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	<title>Naturopatiaonline&#124;Magazine</title>
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	<description>Naturopatia OnLine Magazine</description>
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		<title>XX edizione degli &#8220;Incontri Mediterranei&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 15:54:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione naturopatia online</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalle Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[incontri mediterranei]]></category>
		<category><![CDATA[pioppi]]></category>
		<category><![CDATA[Prof. Alberto Fidanza]]></category>

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		<description><![CDATA[La XX edizione degli "Incontri Mediterranei", promossa da Cronache Cilentane (Mensile di informazione del Cilento, Vallo di Diano e Alburni) si terrà a Pioppi (SA) il 12 agosto 2010 nello spazio antistante il palazzo Vinciprova alle ore 21.00.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>XX edizione degli &#8220;Incontri Mediterranei&#8221;</strong>, promossa da Cronache Cilentane (Mensile di informazione del Cilento, Vallo di Diano e Alburni) si terrà a Pioppi (SA) il 12 agosto 2010 nello spazio antistante il palazzo Vinciprova alle ore 21.00.<br />
Saranno presenti tutti i relatori che nel corso di 20 anni hanno portato il loro contributo scientifico alla manifestazione.<br />
Presiederà il <strong>Prof. Alberto Fidanza</strong>.<br />
Aprirà i lavori il <strong>Dr. Luigi Crispino</strong>, <em>Direttore degli Incontri Mediterranei.<br />
</em>Coordinerà il <strong>Dott. Antonio Migliorino.</strong></p>
<p><strong>XX edizione degli &#8220;Incontri Mediterranei&#8221;<br />
Pioppi, 12 agosto 2010<br />
ore 21.00</strong></p>
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		<title>La via del sale&#8230;(Stefania Luccarini)</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 15:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Luccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[La quantità di sale raccomandata dagli esperti è di circa 6 gr al giorno ma a tavola si tende ad esagerare e andare ben oltre la dose consigliata.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2171" href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/?attachment_id=2171"><img class="alignnone size-full wp-image-2171" title="sale" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/sale.jpg" alt="" width="277" height="101" /></a></p>
<p>La quantità di sale raccomandata dagli esperti è di circa <em>6 gr</em> al giorno ma a tavola si tende ad esagerare e andare ben oltre la dose consigliata.<br />
Il sale (<em>cloruro di sodio),</em> nella giusta quantità è indispensabile al buon funzionamento dell’organismo, esso infatti  regola la trasmissione dell&#8217;impulso nervoso, il bilancio idrico, l&#8217;equilibrio acido-base e la permeabilità di membrana.<br />
Un apporto ridotto di sale nella dieta può, specie nei periodi estivi, favorire l&#8217;insorgenza di crampi, diminuendo l&#8217;appetito e la lucidità mentale. <br />
Un consumo smodato di sale comporta invece  non solo il rischio di <em>ipertensione arteriosa</em> ma anche di malattie come <em>l’osteoporosi:</em> l’eccesso di sale infatti comporta l’escrezione renale del calcio, essenziale per il mantenimento della struttura ossea; <em>l’obesità:</em> in genere, chi abusa di sale e cibi salati infatti, per ridurre la sete ripiega su bevande zuccherine, ricche di calorie.<br />
In media infatti, siamo portati ad assumerne circa il doppio e la quota sale ulteriormente se includiamo nella nostra dieta cibi pronti.<br />
Mangiare cibi totalmente privi di sale sarebbe però un errore: quei 6 gr giornalieri consigliati devono aggiungersi al <em>sodio</em> già presente naturalmente negli alimenti.<br />
