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	<title>Naturopatiaonline&#124;Magazine</title>
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	<description>Naturopatia OnLine Magazine</description>
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		<title>Il trio dei rimedi omeopatici per il delirio &#8211; parte seconda (Dott.ssa Emanuela Carini)</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Carini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Omeopatia]]></category>
		<category><![CDATA[allucinogeno]]></category>
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		<description><![CDATA[Il giusquiamo era una delle erbe predilette da streghe ed avvelenatori per le sue proprietà stupefacenti ed allucinogene.
Le streghe, nel Medioevo, lo includevano nella preparazione di pozioni ed unguenti, che seconda la leggenda, utilizzavano per prepararsi al “sabba”, più probabilmente un “viaggio” mentale simile a quello che si può compiere sotto l'effetto di altre sostanze psicotrope meno pericolose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/Hyoscyamus_niger.jpg"><img class="alignnone  wp-image-3617" title="Hyoscyamus_niger" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/Hyoscyamus_niger.jpg" alt="" width="284" height="103" /></a><span style="font-size: x-small;"><strong><br />
Foto di <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Annelis?uselang=it">Anneli Salo</a> tratta da <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Hyoscyamus_niger_Hullukaali_IMG_9198_C.JPG?uselang=it" target="_blank">wikipedia</a></strong></span><strong></strong></p>
<p><strong>Hyoscyamus niger</strong></p>
<p><strong>La </strong><strong>Storia<br />
</strong>Il <strong>giusquiamo</strong> era una delle erbe predilette da streghe ed avvelenatori per le sue proprietà stupefacenti ed allucinogene.<br />
Le streghe, nel Medioevo, lo includevano nella preparazione di pozioni ed unguenti, che seconda la leggenda, utilizzavano per prepararsi al <em>“sabba”,</em> più probabilmente un <em>“viaggio”</em> mentale simile a quello che si può compiere sotto l&#8217;effetto di altre sostanze psicotrope meno pericolose.<br />
La pianta è altamente velenosa poiché i principi attivi sono alcaloidi del tipo tropanolo: alcuni dei quali, iosciamina, atropina e scopolamina. Quest&#8217;ultima assunta in forti dosi è allucinogena e causa anche la perdita di controllo della mente, infatti è stata utilizzata come siero della verità.<br />
Un sortilegio suggeriva di macerare in una pignatta di coccio <strong>giusquiamo</strong>, <strong>lauro</strong> e <strong>giglio</strong> insieme con latte di pecora e di mettere il tutto all&#8217;interno di una pelle di agnello: in tal modo tutte le pecore dei dintorni avrebbero perso il latte.<br />
Dal giusquiamo si ricavavano anche filtri d&#8217;amore poiché grazie alle sue proprietà allucinogene era in grado di propiziare la disponibilità dell&#8217;amante.<br />
Lo stesso effetto si otteneva portando in tasca almeno tre foglie di giusquiamo che possedevano, sembra, la capacità di procurare la simpatia degli avversari e di cancellare la sfiducia o le riserve dei diffidenti.<br />
Lo <strong>Hyoscyamus niger</strong> fu però anche utilizzato come medicina fin dall&#8217;antichità.<br />
Ciò è testimoniato dagli scrittori greci e latini da <strong>Dioscoride</strong> a <strong>Plinio</strong>; quest&#8217;ultimo lo denomina <em>“erba apollinare”</em> attribuendone la scoperta ad Ercole,  eroe solare collegato al culto di Apollo.<br />
Nel IX secolo la <em>Spongia somnifera </em>costituiva la prima forma di anestetico utilizzato negli interventi chirurgici e tra i suoi componenti oltre all&#8217;oppio, il succo di mandragora e d&#8217;erba di Matala (Creta) si ritrova il giusquiamo.<br />
Questa spugna la si lasciava asciugare, la si immergeva in acqua e la si faceva poi annusare al paziente.<br />
Per risvegliarlo era invece utilizzata una spugna imbevuta di aceto caldo.<br />
Nel Medioevo fu apprezzato per le sue proprietà analgesiche e nel 1762 fu riscoperto da <strong>Storck</strong>, uno dei maestri della scuola di medicina di Vienna.<br />
Nei manicomi era sfruttato un suo alcaloide, la L-iosciamina, per calmare la sovreccitazione dei malati mentali che sprofondavano nel sonno all&#8217;istante.<br />
Era denominato anche “<em>erba del mal di denti”</em> in quanto poche gocce del suo decotto fatte cadere nell&#8217;apertura delle carie profonde attenuavano il dolore.<br />
Altri nomi volgari conosciuti sono: <em>fava porcina, cassilaggine, erba da piaghe.</em><br />
In Sicilia si usava frizionare l&#8217;olio di giusquiamo sul capo per combattere i pidocchi, che cadeva stecchiti.<br />
I birrai mescolavano una quantità minima del suo estratto alla birra per incrementarne l&#8217;effetto inebriante.<br />
In farmacologia  la scopolamina trova impiego per l&#8217;effetto rilassante sulla muscolatura, antinevralgico ed antiasmatico (con l&#8217;atropina). La iosciamina ha invece proprietà antinfiammatorie.</p>
<p><strong>Botanica ed azione farmacologica<br />
Hyoscyamus Niger L.</strong>, è una pianta erbacea, annuale o biennale, villosa, vischiosa, fetida, con radice fusiforme ramificata.<br />
Il fusto eretto è alto 30-80 cm. Le foglie sono molli, vellutate, ovali-bislunghe, grossolanamente dentate.<br />
I fiori sessili formano un racemo foglioso all&#8217;estremità dei rami.<br />
Il calice è campanulato con 5 denti acuti. La corolla imbutiforme, divisa in 5 lobi arrotondati, è di colore giallo pallido reticolata da vene bruno-violacee.<br />
Gli stami, incurvati, sono 5. Il frutto è una capsula a pisside chiusa nel calice accresciuto.<br />
La tintura madre viene preparata a partire dalla pianta intera fiorita.<br />
Il giusquiamo presenta un&#8217;azione :<br />
- elettiva sul sistema cerebrospinale<br />
- di grado minore sul sistema circolatorio<br />
- sulle mucose</p>
<p><strong>Principali indicazioni cliniche<br />
Hyoscyamus niger</strong> è il rimedio di deliri conseguenti, in genere, ad un episodio febbrile acuto ed intenso.<br />
Il suo delirio è simile a quello di <strong>Belladonna</strong>, ma in <strong>Hyoscyamus niger</strong> si presentano fasi, brevi ed iniziali, di forte agitazione alternate a periodi sempre più lunghi di delirio tranquillo, segnato da borbottii e inebetimento, fino al raggiungimento di un inebetimento totale dovuto anche alla mancanza di forze.<br />
Il volto di <strong>Hyoscyamus niger</strong> è pallido ed infossato, mentre quello di <strong>Belladonna</strong> è rosso, caldo e congestionato.<br />
L&#8217;energia di <strong>Hyoscyamus  niger</strong> è pressoché assente, la persona è debole fino a raggiungere, progressivamente una profonda prostrazione psico-fisica. <strong>Belladonna</strong> è pieno di energie.<br />
Tipico di <strong>Hyoscyamus</strong> è il vedere solo oggetti inesistenti che cerca di afferrare. Il manipolare continuamente le coperte, è spesso un delirio osceno ove l&#8217;individuo vuole mettersi nudo ed è esibizionista.<br />
<strong>Hyoscyamus niger</strong> è un grande rimedio anche nelle manie croniche. Se il delirio acuto si trasforma in una forma stabilizzata, chiamata mania, questo rimedio è un ottimo riferimento da tener presente.<br />
Quando la persona è molto sospettosa, non vuole assumere un farmaco perché teme di essere avvelenato oppure pensa che si stia cospirando nei suoi confronti.<br />
Quando è geloso degli altri o la gelosia è la causa principale che ha portato a quella condizione.<br />
Dove la mania si presenti sotto forma di lascivia:  la persona vuole girare nuda e mostrarsi.<br />
L&#8217;individuo alterna momenti in cui è mite e tranquillo ad attimi di violenza nei quali cerca di graffiare, picchiare&#8230; Similmente al delirio tipico di questo rimedio.<br />
Le manifestazioni nervose interessano l&#8217;intero organismo, come <strong>H. N.Guernsey</strong> dice: <em>«Ogni muscolo del corpo, dagli occhi fino alle dita dei piedi, ha contrazioni».</em><br />
Indicato quindi il suo uso anche nelle convulsioni epilettiche e non. Come anche crampi e tremori ai polpacci ed alle dita dei piedi, nel singhiozzo.<br />
<strong>Hyoscyamus niger</strong> è un buon rimedio della tosse secca spasmodica che si aggrava da sdraiati e che migliora mettendosi seduti.<br />
Nell&#8217;età senile <strong>Hyoscyamus niger</strong> viene sia utilizzato per questo tipo di tosche per le fissazioni conseguenti agli acciacchi dell&#8217;età.<br />
Si ha peggioramento con le emozioni (paura e gelosia), al tatto, stando coricati (tosse), durante le mestruazioni, durante la notte.<br />
Migliora sedendosi (tosse), al caldo, di giorno, camminando.<br />
Due indicazioni interessanti, soprattutto per le alte diluizioni, riportate, e così considerate, dal dottor <strong>Tétau</strong>, per l&#8217;uso di <strong>Hyoscyamus niger</strong> sono per:</p>
<ul>
<li>il bambino geloso ed inquieto</li>
<li>l&#8217;adulto o l&#8217;anziano, affaticato e nervoso dopo il lavoro, o per veglie prolungate o preoccupazioni continue.</li>
</ul>
<p><strong>Psicologia<br />
Hyoscyamus niger</strong> è un raro tipo costituzionale ed è rimedio, insieme a <strong>Stramonium</strong>, <strong>Belladonna</strong> e <strong>Veratrum album</strong>, per gli stati maniacali o schizofrenici.<br />
L&#8217;impressione più comune che dà <strong>Hyoscyamus niger</strong>, sostiene il <strong>dottor Ba</strong>iley, è quella di esser molto simile a <strong>Lachesis</strong>, solo un po&#8217; più bizzarro.<br />
In comune con questo rimedio <strong>Hyoscyamus niger</strong> ha quattro aspetti mentali quali: <em>frettolosità e loquacità, paranoia, gelosia e ossessione sessuale.</em><br />
L&#8217;individuo <strong>Hyosciaus niger</strong>, quando non è schizofrenico, ma si trova in condizioni di stress può cadere nella follia come se camminasse costantemente sull&#8217;orlo del baratro.<br />
Si lamentano spesso dei loro processi mentali e del loro sistema nervoso; quanto più sani sono tanto più temono di poter impazzire.<br />
Presentano l&#8217;ossessione, sia nell&#8217;individuo psicotico che in quello pre-psicotico, di parlare in modo totalmente disinvolto, spesso vantandosene, della loro vita sessuale.<br />
È stimolato a parlar di sesso e continuamente vorrà trattare l&#8217;argomento. È un esibizionista.<br />
È anche uno dei tipi costituzionali più paranoici e sospettosi: teme d&#8217;esser avvelenato, maltrattato, tende a minimizzare i suoi più bizzarri pensieri mentali  nel tentativo di non esser considerato pazzo.<br />
Negli stati più avanzati di patologia, può immaginare che un gas venefico gli sia immesso direttamente in casa o d&#8217;esser spiato dalla CIA.<br />
Tali paure, di tipo paranoico, sono accompagnate da una fortissima ansia che cede poi il passo al panico vero e proprio.<br />
Alcuni soggetti <strong>Hyoscyamus niger</strong> parlano in modo rapido ed incessante, cambiano frequentemente discorso, avendo una mente continuamente bombardata da un fiume ininterrotto di pensieri.<br />
Il parlare velocemente lo aiuta ad alleviare la pressione che percepisce in testa.<br />
Il <strong>dottor Bailey</strong> riporta che si può dover arrivare a fingere di lasciar la stanza, per incoraggiare e far comprendere a <strong>Hyoscyamus niger</strong> che deve uscire: lo farà, continuando però a chiacchierare a ritmo elevato.<br />
La gelosia è una combinazione di attaccamento, o desiderio, e di paura della perdita: i tipi ansiosi e altamente sensuali, quali <strong>Lachesis</strong> e <strong>Hyoscyamus niger</strong>, sono i più inclini alla gelosia grave o patologica.<br />
