue animate dotate di poteri magici).</p>
<p>Nell&#8217;astrologia &#8220;geografica&#8221;, sviluppatasi tra il III ed il II sec. a.C. (grazie alla filosofia di Aristotele ed all&#8217;astronomia di Tolomeo), si cercano nel microcosmo corporeo le corrispondenze col Macrocosmo Celeste, tanto che il &#8220;pneuma&#8221; divenne, per lo stoicismo, la &#8220;sostanza sottile&#8221; che lega la ragione dell&#8217;uomo alla Ragione Universale del Cosmo in un profondo rapporto di &#8220;sìmpathèia&#8221; e necessità; venti ed esalazioni di piogge e maree forniscono il nutrimento agli elementi della volta celeste che riversano sull&#8217;umanità in forma di energia positiva o negativa.<br />
In questo senso (e non come banale illusione ottica) va interpretata anche la teoria della signatura di Paracelso, che stabiliva relazioni analogiche tra il rimedio terapeutico e l&#8217;organo o la malattia da trattare, secondo una “legge di partecipazione” che fu poi elegantemente approfondita dai lavori di Levi-Bruhl in campo antropologico.<br />
Il corpo puó dunque divenire luogo e specchio di altri luoghi, il suo ordine (o disordine) e benessere (o malessere) segno e semplice &#8220;sintomo&#8221; di equilibri (o squilibri) superiori, oppure, in un orizzonte più limitato, una semplice porzione chiusa dello spazio da passare al vaglio del setaccio scientifico.<br />
L&#8217;arte ha saputo spiegare, talvolta, meglio della scienza la realtà dell&#8217;uomo, basti pensare all&#8217;opera di Arcimboldo in cui il corpo è parte del giardino della natura e del mutare delle stagioni.<br />
Probabilmente sorta sui resti sui resti di un precedente tempio dedicato ad Iside la chiesa di Santa Maria della Pietà (più nota col nome di Cappella Sansevero) è un grandioso &#8220;trattato&#8221; sul corpo e i suoi entusiasmanti misteri.<br />
Si racconta che la chiesa, popolarmente nota anche col termine di &#8220;Pietatella&#8221;, sorse nel 1593 per volere di Giovan Francesco Paolo di Sangro, forse a seguito di una grazia ricevuta, ma si sviluppò in forma più compiuta dal 1744 in poi grazie al principe di Sansevero Raimondo di Sangro, mescolando la tradizione familiare con motivi e sensibilità massoniche, alchemiche e filosofico-morali (tanto da provocare in molti contemporanei l&#8217;accusa di idolatria).<br />
L&#8217;edificio, collegato all&#8217;antistante palazzo Sansevero, presenta una struttura superiore, mono-navata e con 8 cappelle laterali disposte sui lati, un pavimento con un mosaico bicromo (ottenuto, come molti altri manufatti presenti nella costruzione, in modo originale e misterioso) raffigurante un labirinto, ed un ambiente inferiore o &#8220;cavea sotterranea&#8221;.<br />
In questo prezioso gíoiello del patrimonio artistico italiano spiccano opere come il Cristo velato del Sanmartino, potente rappresentazione di un corpo sofferente e, paradossalmente, reso ancor più nudo dal lenzuolo che lo ricopre, come a ricordarci il drammatico limite che è destinato alla conoscenza umana della sua fragile realtà terrena. Silenziose ancelle a cornice di questo monumento sono le 10 statue laterali che rappresentano una seríe di virtù umane (come il dominio di sé stessi ed il disinganno), quasi ideali accompagnatrici di un viaggio, a un tempo razionale e spirituale, nella passione di quel corpo abbandonato.<br />
A questa immagine di bellezza inarrivabile fanno da tragico contrappunto, nella cavea sotterranea, le crude e minuziose macchine anatomiche, avanzi di &#8220;procedimenti alchemici&#8221; attuati su ignoti sventurati, che evidenziano la rete cardiocircolatoria in eccezionale stato di conservazione.<br />
Alla luce fosca delle macchine anatomiche il Cristo velato è l&#8217;estremo testamento spirituale di uno scienziato giunto alla fine di una parabola di conoscenza destinata, forse, in partenza, a non avere fortuna.<br />
Anche l&#8217;anatomia moderna rischia di rimanere prigioniera del Labirinto, di tortuosi percorsi di evidenza che non ci mostrano alcuna certezza?<br />
Un dubbio simile forse non appartiene solo a chi vi scrive.</p>
<p><strong>Avvicinandosi temerariamente a possibili conclusioni<br />
</strong>Riportandosi all&#8217;immagine iniziale del medico itinerante è forse viaggiando, accettando l&#8217;avventura rischiosa della terapia e della guarigione, capaci di autentico ascolto, possiamo sperare di ritrovare il Luogo dal quale siamo partiti.<br />