Nell’industria alimentare però viene <em>“buttato”</em> sale in abbondanza per produrre cibi sempre più appetibili: crackers, formaggi, patatine fritte, minestre liofilizzate, cereali per la colazione, pesce affumicato, salsine varie, snacks in genere…. il sale viene soprattutto da questi.<br />
Ma, attenzione, il sale è anche l’ingrediente per eccellenza di insaccati: tra questi, quello che ne vanta il più alto contenuto è il prosciutto crudo e non il salame (a dispetto del nome!).<br />
Ma allora, quali sono i piccoli trucchi da adottare per ridurre l’uso di questo <em>“condimento – alimento”</em> senza però rinunciare al gusto?<br />
Per mantenere la dose di 6 gr di sale al giorno, è necessario fare attenzione al momento in cui esso viene aggiunto.<br />
Per le verdure ad esempio è consigliabile aggiungerlo all’acqua di cottura, quando vengono lessate: in questo modo, si evita anche la dispersione in acqua dei preziosi <em>sali minerali</em> di cui esse sono ricche. Il medesimo pizzico di sale, andrebbe aggiunto quando si opta per la cottura in padella: ciò consente la fuoriuscita dei succhi e il mantenimento del loro sapore senza dover aggiungere acqua.<br />
I legumi però meritano un discorso a parte poiché, per preservarne la morbidezza è opportuno aggiungere sale giusto dieci min. prima di toglierli dal fuoco.<br />
Ci sono poi delle pietanze per le quali il palato reclama una buona dose di sale: fagiolini, patate, funghi, riso e cereali in genere… altre invece come broccoli, cicoria, biete si fanno gustare pure al naturale.<br />
Tuttavia, per ridurre la quota di sale senza per questo rinunciare ad un pasto saporito possiamo ricorrere ad <em>erbe e spezie</em>: oltre ad aumentare l’appetibilità delle pietanze, forniscono anche una buona dose di <em>sali minerali</em>.<br />
Ognuno può cercare la sua “combinazione” ideale, comunque in genere: la <em>salvia</em> sposa bene con i fagioli cannellini, <em>l’origano e il basilico</em> sui pomodori e fagiolini, <em>timo e dragoncello</em> sulle carote, <em>timo o mentuccia</em> sui carciofi… il <em>prezzemolo</em> poi, su pesce, verdure, carni….direi quasi ovunque!<br />
Ma, se amate il cibo particolarmente saporito, ci sono spezie come la <em>curcuma, il cumino, lo zenzero, la cipolla</em>…per l’agro invece, aceto, succo di limone, aceto umeboshi….provate poi, la scorza degli <em>agrumi </em>aggiunta all’insalata o alle carote: dà un tocco veramente particolare e sfizioso!<br />
Ancora, potrei menzionare la salsa di soia, il gomasio… ma, purtroppo sono molto ricchi di sale.<br />
Ma, fra le tante varietà presenti in commercio, come orientarsi per la scelta?<br />
Infatti, c’è <em>sale e sale</em>….<br />
Il comune sale da cucina, diventa così candido in seguito al processo di raffinazione cui viene sottoposto e che di fatto lo priva di importanti sostanze minerali (<em>magnesio, manganese, selenio, iodio)</em> che spesso siamo costretti a ricercare nei costosi <em>integratori alimentari.</em><br />
Eclatante poi,  è il caso del sale iodato che altro non è che sale raffinato al quale è stato aggiunto dello iodio, indispensabile per il funzionamento della tiroide: l’industria aggiunge ciò che elimina in fase di lavorazione! Questo è paradossalmente assurdo! <br />
Ma, allora perché raffinarlo?<br />
Il motivo risiede nel fatto che la piccola quantità di <em>magnesio </em>contenuta nel sale “grezzo” assorbe umidità lasciando “bagnato” il sale  rendendolo così poco “commerciabile”.<br />
Per ovviare al problema però, basterebbe qualche chicco di riso nella saliera…</p>