In quest&#8217;ultimo la gelosia può raggiungere livelli così alti da dominare tutta la vita della persona e quella del suo partner. Caratteristiche predominanti della gelosia di <strong>Hyoscyamus niger</strong> è quella di essere accompagnata da uno stato di rabbia e di non essere solo rivolta al partner, ma anche, ad esempio, verso amici.<br />
Alcuni soggetti <strong>Hyoscyamus niger</strong> hanno atteggiamenti intensamente religiosi, come <strong>Veratrum album</strong> ed <strong>Anacardium orientale</strong>, e tali credi religiosi diventano un veicolo per le loro false percezioni ed anche allucinazioni.<br />
Forma molto comune di religiosità, in tali casi, è l&#8217;attrazione per i principi della <em>“New Age”</em> come la lettura dell&#8217;aura, i cristalli, ecc&#8230;<br />
In <strong>Hyoscyamus niger</strong> prevale l&#8217;elemento Fuoco seguito da Acqua, Aria e Terra.<br />
La prevalenza della combinazione Fuoco ed Acqua  è responsabile del suo intelletto, anche se , essendo questa combinazione instabile, ha come conseguenza malumori e potenti emozioni incostanti, caratteristiche che si riscontrano anche in <strong>Lachesis</strong> ed <strong>Ignatia</strong>.<br />
Solo i primi due elementi sono ben sviluppati, mentre gli ultimi due sono carenti e questo comporta  una marcata instabilità nelle caratteristiche proprie del rimedio quali: il caratteraccio, la religiosità, l&#8217;ossessione sessuale e la gelosia.</p>
<p><strong>Dott.ssa EmanuelaCarini</strong><br />
Laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, Farmacista con specializzazione in Omeopatia, Fitoterapia, Gemmoterapia e Floriterapia<br />
<a href="mailto:hcred3@libero.it">hcred3@libero.it</a></p>
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		<title>Come combattere un nemico insidioso: lo stress (Federica Fiano)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 15:16:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Fiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, viviamo in un mondo sempre più frenetico, orari incalzanti, traffico cittadino, smog ecc. C'è un nemico insidioso del nostro benessere che sta sempre dietro l'angolo: lo stress. Ecco come combatterlo o comunque come ridurlo. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/stress.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3588" title="stress" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/stress.jpg" alt="" width="277" height="102" /></a></p>
<p>Oggi, viviamo in un mondo sempre più frenetico, orari incalzanti, traffico cittadino, smog ecc.<br />
C&#8217;è un nemico insidioso del nostro benessere che sta sempre dietro l&#8217;angolo: <strong>lo stress</strong>.<br />
Ecco come combatterlo o comunque come ridurlo.<br />
Il <strong>massaggio riflessogeno</strong>, agisce stimolando gli organi intemi attraverso i loro punti riflessi.<br />
Dopo una lunga giornata di lavoro, trascorsa in piedi o seduti al computer, il massaggio plantare è quello che ci vuole per riprendere vigore ed energia.<br />
Se durante il lavoro stiamo molto in piedi, i nostri piedi, che sopportano tutto il peso del corpo, sono dolenti e ci sentiamo stanchi.<br />
Il massaggio plantare riattiva la circolazione sanguigna e ci dona una bella sensazione di benessere.<br />
Se stiamo molto seduti, è utile un trattamento <strong>shiatsu</strong> che aiuta a distendere e decontratturare i muscoli costretti per lo più in posture scorrette.<br />
Entrambi questi masssaggi sono molto validi per il rilassamento del corpo.<br />
Inoltre, da sottolineare che contrariamente ai luoghi comuni riguardanti il trattamento shiatsu, un ciclo di trattamenti associato ad una regolare pratica di <strong>yoga</strong> e <strong>respirazione</strong>, è di notevole aiuto per le donne che, durante la gravidanza vogliono preparare il proprio corpo al lieto evento in modo che la muscolatura del bacino sia più morbida ed elastica e che l&#8217;utero sia pronto per la venuta del nuovo nato.<br />
Una <strong>buona tisana</strong> è quello che ci vuole per rinfrancare il corpo dopo una intensa giornata di lavoro: se siamo irritati, nervosi ed abbiamo bisogno di un po&#8217; di relax, rimedi come la <strong>passiflora</strong> o l&#8217;<strong>escolzia</strong> possono essere utili.<br />
Il dottor Eduard Bach ha scoperto i favolosi 38 rimedi, uno per ogni stato d&#8217;animo.<br />
Ma c&#8217;è una miscela di 5 <strong>fiori di Bach</strong> &#8211; mimulus, clematis, impatiens, cherry plum e star of behtlheem &#8211; che è un rimedio universale negli stadi temporanei di ansia. Si chiama <strong>Resque Remedy</strong>.<br />
Da non trascurare il <strong>sonno</strong>: il riposo notturno è molto importante, ristora il corpo e la mente aiutandoci ad affrontare con più grinta la giornata seguente.<br />
Una<strong> attività fisica</strong> regolare e moderata ci aiuta a liberarci delle tensioni muscolari e mentali.<br />
Una <strong>alimentazione sana</strong>, il più possibile varia e composta solo ed esclusivamente da prodotti di stagione.<br />
Insomma, la prevenzione della salute con i rimedi naturali è molto importante, il nostro benessere dipende solo dalla nostra volontà di prenderci cura del nostro corpo, se lo sottoponiamo a continui stress, vita lavorativa frenetica, alimentazione sregolata e posture scorrette, sarà lui a richiamarci all&#8217;ordine imponendoci di fermarci.<br />
Abituiamoci a prenderci ogni tanto un po&#8217; di tempo per coccolare il nostro corpo e la vita trascorrerà più serenamente ed in piena salute.</p>
<p><strong>Federica Fiano</strong><br />
Naturopata, Esperta in Alimentazione Naturale, Erboristeria e Floriterapia di Bach, Operatrice Shiatsu, Operatrice in Musicoterapia, Riflessologa Plantare e Generale<br />
<a href="mailto:federica_fiano@fastwebnet.it">federica_fiano@fastwebnet.it</a></p>
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		<title>12 maggio 2012: 12° seminario tematico gratuito di Naturopatia &#8220;L&#8217;equilibrio acido-basico come causa della malattia e del benessere&#8221;</title>
		<link>http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/12-maggio-2012-12%c2%b0-seminario-tematico-gratuito-di-naturopatia-lequilibrio-acido-basico-come-causa-della-malattia-e-del-benessere.html</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione naturopatia online</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni e seminari]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio acido-basico]]></category>
		<category><![CDATA[nuova biologia della salute]]></category>
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		<description><![CDATA[Matt Traverso, esperto mondiale di coaching sulla salute e benessere, porta in Italia un nuovo modo di fare formazione mirato a far esplodere le potenzialità di ogni individuo e sviluppare subito nuove abitudini per garantirci una salute perfetta. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2009/06/advert.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1153" title="advert" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2009/06/advert.jpg" alt="advert" width="120" height="130" /></a></p>
<p><strong>Sabato 12 maggio 2012</strong>, <strong>dalle ore 14.30 alle 18.45</strong>, presso la sede di <strong>Via Tropea 20</strong> &#8211; <strong>Roma</strong>, si terrà il <strong><span style="color: #990000;">12° seminario tematico del corso di Naturopatia</span> </strong>dal titolo:</p>
<h2><span style="color: #990000;">L&#8217;equilibrio acido-basico come causa della malattia e del benessere<br />
</span></h2>
<p>Relatore: <strong>Matt Traverso</strong></p>
<p>Matt Traverso, esperto mondiale di coaching sulla salute e benessere, porta in Italia un nuovo modo di fare formazione mirato a far esplodere le potenzialità di ogni individuo e sviluppare subito nuove abitudini per garantirci una salute perfetta. Questo seminario insegna i segreti per <strong>migliorare radicalmente il tuo stato di salute</strong> e come <strong>incrementare rapidamente i tuoi livelli di energia</strong>, insieme a potenti strategie nutrizionali per <strong>rafforzare il tuo sistema immunitario e vivere con più salute, energia e benessere</strong>. Acquisire nuove abitudini di vita tuttavia non è mai un&#8217;evoluzione semplice; questo nuovo approccio di Matt Traverso offre sicuramente il modo più facile e veloce per riconquistare il controllo del tuo corpo e della tua mente in modo nuovo, energizzante e con tutto il piacere e la soddisfazione di imprimere una svolta alla qualità della tua vita.</p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<ul>
<li>Prendere piena responsabilità della propria salute utilizzando e sviluppando il proprio buon senso e potere decisionale che consente una crescita costante, progressiva e consapevole delle proprie potenzialità, accompagnata da una corrispondente espansione di sicurezza, fiducia e benessere.</li>
<li>Favorire lo sviluppo personale ed il superamento di schemi e condizionamenti limitanti, utilizzando le strategie e tecniche di cambiamento più efficaci e fulminee.</li>
<li><strong>La scienza sul <em>Miracolo del pH Alcalino</em>.</strong></li>
<li><strong>Le straordinarie applicazioni delle nuove scoperte sul pH basico. </strong></li>
<li>Adottare con gusto e facilità un nuovo stile di vita per garantirci un’abbondanza di energia e una salute ottimale.</li>
<li>Gestire al meglio le proprie emozioni al fine di migliorare la comunicazione e il rapporto con se stessi e con gli altri.</li>
<li>Eliminare credenze e comportamenti limitanti con esercizi semplici e concreti.</li>
<li>Migliorare il rapporto mente-corpo.</li>
<li>Eliminare gli autosabotaggi inconsci.</li>
<li>Generare piena fiducia e sicurezza in se stessi.</li>
<li>Eliminare i problemi di salute in modo naturale, semplice e veloce, curando la VERA CAUSA del problema, invece che limitarsi ad alleviare i sintomi!</li>
<li>Come invertire l’invecchiamento – e sentirsi sempre più giovani ogni giorno!</li>
<li>Come riportare il proprio corpo in equilibrio velocemente e facilmente!</li>
<li>Le scelte alimentari per eliminare l&#8217;accumulo di acidità&#8230; e come ripulire il corpo dall&#8217;acidosi sistemico.</li>
<li>Le migliori strategie nutrizionali per rafforzare il sistema immunitario e non doversi più preoccupare delle malattie.</li>
<li>Come creare le condizioni ideali per vivere in armonia e con una profonda soddisfazione interiore.</li>
</ul>
<p>Il relatore:<br />
<strong>Matt Traverso<br />
</strong>È un esperto di salute e benessere a livello internazionale e autore di numerosi best-seller tra cui <em>The Diabetes-Reversing Breakthrough</em> e La Nuova Biologia della Salute e insegna alle persone come migliorare drasticamente la propria salute naturalmente, senza l&#8217;uso di costosi e nocivi farmaci. Con oltre 10 anni di studi sulle cause della malattia e della salute, nelle sue consulenze private di &#8220;<em>Health Coaching</em>&#8221; Matt aiuta le persone a raggiungere nuovi livelli di salute e vitalità. Il suo lavoro ha aiutato migliaia di persone in tutto il mondo a smettere di usare i farmaci e a adottare determinati stili di vita che fanno semplicemente sparire la malattia. Nel mondo della formazione, Matt è considerato uno dei massimi esperti di coaching a livello mondiale ed è il creatore del Coaching Trasformazionale<sup>®</sup> in Italia. Di taglio pratico e profondamente efficace, i suoi corsi sono stati scelti da molte delle più prestigiose aziende italiane e straniere (tra cui le Nazioni Unite) e le sue sessioni di coaching sono richieste da imprenditori, manager, dirigenti, dottori, avvocati, atleti e molti VIP del mondo dello spettacolo tra cui Anthony Hopkins e Carla Fracci. Conferenziere in innumerevoli Congressi e Convegni sulla formazione, Matt appare spesso in televisione in programmi come “Maurizio Costanzo Show”, “Maurizio Costanzo Talk” e “Chiambretti Night” e in numerosi giornali e riviste sia in Italia che all’estero. Ha al suo attivo 12 e-Book sulla salute, sei libri di formazione (&#8220;The Abundance Zone&#8221;, “Coaching Realizza il Tuo Potenziale”, “Quantum Coaching”, “I pilastri della persuasione”, “L’Arte del Coaching, “Il Manuale di PNL”) e due nuovi  libri  sulla  salute  intitolati  “La salute è una scelta. Scegli di star bene” e “La Nuova Biologia della Salute”.<br />