Paracelso ci racconta il suo itinerario professionale e umano, il suo modo di intendere la ricerca e l&#8217;arte medica: <em>“Peregrinai più avanti, verso la Gromazia (?) e Lisbona, attraverso la Spagna, l&#8217;Inghilterra e la Marca, la Prussia, la Lituania, la Polonia, l&#8217;Ungheria, la Valacchia, la Transalvania, i Carpazi, il Windisch (Alto Adige) e altri paesi che tralascio di nominare, e in tutte le terre e in tutti i paesi ho continuato con diligenza e cura a chiedere degli artefici sicuri, veraci e sperimentati nell&#8217;arte della medicina; e non solo dei dottori, ma anche dei barbieri, dei bagnini, dei cerusici sapienti, delle donnicciole, dei negromanti, degli alchimisti, nei conventi, presso i nobili e presso i villani, presso I sapienti e presso i semplici di spirito; eppure non ho potuto conoscere fino in fondo la certezza di qualsivoglia malattia. Ed ho lungamente meditato che la medicina è un&#8217;arte malsicura, che non sta bene usare, nè è permesso impiegarla a caso, si da risanarne uno e rovinare dieci.”<br />
</em>Di fronte a questo umile atteggiamento di ricerca sta un approccio negativo, permeato di ambizioni insane, di secondi fini che non aiutano l&#8217;indagine scientifica.<br />
Da &#8220;Papalagi&#8221; discorsi del capo Tuiavi di Tiavea (isole Samoa) un breve passo che ci riporta, lontano nel tempo e nello spazio, all&#8217;ammonimento caldeo citato all&#8217;inizio.<br />
Quando si domanda ad un Papalagi (= uomo bianco &#8220;civilizzato&#8221;) «Perché pensi tanto?» lui risponde «Perché non voglio restare stupido».<br />
Io credo però che questo sia solo un pretesto e che il Papalagi segua un cattivo impulso; che il vero scopo del suo pensare sia di arrivare a capire ciò che sta dietro le forze del Grande Spirito. Un fare che egli stesso definisce con l&#8217;altisonante parola «conoscenza». Conoscenza vuol dire avere una cosa così vicino agli occhi che ci si batte il naso. Questo battere il naso nelle cose e frugarci dentro è una brutta e deprecabile voglia del Papalagi. Afferra la scolopendra, la trafigge con una minutissima lancia, le stacca una zampa: «che aspetto ha una zampa staccata in quel modo dal corpo? Come era attaccata?» Taglia la zampa, la apre per misurarne la grandezza. Questo è importante, questo è essenziale. Stacca una scheggia dalla zampa, piccola quanto un granello di sabbia, e la mette sotto un lungo tubo che ha una forza segreta e rende gli occhi tanto più acuti. Con questo occhio magico il Papalagi studia e controlla ogni cosa, le tue lacrime, un pezzetto della tua pelle, un capello, tutto. Spezzetta tutte le cose fino a quando arriva al punto in cui non c&#8217;ê più nulla da tagliare e da dividere. Sebbene questo punto sia il più piccolo, di solito è più importante, perché è un accesso alla grande conoscenza che soltanto il Grande Spirito possiede.<br />
Questo accesso non è aperto al Papalagi e anche i suoi occhi magici più acuti non hanno ancora potuto guardarvi dentro. Nessuno ê mai salito più alto di quanto lo fosse il tronco della palma che le sue gambe stringevano. Giunto sulla cima della pianta, gli veniva a mancare il tronco per salire più su. Il Grande Spirito non ama la curiosità degli uomini, per questo ha teso sopra tutte le cose grandi liane che sono senza principio e senza fine.</p>
<p><em>Riflettere con umiltà sul corpo e i suoi significati ci restituirà la misura autentica della palma sulla quale ci siamo arrampicati?C&#8217;è ancora bisogno di una medicina che sappia guardare il corpo senza semplicemente soffermarsi sulla sua parvenza, accettando la scomoda e infinita sfida delle &#8220;grandi liane&#8221;?</em><br />
<em>A ciascuno trovare le sue risposte.</em></p>
<p><strong>Claudio Biagi<br />
</strong>Laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutica, esperto di Nutriceutica (integrazione nutrizionale fitoterapica), Farmacista, Docente di Chimica, Consulente Scientifico, Accademico del Nobile Collegio Chimico farmaceutico, Docente di Fitoterapia presso SMB Italia<br />
Direttore Didattico del Campus Laboratori Borri<br />
<a href="mailto:doctorbiagi@gmail.com">doctorbiagi@gmail.com</a></p>
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