<p>In conclusione, sono tanti i motivi per i quali dovremmo optare per il sale integrale reperibile nei negozi di alimentazione biologica dove, a fianco al nostro sale proveniente dalla Sicilia, possiamo trovare altre specialità come il<strong> Sale Rosa Himalayano</strong> ricchissimo di sali minerali, il <strong>Sale atlantico</strong> dalla tipica colorazione grigia poiché più ricco di <em>alghe e principi minerali</em>, il <strong>Fior di sale</strong> tipico della Bretagna meridionale, di colore grigio e particolarmente friabile nonché i vari tipi di sale arricchiti di erbe e <em>spezie.</em></p>
<p><strong>Stefania Luccarini<br />
</strong>Esperta in alimentazione, intolleranze alimentari ed erboristeria<br />
<a href="mailto:vaniglia_ama@yahoo.it">vaniglia_ama@yahoo.it</a></p>
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		<title>Fiori di Bach e Enneagramma (Dott. Alessandro Drago)</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 17:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Drago</dc:creator>
				<category><![CDATA[Naturopatia]]></category>
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		<category><![CDATA[carattere e nevrosi]]></category>
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		<category><![CDATA[Fiori di Bach; Enneagramma; Salute; Psicoterapia della Gestalt]]></category>
		<category><![CDATA[fissazione]]></category>
		<category><![CDATA[psico-fisico]]></category>

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		<description><![CDATA[Scopo di questo articolo vuole essere quello di offrire una visione di insieme tra uno strumento psicoterapeutico di analisi del carattere come l'Enneagramma e l'uso dei rimedi floreali offerti dalla floriterapia di Edwar Bach, senza alcuna pretesa di voler spiegare lo strumento enneagrammatico nella sua interezza e complessità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2179" href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/?attachment_id=2179"><img class="alignnone size-full wp-image-2179" title="enneagramma e fiori di bach" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/enneagramma-e-fiori-di-bach.jpg" alt="" width="305" height="96" /></a></p>
<p>Scopo di questo articolo vuole essere quello di offrire una visione di insieme tra uno strumento psicoterapeutico di analisi del carattere come l&#8217;<strong>Enneagramma</strong> e l&#8217;uso dei <strong>rimedi floreali </strong>offerti dalla floriterapia di Edwar Bach, senza alcuna pretesa di voler spiegare lo strumento enneagrammatico nella sua interezza e complessità.<br />
Come ricorda <strong>Claudio Naranjo </strong>in “<em>Carattere e nevrosi</em>” l&#8217;origine dell&#8217;Enneagramma è immersa fondamentalmente nell&#8217;ombra del mistero, a noi Europei è giunto con l&#8217;insegnamento dei maestri Sufi che lo utilizzavano per individuare e comunicare ai discepoli il loro tipo psicologico.<br />
L&#8217;impostazione dell&#8217;Enneagramma collega il malessere psico-fisico dell&#8217;individuo al perdurare di una precoce strategia adattiva che interferisce con la normale saggezza dell&#8217;organismo. Questa precoce strategia adattiva può essere compresa alla luce di un contesto doloroso in cui ha avuto origine e di un tipo di apprendimento che l&#8217;organismo in evoluzione ha assimilato, non in modo spontaneo, ma sotto forma di coercizione.<br />
La caratteristica primaria di questo adattamento doloroso risiede nella fissazione emotiva e cognitiva, come reazione di emergenza ad un qualcosa di esterno che viene percepito dal bambino in termini di pericolo o di minaccia.<br />
Il problema di questo tipo di fissazione è che l&#8217;individuo, anche nello stato adulto, non è più capace di <em>“fare esperienza”</em> creativa e costruttiva per la propria crescita personale, ma le nuove esperienze di vita vengono assimilate come uguali e ripetitive, ancorate ad un passato sofferente dell&#8217;individuo, di solito avvenuto in un contesto familiare disturbato.<br />