Per saperne di più visitare il sito <a href="http://www.lanuovabiologiadellasalute.info/">www.lanuovabiologiadellasalute.info</a> oppure <a href="http://www.coachingcrescitapersonale.com/">www.coachingcrescitapersonale.com</a>  </p>
<p>Si prega di preannunciare con e-mail la propria presenza e quella di accompagnatori a:<br />
<a href="mailto:info@campuslaboratoriborri.it">info@campuslaboratoriborri.it</a></p>
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		<title>Un&#8217;alternativa non farmacologica per ridurre l&#8217;ansia preoperatoria: i battiti binaurali (Dott. Giampaolo Ciccotosto)</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 14:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Ciccotosto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[analgesia intra post operatoria]]></category>
		<category><![CDATA[anestesia]]></category>
		<category><![CDATA[anestesisti]]></category>
		<category><![CDATA[ansia pre-operatorio]]></category>
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		<category><![CDATA[equilibrio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[indusioni cerebrali]]></category>
		<category><![CDATA[onde alfa]]></category>
		<category><![CDATA[onde alpha]]></category>
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		<category><![CDATA[onde theta]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà terapeutiche della musica]]></category>

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		<description><![CDATA["Abbiamo sotto gli occhi lo strumento di cura e di prevenzione più spettacolare: la natura. Il nostro reato più grande è il non utilizzarlo."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/battiti-binaurali.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3561" title="battiti binaurali" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/battiti-binaurali.jpg" alt="" width="279" height="107" /></a></strong></em></p>
<p><em><strong>&#8220;Abbiamo sotto gli occhi lo strumento di cura e di prevenzione più spettacolare: la natura. Il nostro reato più grande è il non utilizzarlo.&#8221;</strong></em></p>
<p>Lavorando nell&#8217;ambito della medicina occidentale e precisamente svolgendo con passione il lavoro di anestesista, mi scontro spesso con gli infiniti limiti ideologici e scientifici di questa splendida arte.<br />
Questi limiti sono a mio avviso sempre maggiori man mano che le materie si fanno ultraspecialistiche e i medici si settorializzano.<br />
Entra così a far parte della routine un sistema diagnostico e terapeutico (e a volte anche preventivo) quasi esclusivamente incentrato sul sistema malattia-farmaco e non su modelli che prevedano il rivolgersi degli intenti scientifici verso il mantenimento dello stato di salute visto come equilibrio energetico del dinamico sistema uomo.</p>
<p>Dopo una necessaria premessa analizzerò un particolare momento dell&#8217;anestesia, ovvero quello che precede l&#8217;intervento chirurgico, momento che agli occhi dei non addetti ai lavori potrebbe non sembrare importante ma che a mio avviso è addirittura cruciale per la conduzione dell&#8217;anestesia e addirittura per il decorso post-operatorio.</p>
<p>Molto prima dell&#8217;induzione dell&#8217;anestesia (anche a partire dai giorni precedenti l&#8217;intervento) insorge nell&#8217;individuo un stato ansioso di intensità variabile da soggetto a soggetto che può aumentare incidendo sul consumo di farmaci peri-operatori.<br />
Questo stato d&#8217;animo è direttamente correlato alla paura di essere circondati da un ambiente non familiare, dalla paura di perdere il controllo del proprio corpo e della propria coscienza e dalla paura della morte.</p>
<p>Comunemente è in uso l&#8217;utilizzo di farmaci ansiolitici (benzodiazepine) nel periodo che precede l&#8217;intervento chirurgico proprio per ovviare a questa condizione.<br />
Nell&#8217;ottica di una gestione dell&#8217;individuo che possa portare ad un impatto farmacologico il più possibile ridotto, mi sono chiesto se l&#8217;utilizzo di alcune metodiche poco comuni possa portare fino all&#8217;eliminazione di questi farmaci peroperatori.<br />
Così come l&#8217;agopuntura e l&#8217;ipnosi sono di validissimo ausilio per quanto concerne l&#8217;analgesia intra e post-operatoria ho ipotizzato che anche lo stato ansioso potesse essere eliminato senza utilizzo alcuno di farmaci.<br />
In questa mia ricerca mi sono imbattuto in alcuni interessanti studi che propongono l&#8217;utilizzo dei <strong>battiti</strong><strong> binaurali</strong>.</p>
<p>É noto che la musica, <em>a latere </em>rispetto al semplice scopo ludico-ricreativo, possiede delle interessanti e forse ancora poco sfruttate proprietà terapeutiche, almeno nel contesto medico tradizionale occidentale. La capacità di quest&#8217;arte di evocare emozioni e di modulare l&#8217;umore di un individuo sono sfruttate ampiamente in musicoterapia sebbene siano ancora scarsi i lavori scientifici che ne prevedano l&#8217;utilizzo in ambito anestesiologico come prevenzione per l&#8217;ansia nel periodo peri-operatorio. Esistono a tali propositi degli articoli con risultati contrastanti. Due studi risalenti al 1995<sup>1</sup> e al 1999<sup>2 </sup>valutavano l&#8217;effetto della musica sull&#8217;ansia in un gruppo di pazienti sottoposti ad esame fibrobroncoscopico.<br />
Il primo studio concludeva che la musica, prima e durante la procedura, è una metodica semplice ed economica: il comfort dei pazienti aumentava senza alcun effetto collaterale.<br />
Già il secondo studio smentiva però il precedente concludendo che l&#8217;ansia del gruppo in esame non era significativamente inferiore rispetto al gruppo di controllo.</p>
<p>Un ulteriore lavoro<sup>3</sup> fornisce importanti informazioni concludendo che durante l&#8217;anestesia neuroassiale per interventi urologici, la richiesta di farmaci sedativi risulta ridotta in maniera significativa nei pazienti ai quali veniva fatta ascoltare della musica in cuffia.<br />
Questo dato va sicuramente unito ad una più recente importante ricerca americana<sup>4</sup> che individua nell&#8217;ascolto della musica nel periodo pre-operatorio un valido strumento per ridurre l&#8217;ansia in pazienti che devono essere sottoposti ad interventi chirurgici d&#8217;elezione.<br />
Lo studio, revisionato anche da uno dei più autorevoli anestesisti a livello mondiale, Paul G. Barash, ha valutato, oltre alle sensazioni soggettive dei singoli pazienti, anche i dati oggettivi dei valori ematici di cortisolo e catecolamine, sebbene questi non risultino correlati ai dati soggettivi e non mostrino differenze tra il gruppo in esame e quello di controllo.</p>
<p>In questo contesto prende posto lo studio pionieristico di Gerald Oster<sup>5</sup> del 1973 che per primo affronta la tematica dei battiti binaurali.<br />
Ponendo questo studio come punto di riferimento, cambia l&#8217;ottica con cui si può intendere lo stimolo uditivo come mezzo di riduzione dell&#8217;ansia pre-operatoria.<br />
Non più musica ma onde sonore pure ben selezionate.</p>
<p>Ma vediamo ora cosa sono, in maniera semplice, i battiti binaurali. Bisogna prima definire il concetto di battimento: supponendo di avere due fonti di vibrazione, ad esempio due suoni che siano di altezza uguale ma di frequenza non identica (diciamo 432Hz e 440Hz che corrispondono a due La ottenuti con il diapason), avremo che le due onde provenienti dai corpi vibranti che le producono si fonderanno a formare un&#8217;onda risultante.<br />
Ora, le onde possono unirsi in fase (interferenza costruttiva), in opposizione di fase (interferenza distruttiva) e in una via di mezzo tra le due. Unite in fase l&#8217;onda risultante sarà di ampiezza maggiore, in opposizione di fase l&#8217;onda sarà nulla e per le sovrapposizioni intermedie ci saranno ampiezze varibili.<br />
Qualora le due onde fossero di identica frequenza si unirebbero costantemente nel tempo in una delle tre modalità descritte. Nel fenomeno dei battimenti si produrrà invece una variazione della modalità di interferenza delle due onde, proprio per il fatto che le onde viaggiano a frequenze diverse e quindi le creste e le valli delle due onde non avranno sempre gli stessi rapporti tra di loro.<br />
Questo variare dei rapporti porta ad una variazione della percezione uditiva e si avrà il fenomeno del battimento percepito come un suono che appare e scompare con un certo ritmo.<br />
La frequenza del battimento è pari alla differenza delle due frequenze iniziali (nel nostro caso sarà 8Hz).<br />
I battiti binaurali sono dei battimenti che vengono percepiti direttamente nel cervello. Non sono la conseguenza di una sovrapposizione fisica di due suoni puri ma insorgono quando le due onde sonore vengono applicate separatamente alle due orecchie mediante l&#8217;ausilio di cuffie stereo.<br />
É come se il cervello funzionasse come un mixer! Nei classici battimenti la frequenza risultante percepita è reale e si trasmette ad entrambe le orecchie come tale, mentre nel secondo caso essa è si percepita ma non esiste fisicamente!</p>
<p>Dopo queste premesse possiamo introdurre il concetto di Brainwave Entrainment, ovvero le induzioni cerebrali. Questo fenomeno, scoperto con precisione negli anni &#8217;30 del secolo scorso utilizzando degli stimoli luminosi (Photic Driving), prevede che le onde possano influenzare il cervello.<br />
Esso modificherebbe, in conseguenza ad opportuni stimoli, la propria attività cerebrale attestandosi su frequenze elettroencefalografiche desiderate.<br />
Il fenomeno dei battiti binaurali è una delle tecniche di induzione cerebrale e stimola il cervello a frequenze molto basse, pari alla differenza delle frequenze pure applicate, sotto la soglia dell&#8217;udito.<br />
Sarebbe così possibile &#8220;trasportare&#8221; il cervello sulle onde cerebrali che preferiamo, solo applicando appropriate frequenze esterne.</p>
<p>La regolazione della differenza di frequenza applicata alle due orecchie è quindi quella che ci permette di stimolare il cervello verso le frequenze desiderate che possono essere quelle appartenenti al range delle onde theta, piuttosto che le delta o le alfa.<br />
Sappiamo che questi tipi di onde riflettono graficamente i vari gradi di rilassamento della mente umana ed ottenere questo rilassamento è il principale target degli studi esaminati.<br />
Dopo un&#8217;interessante proposta<sup>6</sup> che prevedeva l&#8217;utilizzo dei battiti binaurali per influenzare i livelli di attenzione e l&#8217;umore e un altro studio<sup>7</sup> dai risultati per lo meno contraddittori che proponeva i battiti binaurali come metodica per aumentare la suscettibilità alla tecnica ipnotica, si è giunti in letteratura scientifica a considerare più da vicino l&#8217;aspetto dell&#8217;ansia pre-operatoria.<br />
In particolare annoveriamo un lavoro del 2005<sup>8 </sup>(di cui se ne consiglia vivamente la lettura al fine di comprendere meglio i metodi di studio) che ha preso in esame 108 pazienti in regime di day surgery.<br />
I risultati sono stati finalmente incoraggianti e hanno visto decrescere in maniera significativa i livelli di ansia nel gruppo di pazienti che avevano in cuffia i battiti binaurali rispetto al gruppo che aveva solo musica e rispetto al gruppo di controllo.</p>
<p>Dunque qualcosa pare si stia muovendo. Sicuramente occorrerà definire meglio come standardizzare uno studio e occorrerà capire quali test siano più idonei per valutare lo stato d&#8217;ansia.<br />
Andrà individuato il target chirurgico, cioè capire se questa tecnica può andar bene per ogni tipo di chirurgia. A questo proposito non resta che aumentare il numero di lavori orientati verso l&#8217;utilizzo dei battiti binaurali e far crescere qualitativamente e quantitativamente le proposte in tal senso.</p>
<p>Concludendo, possiamo osservare che da decenni ormai si conoscono questi fenomeni ma il loro utilizzo non viene sperimentato abbastanza, non viene culturalmente diffuso tra gli operatori del settore e tanto meno tra la popolazione.<br />
Come mai? Il motivo forse risiede solo nella semplicità di esecuzione e nella disarmante economicità di queste tecniche, in una società sempre più volta al consumo in genere e al consumo di farmaci in particolare.<br />
Abbiamo sotto gli occhi lo strumento di cura e di prevenzione più spettacolare: la natura. Il nostro reato più grande è il non utilizzarlo.</p>
<p>Questo articolo è nato innanzi tutto con la volontà di dare diffusione culturale a questa metodica elementare, economica e, si sottolinea, priva di effetti collaterali.<br />
Vuole altresì essere uno sprone per gli anestesisti che, come me, dovrebbero essere motivati e spinti verso un tipo di anestesia il più possibile paucifarmacologica. <br />
È auspicabile che in un futuro non troppo lontano siano utilizzate molto più spesso, laddove possibile, tecniche come questa unite ad altre come l&#8217;agopuntura e l&#8217;ipnosi già citate.<br />
Ci sono casi in cui non si può che cedere al farmaco, alla chirurgia invasiva, alla medicina più strettamente interventistica ma dove si può agire diversamente, utilizzando il più possibile quello che la natura ci mette a disposizione, è nostro dovere morale farlo al massimo delle nostre capacità.<br />
Ci accorgeremmo forse ben presto che è possibile fare a meno di molto di ciò che fino ad oggi avevamo considerato indispensabile.</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ol>
<li><em>Music Improves Patient Comfort Level During Outpatient Bronchoscopy</em> &#8211; Chest. 1995; 108:129-130</li>
<li><em>Effect of Music on State Anxiety Scores in Patients Undergoing Fiberoptic Bronchoscopy</em> &#8211; Chest. 1999; 116:819-824</li>
<li><em>The Sedative and Analgesic Sparing Effect of Music</em> &#8211; Anesthesiology. 1998; 89:300-6</li>
<li><em>Music and Preoperative Anxiety: a Randomized Controlled Stud</em>y &#8211; Anesth Analg. 2002; 941:489-94</li>
<li><em>Auditory beats in the Brain</em> – Sci Am. 1973; 229:94-102</li>
<li><em>Binaural Auditory Beats Affect Vigilance</em> &#8211; Physiology &amp; Behavior. 1998 63(2):249–252</li>
<li><em>Binaural Beat Induced Theta EEG Activity and Hypnotic Susceptibility. Contradctory Results and Technical Considerations</em> &#8211; American Journal of Clinical Hypnosis. Apr 2003; 45(4):295-309</li>
<li><em>A prospective, randomised, controlled study examining binaural beat audio and pre-operative anxiety in patients undergoing general anesthesia for day case surgery</em> – Anaesthesia. 2005; 60:874-877</li>
</ol>
<p><strong>Giampaolo Ciccotosto</strong><br />
Medico Anestesista<br />
<a href="mailto:thegatesofmoria78@yahoo.it">thegatesofmoria78@yahoo.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>15 aprile 2012: 11° seminario tematico gratuito di Naturopatia &#8220;Dalla Medicina della Chimica alla Medicina dell&#8217;Energia&#8221;</title>
		<link>http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/15-aprile-2012-11%c2%b0-seminario-tematico-gratuito-di-naturopatia-dalla-medicina-della-chimica-alla-medicina-dellenergia.html</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 09:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Marini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Seminario offre una interessante rassegna di conoscenza delle opportunità e di valutazione dei rischi, di ricerche scientifiche avanzate e di straordinarie applicazioni innovative che stanno cambiando il mondo della Medicina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2009/06/advert.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1153" title="advert" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2009/06/advert.jpg" alt="advert" width="120" height="130" /></a></p>
<p><strong>Domenica 15 aprile 2012</strong>, <strong>dalle ore 9.15 alle 13.30</strong>, si terrà il <strong><span style="color: #990000;">11° seminario tematico del corso di Naturopatia</span> </strong>presso la sede di <strong>Roma</strong>, <strong>Via Tropea 20</strong>, dal titolo:</p>
<h2><span style="color: #990000;">Dalla Medicina della Chimica alla Medicina dell&#8217;Energia</span></h2>
<p>Relatori: <strong>Prof. Maurizio Grandi, Prof. Luciano D&#8217;Abramo </strong>e<strong> Dott. Claudio Biagi</strong> </p>
<p>La Medicina che si avvale principalmente della chimica ha il limite di dover disporre di quantità ponderali che tendono necessariamente a produrre effetti collaterali e/o assuefazione.<br />
L&#8217;Energia &#8211; oggetto di attenzione sin dalle più antiche civiltà le quali, pur senza strumentazioni, avevano intuito diverse verità oggi confermate da moderni studi scientifici &#8211; può intervenire in varie forme positive, diagnostiche e curative.<br />
Il Seminario offre una interessante rassegna di conoscenza delle opportunità e di valutazione dei rischi, di ricerche scientifiche avanzate e di straordinarie applicazioni innovative che stanno cambiando il mondo della Medicina.</p>
<p><strong>Programma degli interventi:<br />
09.15 - </strong>Introduzione<br />
<strong>09.20-10.15 </strong>– Fisica delle radiazioni biologiche: nuova frontiera della ricerca in medicina (Prof. Luciano D’Abramo)<br />
<strong>10.15-11.50</strong> – Dalla Medicina della Chimica alla Medicina dell&#8217;Energia (Prof. Maurizio Grandi)<br />
<strong>11.50-12.05</strong> &#8211; Break<br />
<strong>12.05-13.00</strong> – Energia tra suggestioni, opportunità e pericoli (Dott. Claudio Biagi)<br />
<strong>13.00-13.30</strong> &#8211; Dibattito e conclusioni<br />
<strong>13.30</strong>– Fine lavori</p>
<p>I relatori:<br />
<strong>Prof. Maurizio Grandi</strong><br />
Immunologo, Oncologo Clinico, Bioetico. Direttore de <em>“La Torre”</em> a Torino, poliambulatorio specialistico e scuola di formazione. Insegna in numerosi Atenei Fitoterapia ed Etnofarmacologia. Autore di volumi scientifici tra cui <em>“Interazioni pianta medicinale farmaco”, “Dal segno al senso, tra salute, cultura e ben-essere”</em> e con Tecniche Nuove <em>“Vivere meglio le terapie anticancro”</em> e <em>“Immunologia e fitoterapia”. </em></p>
<p><strong>Dott. Claudio Biagi</strong><br />
Laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutica, Esperto di Nutriceutica (integrazione nutrizionale fitoterapica), Farmacista, Docente di Chimica, Consulente Scientifico, Accademico del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico, Docente di Fitoterapia presso SMB Italia, autore di libri e pubblicazioni scientifiche.</p>
<p><strong>Prof. Luciano D&#8217;Abramo</strong><br />
Fisico, Professore in Informatica e Statistica presso l&#8217;Università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma e l&#8217;Università di L&#8217;Aquila, Ricercatore in ambito delle Teorie di Frontiera della Scienza.</p>
<p>Si prega di preannunciare con e-mail la propria presenza e quella di accompagnatori a:<br />
<a href="mailto:info@campuslaboratoriborri.it">info@campuslaboratoriborri.it</a></p>
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		<title>L’importanza del pensiero positivo, 2-3 giugno 2012, Aosta (Luana Di Francesco)</title>
		<link>http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/l%e2%80%99importanza-del-pensiero-positivo-2-3-giugno-2012-aosta-luana-di-francesco.html</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 15:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione naturopatia online</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalle Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[allegria]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[camminata sul fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[channeling]]></category>
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		<description><![CDATA[Da sempre sappiamo che “ridere fa buon sangue”, che chi è ottimista vive meglio, più a lungo, in salute e attrae a sé situazioni migliori… QUINDI È SEMPLICE… e allora? PERCHÈ NON CI RIUSCIAMO??? 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><span style="color: #800000;"><strong><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/importanza_pensiero_positivo1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3513" title="importanza_pensiero_positivo" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/importanza_pensiero_positivo1.jpg" alt="" width="271" height="99" /></a></strong></span></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><span style="color: #800000;"><strong>L’importanza del pensiero positivo<br />
</strong></span><span style="color: #800000;"><strong>L’interazione che ha sul nostro corpo e sul nostro destino!!!</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Da sempre sappiamo che <em>“ridere fa buon sangue”,</em> che chi è ottimista vive meglio, più a lungo, in salute e attrae a sé situazioni migliori… QUINDI È SEMPLICE… e allora? PERCHÈ NON CI RIUSCIAMO??? </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Viviamo in un’epoca dove il <em>“pensiero negativo”</em> ci martella continuamente… <em>“</em>la crisi., la cronaca, i tg in generale ecc….” e poi ci chiediamo come mai i nostri ragazzi, non hanno più sogni… sono indolenti…” beh,  siamo tutti bloccati, abbiamo paura persino a respirare… proviamo  insegnare loro a volare… a sognare, vi posso assicurare che per esperienza vissuta il “<em>pensiero positivo”</em> si impara, ed una volta integrato non ci abbandona più, e, allora impariamo a sognare di nuovo, diventiamo consapevoli dei nostri sogni e della nostra forza, della responsabilità che abbiamo verso noi stessi… e verso gli altri esseri umani per un futuro migliore e per imparare ad essere concentrati su quello che si fa nel momento in cui si fa.<br />
</span><span style="font-size: small;">Con questo seminario impareremo non solo l’importanza di tutto questo, ma anche come metterlo in pratica e per chi vorrà provare su sé stesso, quanto possiamo comandare il nostro corpo attraverso i pensieri&#8230; con la <em>“camminata sul fuoco”</em> (che si terrà il sabato sera per chi ha voglia di esserci, è un metodo decisamente immediato per capire come funzioniamo).<br />
</span><span style="font-size: small;">Abbiamo deciso per la prima volta, di aprire le porte anche ai ragazzini e ai bambini. Prima imparano quanto è importante il mondo del pensiero positivo e costruttivo, come riconoscere i meccanismi negativi e trasformarli… prima saranno adulti responsabili, felici, in salute e <em>“centrati”,</em> per questo abbiamo pensato a delle formule famiglia, o genitore/figlio.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">I relatori sono <span style="color: #800000;"><strong>Johanne RAZANAMAHAY</strong></span> e <span style="color: #800000;"><strong>Tal SHALLER</strong></span>, psicoterapeuti e sciamani, naturopati.<br />
</span><span style="font-size: small;">Johanne è originaria del Madagascar. Sciamana psicoterapeuta, medium, insegnante di benessere globale.<br />
Scrittrice, conferenziera e creatrice di metodi innovativi per vivere in armonia e in salute.<br />
</span><span style="font-size: small;">Christian Tal, medico svizzero, è da più di quarant’anni uno dei pionieri della <em>“medicina  complementare”</em> olistica europea. Autore di più di 50 libri consacrati all’educazione salutare. Lui insegna: <em>“La salute, s’ impara”</em>!!!<br />
</span><span style="font-size: small;">Due veri personaggi che ho avuto il privilegio di conoscere e con i quali ho potuto sperimentare  su di me il risultato del loro lavoro (compresa la camminata sul fuoco), due persone allegre, ben posate, razionali ed irrazionali allo stesso tempo,  chi di voi mi conosce sà che consiglio solo ciò che ho sperimentato personalmente e sono ben due anni che penso a questo progetto, poiché credo che sia importantissimo che impariamo a prendere la vita con allegria e credo sia importantissimo che lo imparino i nostri figli… il mio, 10 anni, ci sarà.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><span style="color: #800000;"><strong>Sabato 2 giugno 2012 | </strong><strong>h.10.30-18.30 | </strong><strong>pausa pranzo  13.30-15.00<br />
</strong><strong>REALIZZATE I VOSTRI SOGNI ATTRAVERSO IL PENSIERO POSITIVO E IL VIAGGIO INTERIORE<br />
</strong></span><span style="font-size: small;">Come aprire il cervello destro per imparare a visualizzare e a positivizzare la propria vita attraverso il contatto con il nostro mondo interiore cosciente e vibrante di luce propria.<br />
</span><span style="color: #800000;"><strong>AL DI LA’ DELLA PAURA … UNA VITA MERAVIGLIOSA<br />
</strong></span>Tutti i nostri problemi vengono dai nostri pensieri limitati, che creano delle emozioni di paura, di collera e frustrazione portandoci tristezza e sofferenza. Scoprire gli elementi interni che ci tiranizzano e liberarsene apre le porte ai tesori dell’amore, dell’allegria e della creatività che esistono già in noi…</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Domenica 3 giugno 2012</strong> | </span><strong><span style="color: #800000;">Tal</span> </strong>e<strong> <span style="color: #800000;">Johanna</span></strong> saranno ancora in Valle d’Aosta presso il <span style="color: #800000;"><strong>centro Eden</strong></span> per trattare chi lo desidera attraverso massaggi multidimensionali, channeling, psicoterapia….</p>
<p><span style="font-size: small;">Un giorno <strong>Euro 100 + 25</strong> per il pranzo, bambini fino ai 12 anni pranzo <strong>10 Euro</strong>, seminario gratuito. <br />
</span><span style="font-size: small;">Se siete un gruppo di  quattro amici avete il <strong>20% di sconto per ognuno</strong>.<br />
</span><span style="font-size: small;">Riduzione  per studenti e ragazzi dai 12 ai 16 anni del <strong>30%.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Nel caso d’iscrizione senza l’accompagnamento di un adulto è obbligatorio il consenso scritto dai genitori, l’organizzazione declina ogni responsabilità.<br />
</span><span style="font-size: small;">Le offerte NON sono cumulabili tra loro.<br />
</span><span style="font-size: small;">Ai pasti per il soggiorno può prendere parte anche chi decide di non partecipare al seminario.<br />
</span><span style="font-size: small;">È  consigliato abbigliamento comodo, una coperta, un cuscino fogli e carta per scrivere.<br />
</span><span style="font-size: small;">Per chi ha piacere di fermarsi con noi in albergo le tariffe delle camere sono di </span><span style="font-size: small;"><strong>Euro 65</strong> a persona in pensione completa, camere doppie, triple e quadruple.<br />
</span><span style="font-size: small;">Bambini fino ai 12 anni le tariffe sono di <strong>Euro 50</strong> inpensione completa.</span></p>
<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/eden_centre_logo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3511" title="eden_centre_logo" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/eden_centre_logo.jpg" alt="" width="96" height="137" /></a></p>
<p><strong>Appuntamenti ed informazioni:<br />
</strong>338.1347041o &#8211; 0165.45518 (chiedere di Luana)</p>
<p><strong>Informazioni sull’albergo al sito:</strong><br />
<a href="http://www.hsn@libero.it">www.hsn@libero.it</a></p>
<p>Vi aspettiamo numerosi&#8230; poiché è arrivato il momento di stare meglio&#8230; per noi e per i nostri figli.<br />
Un abbraccio a tutti.<br />
<strong><span style="font-size: small;">Tal, Johanna e Luana</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Luana Di Francesco<br />
</span></strong>Personal trainer, Preparatore Atletico, Riflessologa, Terapista Reiki<br />
<a href="mailto:difrancesco.luana@libero.it">difrancesco.luana@libero.it</a></p>
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<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il trio dei rimedi omeopatici per il delirio &#8211; parte prima (Dott.ssa Emanuela Carini)</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 14:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Carini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Omeopatia]]></category>
		<category><![CDATA[atropina]]></category>
		<category><![CDATA[cefalee]]></category>
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		<description><![CDATA[Sfogliando la materia medica omeopatica si trovano numerosi rimedi indicati per il delirio.
Ma i rimedi per il delirio che meritano un posto d'onore ai vertici dell'elenco sono  i tre appartenenti alla famiglia delle Solanacee: Belladonna, Hyoscyamus niger e Stramonium.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/belladonna.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3481" title="belladonna" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/belladonna.jpg" alt="" width="272" height="103" /></a><span style="font-size: x-small;"><strong><br />
Foto di <a href="http://www.flickr.com/people/27770620@N02" rel="nofollow">Donald Macauley</a> tratta da <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Flickr_-_don_macauley_-_Deadly_Nightshade.jpg?uselang=it" target="_blank">wikipedia</a> e <a title="Flickr" href="http://commons.wikimedia.org/wiki/Flickr">Flickr</a>: <a href="http://flickr.com/photos/27770620@N02/4810116554" rel="nofollow">Deadly Nightshade</a></strong></span></p>
<p>Sfogliando la materia medica omeopatica si trovano numerosi rimedi indicati per il delirio.<br />
A partire da <strong>Bryonia</strong> il cui delirio è basato sul lavoro cioè quel delirio riguardante gli impegni della giornata; <strong>Opium</strong> caratterizzato dall&#8217;assenza anormale di dolore e mancata risposta agli stimoli esterni, ove prevale un senso marcato di instupidimento fino a raggiungere un profondo stupore; <strong>Veratrum album</strong> ove spicca la mania per tagliare e stracciare le cose, soprattutto i vestiti,  loquace e profondamente religioso, quanto <strong>Stramonium</strong>, ma con viso più pallido, infossato e grande debolezza generale; <strong>Rhus Toxicodendron</strong> il cui stupore mentale è accompagnato da un delirio mite e persistente in una persona che costantemente si dimena e i cui sogni sono ricchi di lavori o attività.<br />
Ma i rimedi per il delirio che meritano un posto d&#8217;onore ai vertici dell&#8217;elenco sono  i tre appartenenti alla famiglia delle Solanacee: <strong>Belladonna, Hyoscyamus niger</strong> e <strong>Stramonium</strong>.<br />
Molto simili come composizione chimica e patogenesi, ma ben differenziati per le peculiarità dei singoli deliri.</p>
<p><strong>Belladonna</strong></p>
<p><strong>La Storia</strong><br />
Profumato di bellezza il nome, ma velenosa invece tutta la pianta; tanto velenosa che il suo nome classico, dato da <strong>Linneo</strong>, di <strong>Atropa belladonna</strong> è sinonimo di morte. <em>Atropos</em>, l&#8217;inflessibile, era la Parca che inesorabilmente, recideva il sottilissimo filo d&#8217;ogni vita che le sue sorelle, <em>Cloto</em> e <em>Lachesis</em>, traevano dalla rocca e dal fuso.<br />
Le egiziane 4000 anni fa  poi le babilonesi, le assire, le greche, le romane e nel Cinquecento le veneziane la usarono per preparare un cosmetico in acqua distillata che faceva dilatare le pupille, rendendo i loro occhi ancor più neri, grandi, affascinati ed attraenti.<br />
L&#8217;atropina, uno dei suoi  alcaloidi principali, viene infatti utilizzata in oculistica per esaminare il fondo dell&#8217;occhio.<br />
L’atropina blocca le risposte alla stimolazione colinergica del muscolo sfintere dell’iride e del muscolo ciliare; l&#8217;alcaloide è in grado di dilatare la pupilla (<em>midriasi</em>) e di paralizzare l’accomodazione visiva (<em>cicloplegia</em>).<br />
Secondo un&#8217;altra interpretazione il nome deriverebbe invece dal francese <em>belle-femme, </em>termine<em> </em>utilizzato nel Medioevo per designare le streghe che utilizzavano la pianta nella preparazione di unguenti e pozioni, insieme alla mandragora, al giusquiamo ed allo stramonio, per i loro voli notturni, in relatà “viaggi” psichici.<br />
In Italia la si è anche denominata <em>morella furiosa</em>, in Germania <em>Toll-Kirsche</em>, ovvero <em>ciliegia della pazzia</em>, ed in Inghilterra <em>Deadly Nightshade, </em>Belladonna mortale.<br />
Un tempo nelle campagne si sconsigliava di adornarsene perché sarebbe stato di cattivo augurio.<br />
Questa proprietà ha evocato però accanto ad un simbolismo negativo un altro positivo.<br />
I nostri nonni sostenevano che, se si fossero collocate due piantine di Belladonna all&#8217;inizio di un viale, che conduceva ad una villa, si sarebbero respinti gli spiriti impuri.<br />
Stesso effetto avrebbero avuto i suoi fiori e steli posti all&#8217;interno della casa.</p>
<p><strong>Botanica ed azione farmacologica</strong><br />
<strong>Atropa belladonna L</strong>., appartiene alla famiglia delle Solanacee.<br />
È una pianta erbacea con radice rizomatosa molto robusta da cui sorge il fusto, semplice per il primo tratto e poi ramificato in tre rami che possono raggiungere 1,50 m di altezza.<br />
Le foglie sono alterne nella parte bassa della pianta, mentre nella parte superiore sono inserite a due a due dalla stessa parte del fusto: di queste una è molto più piccola dell&#8217;altra.<br />
La lamina è ovale ed acuminata all&#8217;estremità. Fusto e foglie possiedono numerosi peli ghiandolari.<br />
I fiori sono inseriti singolarmente in mezzo alle due foglie.<br />
Il calice è diviso in cinque lobi; la corolla, di forma tubulare, si separa in cinque lobi triangolari rivolti all&#8217;infuori ed è di colore porporino-violaceo con la base bianco-verdastra.<br />
I frutti sono bacche rotonde, grosse quanto ciliegie, dapprima verdi poi rosso vivo ed infine nere e sempre circondate dalle cinque punti dei loro calici persistenti. Il periodo balsamico va da maggio a settembre.<br />
La tintura madre viene preparata dalla pianta intera fiorita ove la maggior parte dei principi attivi è contenuta nelle foglie.<br />
I suoi costituenti principali sono alcaloidi ad azione parasimpaticolitica quali:<br />
- <strong>atropina</strong>, determinante nella tossicologia e nella patogenesi<br />
- <strong>iosciamina</strong>, principale alcaloide presente nella pianta fresca<br />
- <strong>scopolamina</strong> o <strong>ioscina</strong></p>
<p><strong>Atropa belladonna L</strong>. agisce:<br />
- sulle mucose digestive, auricolari, respiratorie ed oculari inducendo secchezza estrema;<br />
- sul sistema cardiovascolare generando congestione cefalica, congestione generale ed ipertensione arteriosa;<br />
- sul sistema nervoso provocando iperestesia sensoriale generale: alla luce, al freddo, ai rumori; spasmi viscerali improvvisi;<br />
- provoca sindromi infiammatorie e febbrili, con congestione locale, che rispondono ai classici fenomeni infiammatori al loro esordio quali: <strong>tumor, rubor, dolor</strong> e <strong>calor</strong>.</p>
<p><strong>Le principali indicazioni cliniche</strong><br />
<strong>Belladonna</strong> può esser considerata in modo preminente un rimedio della testa infatti, nella maggior parte delle affezioni in cui questo rimedio è indicato, prevalgono i sintomi del capo.<br />
Si ha la sensazione che tutto l&#8217;afflusso di sangue si concentri in testa, mentre le estremità sono fredde, gli occhi arrossati, il viso acceso da un intenso color porpora, le arterie carotidi pulsano in modo così marcato che diventano evidenti.<br />
Ciò può essere accompagnato da un forte dolore, un senso di pressione, pienezza o intontimento.<br />
Caratteristica predominante è il delirio violento.<br />
Nessun altro rimedio presenta un delirio più violento e persistente di quello di Belladonna.<br />
La persona ha timore di tutte le cose immaginarie e desidera fuggire da esse, crede di vedere fantasmi, visi spaventosi, animali o insetti, presenta uno stato di semi-stupore durante il delirio.<br />
A volte può cercare di malmenare chi gli è vicino.<br />
Le infiammazioni di <strong>Belladonna </strong> compaiono improvvisamente, hanno decorso repentino, sono rosse, dolenti e soprattutto pulsanti.<br />
Così come repentinamente si sono presentate altrettanto velocemente regrediscono e scompaiono.<br />
A proposito di <strong>Belladonna</strong> il Dottor <strong>H.N.Guernsey</strong> disse che «<em>Belladonna si applica particolarmente bene, e nella pratica si sperimenta che è migliore di tutti gli altri, nei casi in cui predominino la rapidità e l&#8217;immediatezza sia delle sensazioni che dei movimenti».</em><br />
<strong>Belladonna</strong> è indicata solo nel primo stadio dell&#8217;infiammazione detto anche fase congestizia o attiva.<br />
È bene distinguere tra le infiammazioni di <strong>Belladonna</strong> e quelle di <strong>Aconitum Napellus</strong> che lamenta grande sofferenza a livello di cuore e torace, teme la morte, è agitato, si dimena in preda all&#8217;angoscia, ma con poco delirio.<br />
<strong>Belladonna</strong> è molto utile nelle cefalee congestizie e nevralgiche, che peggiorano chinandosi in avanti , chinandosi all&#8217;ingiù, sdraiandosi o assumendo qualsiasi posizione ad eccezione di quella verticale; nelle otiti medie congestizie; nelle rinofaringiti, angine e laringotracheiti al loro esordio.<br />
È un grandissimo rimedio della gola per la quale presenta un&#8217;elevata affinità. Il bruciore, la secchezza, come in <strong>Sabadilla</strong>, il senso di costrizione con desiderio costante di inghiottire per alleviare la secchezza, con o senza dolore del palato e delle tonsille sono tutti sintomi di <strong>Belladonna</strong> che possono presentarsi anche in modo molto intenso.<br />
<strong>Belladonna</strong> ama tenere la testa avvolta e coperta ed è soggetta a raffreddori quando la scopre o si taglia i capelli, come in <strong>Silicea</strong>.<br />
Altro segno caratteristico è il rossore scarlatto ed uniforme, liscio e lucente della cute, talmente calda da conferire una sensazione di bruciore al contatto.<br />
Viene utilizzata nel caso di spasmi agli organi cavi, sempre con esordio e termine bruschi; nel caso di singhiozzo, come <strong>Cuprum metallicum</strong> e <strong>Hyoscyamus</strong>.<br />
Belladonna è anche un grande rimedio pediatrico:  <em>«Compete persino con Chamomilla matricaria»</em> affermò il <strong>Dottor E. B. Nash</strong>. <br />
È perfetta per il bimbo che un minuto prima è in piena salute e quello successivo sta male.<br />
Si presenta molto caldo, con il visino arrossato, in stato di semi-stupore e che sobbalza o trasale nel sonno.<br />
Indicata nelle convulsioni ipertermiche. Se il bambino febbricitante è predisposto alle convulsioni ipertermiche è indicato somministrare <strong>Belladonna</strong> ad alte diluizioni, 15 o 30 CH, in modo tale da evitare la loro insorgenza.<br />
Il <strong>Dottor M. Tètau</strong> consiglia <strong>Belladonna</strong> anche nelle vampate di calore della menopausa, caratterizzate da arrossamenti del viso, sensazione intensa di calore e traspirazione profusa e nell&#8217;insonnia.<br />
Insonnia in cui, pur essendo esausti e crollando di sonno, l&#8217;addormentamento è difficile e, quando alla fine, il sonno sopraggiunge è caratterizzato dal manifestarsi di numerose scosse muscolari.</p>
<p><strong>La Psicologia</strong><br />
Il tipo costituzionale <strong>Belladonna</strong> è raro ed appartiene al gruppo dei tipi potenzialmente psicotici dove l&#8217;individuo, sia esso sano o malato, presenta sempre tratti caratteriali che indicano una potenziale evoluzione verso la psicosi.<br />
Un elemento tipico di <strong>Belladonna</strong>, che si trova in bilico tra il mondo della salute mentale e quello della pazzia, è l&#8217;interesse per la metafisica.<br />
Il Dottor <strong>Philip M. Bailey</strong> notò, nei suoi pazienti <strong>Belladonna</strong> sia sani che malati, che questa caratteristica si manifestava come un&#8217;ossessione per le cose spirituali e psichiche.<br />
Il tipo <strong>Belladonna</strong>, se non in equilibrio, è più incline a visioni, allucinazioni e a fenomeni psichici, mentre se in buona salute tale peculiarità si manifesta come capacità precognitive o viaggi astrali.<br />
Normalmente in queste persone si riscontra un gran fascino per poteri e fenomeni metafisici ed, alcune volte, percepiscono di averne anche quando non ne hanno un&#8217;evidente dimostrazione.<br />
Tutti i pazienti <strong>Belladonna</strong> che il <strong>Dottor Bailey</strong> ha trattato erano maschi.<br />
<strong>Belladonna</strong> è un tipo focoso che s&#8217;impone e la violenza è caratteristica predominante del suo quadro mentale. <br />
È un soggetto instabile e dal temperamento esplosivo che pur riuscendosi a controllare a lungo, se si trova in condizioni di relativa buona salute, potrebbe invece esplodere da un momento all&#8217;altro e far danni.<br />
<strong>Belladonna</strong> e <strong>Platina</strong> sono soggetti focosi ed instabili a differenza di <strong>Sulfur</strong> anch&#8217;esso focoso, ma più stabile.<br />
In <strong>Belladonna</strong> prevale l&#8217;elemento Fuoco seguito da Terra, Acqua e Aria. Il forte elemento Terra  gli conferisce forza fisica (come <strong>Nux vomica</strong> che anch&#8217;essa presenta Fuoco e Terra) ma anche caparbietà.<br />
La mancanza di Aria comporta una passionalità non mitigata da un ragionamento oggettivo da cui scaturiscono la sua impetuosità ed ossessività.<br />
Gli individui <strong>Belladonna</strong> all&#8217;interno di una rissa sono i più attivi e possono esserne anche gli istigatori, non presentano rimorso e questa caratteristica li distingue da <strong>Nux vomica</strong> e <strong>Natrum muriaticum</strong> entrambi più stabili.<br />
Se sono relativamente sani non sono inclini a mostrare la loro indole violenta, tendono a sentirsi insicuri in presenza di estranei  e possono apparire schivi o chiusi, ma come la maggior parte dei tipi passionali,  tendono ad essere prepotenti, intransigenti e dominatori con le persone che conoscono bene.<br />
<strong>Belladonna </strong> tende facilmente alla pazzia ed alla paranoia.<br />
Una caratteristica maggiore della pazzia di <strong>Belladonna</strong> sono le allucinazioni visive ed uditive.<br />
Tra i tipi psicotici però è il più soggetto a rimanere stabile e sano.<br />
Egli possiede ispirazione, entusiasmo, rabbia che diventano evidenti nello stato di follia.</p>
<p><strong>Dott.ssa Emanuela Carini</strong><br />
Laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, Farmacista con specializzazione in Omeopatia, Fitoterapia, Gemmoterapia e Floriterapia<br />
<a href="mailto:hcred3@libero.it">hcred3@libero.it</a></p>
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		<title>Nutritional ecology &amp; co.: abitudini alimentari e sviluppo sostenibile</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 15:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiola Sica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Naturopatia]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[corrette abitudini alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Nutritional Ecology]]></category>
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		<category><![CDATA[salute umana]]></category>
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		<description><![CDATA[La “Nutritional Ecology” è un concetto olistico che analizza le differenti tappe del processo nutrizionale (produzione, commercio, distribuzione; composizione e consumo alimentare; smaltimento dei rifiuti) e che ha come scopo la sicurezza alimentare mondiale.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/nutritional-ecology.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3446" title="nutritional ecology" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/nutritional-ecology.jpg" alt="" width="281" height="102" /></a></p>
<p>La <strong>“Nutritional Ecology”</strong> è un concetto olistico che analizza le differenti tappe del processo nutrizionale (produzione, commercio, distribuzione; composizione e consumo alimentare; smaltimento dei rifiuti) e che ha come scopo la sicurezza alimentare mondiale.<br />
Questo approccio di analisi interdisciplinare considera la catena alimentare e il sistema nutrizionale come un <em>unicum</em> di interazioni che riguardano la salute, l&#8217;ambiente, l&#8217;economia e la società.<br />
Il concetto si integra con quello di <em>“Sviluppo Sostenibile”</em> poiché, come quest&#8217;ultimo, non pone l&#8217;accento soltanto sull&#8217;aspetto nutrizionale del cibo, ma anche su abitudini alimentari rispettose dell&#8217;ecosistema e che possano soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza privare di questa possibilità quelle future.<br />
La definizione di “Nutritonal Economy” è stata creata nel 1986 da un gruppo di nutrizionisti tedeschi dell&#8217;Università di Giessen. Essa si basa sui sovracitati concetti di salute umana, ambiente, società, economia che analizzeremo di seguito.<br />
<strong>C. Leitzmann</strong> dell&#8217;Università di Giessen sostiene &#8211; in “Nutrition ecology: the contribution of vegetarian diet” &#8211; <em>che un buono stato di salute è legato a delle corrette abitudini alimentari</em>.<br />
Seguire una <em>dieta preventiva</em> contribuisce a diminuire il rischio di malattie legate all&#8217;alimentazione.<br />
Nel&#8217;ottica della sostenibilità, secondo alcuni studi, il consumo di verdure, frutta, legumi dovrebe aumentare e il consumo di carne e derivati dovrebbe essere ridotto.<br />
L&#8217;ambiente è un altro fattore considerato dall&#8217;autore tedesco e che subisce dei cambiamenti legati al modo di produzione.<br />
Le fattorie organiche hanno naturalmente un impatto meno violento sull&#8217;ambiente rispetto all&#8217;agricoltura intensiva industrializzata.<br />
Il riscaldamento globale e le piogge acide, il depauperamento delle terre e le deforestazioni sono soltanto alcune delle conseguenze della produzione industrializzata su larga scala che prevede, inoltre, l&#8217;uso massiccio di pesticidi e di fertilizzanti sintetici.<br />
Una delle soluzioni auspicate dalla “Nutritional Ecology” è l&#8217;aumento delle fattorie organiche e la loro difusione a livello globale.<br />
Il cibo, inoltre, dovrebbe essere trattato, imballato e trasportato il meno possibile per ridurre l&#8217;impatto della produzione sull&#8217;ambiente.<br />
La società influenza ed è influenzata dal sistema nutrizionale. Le persone sono responsabili del cibo che comprano e del modo in cui lo consumano.<br />
Le abitudini alimentari, inoltre, influenzano le consizioni di vita delle persone che lavorano nel sistema del processo nutrizionale e possono essere causa di importanti problemi sociali e di lavoro.<br />
L&#8217;economia interviene, ovviamente, nel processo produttivo del sistema di nutrizione, anche a livello mondiale. Il consumo di cibo è legato alla situazione economica e finanziaria dei diversi Paesi, ai diversi gruppi della popolazione e al sistema politico in vigore.<br />
Come Leitzmann dice: <em>“Il trasporto e il trattamento del cibo si effettua sotto la premessa di un guadagno economico. Nell&#8217;ambiente domestico, il budget destinato al cibo è un fattore determinante per la scelta degli alimenti”.</em><br />
Secondo la Nutritional Ecology, la dieta vegetariana è quella che meglio può assicurare la soddisfazione della domanda alimentare e la riduzione dei danni alla salute, all&#8217;ambiente, alla società e all&#8217;economia.<br />
Tutti vegetariani dunque? A ciascuno la scelta.<br />
Non ci sembra ad ogni modo appropriato porre la questione in questa sede.<br />
Ci sembra interessante, invece, proporre un invito alla riflessione rispetto a quello che mangiamo.<br />
La società nella quale viviamo ci spinge ad adottare abitudini consumistiche che sono spesso irrispettose dell&#8217;ecosistema di cui facciamo parte.<br />
La possibilità di poter mangiare tutto quello che vogliamo in qualsiasi momento dell&#8217;anno ci ha fatto dimenticare quelli che sono i cicli naturali di produzione: ciliegie in dicembre, pomodori in marzo&#8230; in altre parole, abbiamo perso l&#8217;abitudine di fare i conti col tempo.<br />
La varietà dei cibi ai quali abbiamo accesso, inoltre, ci fa dimenticare il concetto di spazio e di distanza.<br />
Diventa ovvio mangiare banane d&#8217;Ecuador e riso thai, meno ovvio chiedersi come ci sono arrivate le banane e il riso a casa nostra.<br />
Effetto della globalizzazione, delle migrazioni, dell&#8217;apertura dei mercati; le risposte possono essere molteplici e tutte ugualmente valide.<br />
La questione che si pone è però un&#8217;altra: quante persone riflettono su quello che mangiano?<br />
Quante persone si domandano da dove viene il loro cibo, com&#8217;è trattato e quali sono le condizioni dei produttori? Probabilmente ancora poche.<br />
Probabilmente siamo ancora lontani da quella che l&#8217;UNESCO definisce <em>“Cultura della sostenibilità”</em>, e cioè <em>“una cultura basata su una prospettiva di sviluppo durevole di cui possano beneficiare tutte le popolazioni del pianeta, presenti e future, e in cui le tutele di natura sociale, quali la lotta alla povertà, i diritti umani, la salute vanno ad integrarsi con le esigenze di conservazione delle risorse naturali e degli ecosistemi trovando sostegno reciproco”</em>.<br />
Per fortuna, oggigiorno disponiamo di tutti gli strumenti necessari per modificare questo trend e per diventare dei consumatori responsabili, capaci di promuovere l&#8217;acquisto di beni e servizi che non danneggino l&#8217;ambiente, la salute, l&#8217;economia e la società. Dovremmo provare a pensare in maniera “globale” a quello che c&#8217;è nel nostro piatto e cominciare a sentirci responsabili del nostro Pianeta e dei suoi abitanti.</p>
<p><strong>Risorse:</strong><br />
<a href="http://www.unescodess.it/dess">http://www.unescodess.it/dess</a><br />
<a href="http://www.nutritionecology.org/index.html">http://www.nutritionecology.org/index.html</a></p>
<p align="left"><strong>Fabiola Sica</strong><br />
Mediatrice culturale, editor e trainer nell&#8217;ambito di progetti socio-culturali e di volontariato internazionale in Italia e all&#8217;estero<br />
<a href="mailto:fabiolasica@hotmail.com">fabiolasica@hotmail.com</a></p>
<p align="left"> </p>
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		<title>Zahfran, la Chioma degli angeli, lo Zafferano: la storia (Carla Liberto)</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 15:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla Liberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È una spezia molto antica che si ricava dagli stimmi del fiore Crocus sativus L.; esso deriva da una pianta bulbosa di antica coltivazione, probabilmente originaria dell’Asia Minore ma nota anche in India ed in Cina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/zafferano_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3431" title="zafferano_1" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/zafferano_1.jpg" alt="" width="280" height="103" /></a></p>
<p>È una spezia molto antica che si ricava dagli stimmi del fiore <em>Crocus sativus L.;</em> esso deriva da una pianta bulbosa di antica coltivazione, probabilmente originaria dell’Asia Minore ma nota anche in India ed in Cina.<br />
Il termine zafferano proviene dal latino <em>“Safranum”</em> che a sua volta risale dall’arabo <em>“zaferan”</em> che significa “giallo”.<br />
La mitologia greca, infatti, attribuiva la nascita dello zafferano all’amore di un bellissimo giovane di nome Crocus che viveva al riparo degli dei.<br />
Un giorno il giovane Crocus si innamorò di una dolce ninfa di nome Smilace che era favorita del Dio Ermes.<br />
Il nume, per vendicarsi di Crocus, trasformò il giovane in un bulbo e la giovane fanciulla in un tasso. Sempre nella mitologia greca Ermes, consigliere degli innamorati, utilizzava lo zafferano come spezia afrodisiaca.<br />
I primi riferimenti storici riguardanti lo zafferano si fanno risalire alle sacre scritture, dove veniva citato con il termine <em>Karkum</em>.<br />
Secondo Virgilio il nome della pianta – Crocus – deriverebbe dal greco <em>Kroke</em> e starebbe a significare “filo di tessuto”, con “riferimento agli stigmi filamentosi che si utilizzano commercialmente (Georgiche libro IV &#8211; 182).<br />
La parola <strong>“saffron”</strong> (zafferano) deriva dal francese <em>safran</em>, che deriva a sua volta dal latino <em>safranum</em>. <em>Safranum</em> deriva dalla parola araba <em>asfar</em> che significa giallo, attraverso l’anonimo <em>zafran</em>, il nome della spezie in arabo (in Wikipedia, 2006). Le lingue europee e diverse non-europee hanno preso in prestito quel nome.<br />
Crocus deriva dalla parola greca <em>Corycus</em>, il nome di un’area in Cilicia nel Mediterraneo orientale.<br />
Il nome scientifico Crocus deriva del greco <em>Krokòs</em> proveniente dall’ebraico Karkòm a sua volta derivante dal vocabolo fenicio <em>Cartamus</em>, corrispondente ad una specie vegetale che era ritenuta capace di impartire la colorazione gialla.<br />
La specie, o meglio il suo prodotto commerciale, é ricordata in vari modi nelle civiltà più antiche del mediterraneo:dalle raffigurazioni pittoriche di Knosso, alla citazione nel papiro egizio di Ebers (1500 a.c.) e nel Cantico dei Cantici del Vecchio Testamento (IV, 14). La regione di origine dello zafferano non è del tutto certa anche se molti studiosi la collocano nell’area compresa tra Creta ed il Medio Oriente (Negby, 1999).<br />
Da qui si diffuse rapidamente in  India e Cina e successivamente, ad opera degli arabi, nell’area mediterranea.<br />
È forse originario della Grecia, Asia Minore e Persia (Vavilov, et. al., 1951; Skrubis, 1989).<br />
Lo zafferano venne coltivato intensamente in Oriente e nel bacino del Mediterraneo dalla tarda Età del Bronzo (Zohray 1994; Negbi 1999).<br />
In Egitto e nel Medio Oriente lo zafferano viene coltivato come spezia da almeno 3500 anni (Fernandez, 2004). I Romani introdussero lo zafferano in Gran Bretagna, mentre gli Arabi portarono lo zafferano in Spagna (The Royal Horticultural Society 2003).<br />
Lo zafferano che cresce in Kashmir proviene dalla Persia (Singh, et .al., 1976).<br />
Ci sono leggende che sostengono la teoria che lo zafferano venne coltivato a Padampore (oggi chiamata Pampore), a circa13 km da Srinagar (Kashmir), India.<br />
La coltivazione in Kashmir venne estesa oltre che a Pampore ad altre pianure alluvionali del Budgam, Tsrar e del Kashmir merionale.<br />
In Italia sembra che l’introduzione debba attribuirsi ad un monaco al seguito del Tribunale dell’Inquisizione, che portò nel proprio paese d’origine, in provincia de L’Aquila, i primi bulbo-tuberi dai quali si originò il primo nucleo produttivo italiano; tuttavia scritti danno notizia della coltivazione dello zafferano in Sicilia già in età greco-romana particolarmente rinomato era quello di Centuripe (<em>Crocus Centuripunus</em>).<br />
Le virtù dello zafferano sono note fin dall’antichità e non meraviglia trovarlo fra gli ingredienti più usati nella preparazione dei medicamenti contro la peste.<br />
Era conosciuto per le sue virtù terapeutiche anche dagli Egiziani; è infatti annoverato nel papiro di Erbers (1600 a.C.).<br />
La più antica rappresentazione grafica dello zafferano che è del1400 a.C. si trova nel museo di Heraklion nell’isola di Creta ed è una pittura murale proveniente dall’antica Cnosso.<br />
Ippocrate lo prescrisse in fomenti nei luoghi dolenti della gotta o reumatismi.<br />
Questa virtù ha avuto ancora di recente conferma farmacologica.<br />
Nel 1370 circa, Guillaume Tirel, detto Taillevent, primo scudiero di cucina di Carlo VI re di Francia, lo include, nel Viandier, fra gli aromi da tenere sempre in cucina.<br />
Probabilmente si trattava ancora di un prodotto di importazione: molti secoli prima, nell’882, gli stupendi Captulari de villis con cui Carlo Magno (o, secondo altri, l’imperatore Ludovico il Pio) regola le attività dei poderi – appunto le ville – non include lo zafferano fra le piante, oltre cento, che il responsabile del feudo deve far coltivare, affinché il castello e il borgo le abbiano a disposizione.<br />
Ancora nel 1549, Cristoforo da Messisburgo, scalco alla corte del cardinale Ippolito d’Este a Ferrara e autore del fondamentale testo Banchetti e composizione di vivande, include il croco intero (probabilmente intende i pistilli) e pesto fra le speziarie essiccate non fra i prodotti delle coltivazioni.<br />
Se il conte palatino – Messisburgo lo era &#8211; segnala questo insostituibile aroma, lo fa seguendo, a un secolo di distanza, il giudizio espresso dal Platine, nel famoso ricettario umanistico «Della onesta voluttà».<br />
Col suo colore e sapore, migliora le vivande che difettino di tale qualità. Un pregio che alla corte estense viene esaltato inuna delle ricette che ci riportano alla corte Jaipur: il riso in brodo con rossi d’uovo e zafferano detto «alla ciciliana».<br />
Nella Materia Medica di Pedanio Dioscoride (1°secolo d.C.) sono indicati gli  effetti  terapeutici dello zafferano noti nell’antichità. Nella traduzione di quest’opera fatta dal medico botanico senese Matthioli (1501-1577) nel libro del Discoride, capitolo XXV (del Croco) pag. 76 (ediz. Venezia, 1564) si legge: <em>“Dicono alcuni, che il croco, bevuto con l’acqua al pesi di tre dramme, ammazza d’allegria. Ha virtù di maturare, mollificare e leggermente costringere: provoca l’orina, fa buon colore. Bevuto con vino passo, vale contro l’ubriachezza. Applicato con latte umano, ferma il flusso degli occhi; si mette utilmente nelle bevande per lenire i dolori intestinali; si applicano pezzuole di impiastro di zafferano per lenire i dolori mestruali o su ferite e infiammazioni. Stimola in fine la lussuria. Omero ne parla come profumo e medicamento”</em> (Iliade XIV, 348).<br />
Nell’epoca rinascimentale lo zafferano era considerato calmante della tosse, miglioratore del metabolismo, abortivo, per quanto attiene le proprietà medicamentose, e digestivo e per le proprietà alimentari.<br />
Lo zafferano si trova in quasi in tutte le ricette, tanto da far pensare che ogni medicamento contro la peste fosse di colore giallo; esiste allora un rapporto fra il colore del medicamento e quello del malato nella cura della peste.<br />
Secondo il principio delle “rassomiglianze” caro a Paracelso e alla sua scuola, si potrebbe dire di si, se si considera che il medico Giovanni De Albertis nel XV secolo aggiunse alle caratteristiche della peste una nota tratta dalla sua esperienza personale e cioè che il malato di peste ha un colorito “quasi itterico” (cfr. A. Castiglione, “il volto di Ippocrate”, Milano 1925).<br />
Plinio (Historiae Naturalis, XXI, 81 e 82) ricorda un unguento (noto come crocromagna) che si usava per la cataratta.<br />
La crocomagna è tradotta come “feccia di zafferano” e sembra sia stata usata in medicina: questa è l’unica presenza nella letteratura gastronomica; sembra che la crocomagna fosse il residuo dell’estrazione dell’olio di zafferano (Marco Gavio Apicio,).<br />
Pillole magistrali contro la peste (anche nel ricettario fiorentino) entra lo zafferano, nonché nei vescicatoi e nei linimenti da applicare sul corpo per favorire la maturazione dei bubboni.<br />
Anche nel Ricettario Senese (Siena 1777) vi sono ricette che contengono lo zafferano, come “l’olio da bachi” per bambini e il balsamo del Piccolomini che sana le ferite, incarna e cicatrizza.<br />
Il medico sangimignanese Marcantonio Montigiani affermava che lo zafferano giova agli occhi in particolare per la malattia detta dai Greci glaucoma, ma già in un erbario medievale del XIII sec. si trova una miracolosa ricetta per guarire la cateratta nella quale c’è anche l’acqua distillata di zafferano.<br />
Lo zafferano, detto dal Fioravanti “elettuario angelico per la peste” è ingrediente di un “digestivo” secondo la lista di uno speziale di San Gimignano.<br />
Tuttora è usato come eupeptico o colorante, comunque la droga può esercitare azioni eccitante o deprimenti del sistema nervoso fino all’ipnosi e questo richiama alla mente che anche un medico scriveva : “l’olio di zafferano fiutato con le narici fa dormire”.<br />
Nel commercio lo zafferano si distingue, secondo la provenienza, in: zafferano italiano, di cui quello dell’Aquila è il più stimato; zafferano francese o di Gatinois, che è pure molto pregiato; zafferano spagnolo, spesso unto, per fargli acquistare bella presenza; zafferano orientale, quest’ultimo è di qualità scadente.<br />
Tra le specie utilizzate per la sofisticazione dello zafferano ci sono il cartamo, una composita di cui il seme è purgativo e che viene chiamato anche zafferano o zafferanone bastardo o di Germania e la curcuma rotonda o lunga secondo il rizoma detta zafferano d’India, che è aperitiva e diuretica.<br />
Il cartamo, la curcuma erano usate anche per le qualità tintorie dai pittori.<br />
Il colchico autunnale è una <em>L. Liliacea</em> chiamata anche zafferano silvestre dalla radice mortale che giova esternamente per la gotta.<br />
Sono sostanze sofisticate il Croco di marte aperitivo detto “zafferano di Marte aperitivo” che è una preparazione di carbonato ferrico e ossido ferrino idrato e lo “zafferano di Antimonio” che è ossido bruno di antimonio.<br />
Lo zafferano era utilizzato sia come droga sia come colorante per tingere i panni in giallo. Conosciuto fin dall’antichità e coltivato in Italia, vide ridurre la sua coltura in età barbarica ai soli orti dei monasteri. Solo dall’XI secolo ritroviamo fonti che documentano la coltura dello zafferano e la sua commercializzazione nelle città italiane e nel Mediterraneo.<br />
Coltivato in Toscana nei dintorni di Siena, San Gimignano e Volterra, lo ritroviamo esportato, in grandi quantità, dai mercati sangimignanesi, che utilizzavano la marineria pisana, nei mercati levantini e quelli dell’Africa settentrionale.<br />
Anche i mercanti genovesi commerciavano zafferano toscano oltre che quello francese e quello spagnolo. I Veneziani invece commerciavano soprattutto lo zafferano della Marca e quello abruzzese.<br />
Secondo il Petino la produzione dello zafferano in età medioevale poteva raggiungere le 500 some che corrisponderebbero all’incirca a 850 quintali.<br />
L’Italia, la Spagna e la Francia erano i maggiori produttori, ognuno dei quali aveva una produzione di poco meno di un terzo del totale, seguivano minori per importanza, l’Austria, l’Ungheria e la Moravia, per quanto riguarda la Turchia la qualità del suo zafferano era molto scarsa, ma, dato il basso prezzo, poteva essere considerato come un concorrente.<br />
Nei decenni intorno al 1400, lo zafferano toscano era di gran lunga il migliore (e di particolare rilevanza era quello ottenuto a Montepulciano, Chianciano e Corsignano – l’attuale Pienza -), seguiva il lombardo (era considerato quello di Monferrato, in effetti piemontese, che era più copioso del lombardo), che si avvicinava al primo come prezzo; quello de L’Aquila, eguaglierà solo più tardi i primi due; mentre il marchigiano era scadente. Anche Norcia, Spoleto e Foligno offrivano zafferano che però non raggiungeva il valore di quello Toscano. Dalla fine del XIV secolo si insediava all’Aquila una colonia di mercanti tedeschi. I mercanti fiorentini che agivano nella stessa città, commerciarono lo stesso prodotto: negli anni 1459-1464, l’azienda dei Della Casa–Guadagni, vendeva a Ginevra zafferano inviatole da Pasquale di Santuccio dell’Aquila e Paolo di Saniate di Sulmona.<br />
Secondo Plinio il vecchio (vedi anche «Istoria naturale tradotta da Ludovico Domenichi» Venezia 1561) giova alle <em>«esulcerazioni dello stomaco, petto, reni, fegato e polmoni, è utile la tosse e mal di petto, provoca la lussuria e unito a un’altra erba magica e a vino di palma, serve ai magi e ai re di Persia per far più belli i loro corpi»</em>.<br />
Inoltre lo zafferano veniva importato soprattutto dalla Cilicia (regione dell’Asia Minore, attualmente facente parte dalla Turchia) perché utilizzato come pianta saporifica ed afrodisiaca.<br />
Apicio lo cita come ingrediente nel vino d’assenzio romano, in qualità di digestivo. Plinio e Auro Celso lo riportano come principale costituente di uno speciale collirio: <em>“diaciocu”,</em> particolarmente efficace.<br />
La scuola salernitana ne parla in questi termini: «lo zafferano conforta allietando e rafforzando le membra e il fegato sanando».<br />
Nel Medio Evo veniva considerato un dispensatore di allegria, tanto da dire che «ha dormito su di un sacco di zafferano» per indicare una persona ilare.<br />
È indubbio che l’elevato valore della droga determinò fin dal Medio Evo una specifica disciplina e normativa che ne regolava il commercio, al punto che le Repubbliche marinare avevano fondato dei “Banchi dello zafferano”.<br />
Dioscoride lo considera un efficace antispasmodico e anticonvulsivo, altri studiosi quali Ippocrate, Teofrasto, Galeno assegnavano allo zafferano proprietà medicinali e voluttuarie, gli arabi lo consideravano un emmenagogo.</p>
<p><strong>Carla Liberto</strong><br />
Specializzata in Erboristeria, Alimentazione Naturale ed Intolleranze Alimentari</p>
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		<title>…sto solo invecchiando! (Stefania Falcinelli)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Falcinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come naturopati  accogliamo tutti gli insegnamenti della natura, nel senso più esteso del termine, ma è proprio tra le leggi della natura l’invecchiamento ed è fondamentale che noi per primi ne comprendiamo profondamente i meccanismi e le implicazioni a vari livelli.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/%e2%80%a6sto-solo-invecchiando-stefania-falcinelli.html/sto_solo_invecchiando" rel="attachment wp-att-3396"><img class="alignnone size-full wp-image-3396" title="sto_solo_invecchiando" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/sto_solo_invecchiando.jpg" alt="" width="285" height="102" /></a></em></p>
<p><em>“ Sai  i miei dolori… forse ho esagerato&#8230; ma in verità sto bene&#8230; in realtà&#8230; sto solo invecchiando”.</em><br />
Ha il sapore di un’improvvisa consapevolezza, un nuovo parametro che all’improvviso prende forma tra le valutazioni dell’essere umano.<br />
La mente è un’incantevole giovincella che cambia con fatica i suoi standard operativi e tanto meno prende automaticamente consapevolezza dei cambiamenti in efficacia dei suoi strumenti.<br />
Come naturopati  accogliamo tutti gli insegnamenti della natura, nel senso più esteso del termine, ma è proprio tra le leggi della natura l’invecchiamento ed è fondamentale che noi per primi ne comprendiamo profondamente i meccanismi e le implicazioni a vari livelli.</p>
<p>Da qualche anno sono aumentati gli studi sulla genetica per comprendere e modificare le dinamiche biologiche di questa fase della vita … ottimo se si raggiungono traguardi per quanto riguarda malattie come l’Alzheimer  o il Parkinson ma meno quando si rincorre un miraggio di immortalità.<br />
Geneticamente siamo programmati alla riduzione dell’efficienza dei nostri organi affinché si realizzi il principio primo dell’evoluzione di ogni creatura vivente: lasciare il posto ai nuovi arrivati, dotati di un pacchetto genetico arricchito di quella memoria alla quale abbiamo contribuito.<br />
Come si fa ad accettare questa fase della vita che per definizione ci toglie ciò che questa società esalta?<br />
Il ruolo del <em>Senex</em> è ancora importante? <br />
Era il saggio, colui che siede stanco ed accoglie le domande del giovane inesperto, giovane riconoscente ed attento alle parole sapienti di colui che ha” già visto”.<br />
Siamo lontanissimi da questa visione.<br />
Tutto è obsoleto in fretta,” i vecchi” poi “vivevano in un altro mondo”, frase stra consumata dai giovani e molto vera.<br />
Già, perché questo è un mondo che riconosce il domani come espressione del nuovo senza radici, dove il vecchio ha senso solo come oggetto prezioso o come ostinata presenza in termini di conservazione del potere, in attesa di un elisir che permetta di restare ben avvinghiati il più a lungo possibile.</p>
<p>L’aspetto fisiologico, psicologico, le molteplici situazioni legate all’anziano all’interno della famiglia e la comunità, tanti gli aspetti che come naturopati dobbiamo considerare per aiutare ad accogliere le varie trasformazioni che riguardano questo passaggio di vita.<br />
Gli aiuti sono molteplici dall’alimentazione, agli oligoelementi, alla fitoterapia, ai fiori di Bach ma mai dimenticare che è un percorso determinato che prevede l’interazione serena, l’osservazione amorevole, la crescita spirituale, la preparazione alla chiusura di un cammino che ha fondamentalmente  una sua ragione naturale.<br />
È tenendo presente questo approccio che possiamo essere efficaci.<br />
Sono le stesse persone che ci chiedono consigli da naturopati che ci regalano la possibilità di conoscere cosa realmente vuol dire invecchiare (supponendo che parlo a persone che ancora non hanno questa esperienza diretta), che ci indicano la strada per comprendere come aiutarli.<br />
Capita di vivere con loro il prima ed il durante ed osservare ciò che accade come qualcosa che interviene oltre ogni altra conoscenza diretta, appare come il confrontarsi con l’inesorabilità di qualcosa che assume una forma che non ha legami con la malattia ( il diritto alla morte naturale)  o la poca attenzione al benessere fisico.</p>
<p>Ho gioito per ciò che mi ha regalato un giorno una persona che, ascoltati ed applicati alcuni suggerimenti salutari con regolarità da tempo, sorridendomi,  mi disse: <em>&#8220;Grazie per avermi aiutato con il suo impegno ed i suoi consigli  a prendermi cura di me ed a sentirmi oggi in forma &#8230; vede, so che va tutto bene e che sto solo invecchiando&#8221;.</em></p>
<p><strong>Stefania Falcinelli<br />
</strong>Naturopata, Erborista, Esperta in Craniosacrale e Riflessologia Plantare, insegnante di lingue straniere, educatrice, collaboratrice professionale per attività scientifiche nell’ambito della tutela dell’ambiente e operatrice sociale in Italia ed all’estero per Ong<br />
<a href="mailto:stefania.falcinelli@alice.it">stefania.falcinelli@alice.it</a></p>
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