La fissazione, la coercitività, la perdita della capacità di reagire in maniera creativa al presente sono condizioni tipiche del funzionamento nevrotico delle persone. La stessa parola carattere, termine derivante dal greco, significa <em>“scolpire”</em> ovvero ciò che rimane costante nella persona in quanto <em>“scolpito dentro”.</em><br />
In sintesi l&#8217;Enneagramma è la teoria del carattere che lega il malessere psico-fisico di ciascun individuo al perdurare di una strategia adattiva che interferisce in modo irregolare nell&#8217;omeostasi dell&#8217;organismo durante tutto il suo ciclo di vita, generando lo stato di nevrosi.<br />
La domanda, a questo punto, è la seguente: <em>“Come guarire da questa dis-omeostasi e dis-equilibrio dell&#8217;organismo?”.<br />
</em>La risposta più saggia è che non si può guarire, ma che si può plasmare il proprio funzionamento nevropatico, attraverso una migliore autoregolazione dell&#8217;organismo a seconda delle situazioni contingenti ed ambientali, migliorando decisamente la qualità della vita della persona.<br />
Per fare questo vi sono due modalità: la prima modalità, principale e di assoluta importanza, è quella del percorso psicoterapeutico; la seconda, di una sua comunque rilevanza, seppure secondaria e con benefici a breve termine e non a lungo termine, come nel caso del percorso psicoterapeutico, è affidata alla Floriterapia di Bach.<br />
L&#8217;assunzione di un determinato fiore può aiutare, infatti, la persona, da un punto di vista biologico e corporeo, a trovare una maggiore autoregolazione organismica in modo naturale, aiutandola ad <em>“alleggerire”</em> la maschera caratteriale.<br />
I cosiddetti fiori di estensione sono particolarmente adatti a questo scopo, in quanto intervengono nelle reazioni che ogni individuo esprime rispetto alle influenze ambientali e dell&#8217;esterno percepito come costantemente difficile.<br />
Compito, poi, del floriterapeuta esperto sarà quello di volerli combinare con fiori guaritori e/o i fiori aiutanti di Bach, a seconda della persona che gli è davanti e di ciò che gli si presenta caso per caso.<br />
Vediamo più nel dettaglio, a questo punto, la relazione carattere &#8211; fiore di Bach. Esistono, secondo la visione enneagrammatica, nove caratteri che si rifanno ad una precisa struttura geometrica a “stella” dove ogni singola punta reca in sé un carattere, a differenza dei quattro temperamenti di Ippocrate e dei cinque tipi bioenergetici di Alexander Lowen.<br />
Queste nove passioni, nel senso etimologico di pena e travaglio, dominanti hanno caratteristiche strutturali e meccanismi di difesa peculiari; e vengono definiti tecnicamente con il termine di “enneatipo”; sono nella fattispecie:</p>
<ul>
<li>enneatipo 1: rabbia e perfezionismo;</li>
<li>enneatipo 2: superbia e istrionismo;</li>
<li>enneatipo 3: vanità e inautenticità;</li>
<li>enneatipo 4: invidia e carattere depressivo – masochista;</li>
<li>enneatipo 5: avarizia e distacco patologico;</li>
<li>enneatipo 6: vigliaccheria e carattere paranoide;</li>
<li>enneatipo 7: gola e personalità narcisistica;</li>
<li>enneatipo 8: lussuria e sadismo;</li>
<li>enneatipo 9: inerzia psicospirituale e accidia;</li>
</ul>
<p>Rimandando a testi specifici sull&#8217;Enneagramma per comprendere esaustivamente i suddetti caratteri, di seguito esporrò brevemente, ed è questo poi l&#8217;intento pragmatico dell&#8217;articolo, quale fiore di Bach sia più adatto all&#8217;organismo a seconda del proprio enneatipo e della sofferenza psichica che ne è direttamente coinvolta.<br />
Dunque:<br />
<strong>Rabbia e perfezionismo (enneatipo 1):</strong> sono soggetti molto ansiosi che sembrano poter implodere o esplodere all&#8217;improvviso e che temono di perdere il controllo emozionale. Hanno paura a esternare tale sensibilità e per questo tendono a tenere tutto dentro, con la paura di esplodere da un momento all&#8217;altro e che questo comporti conseguenze distruttive nei confronti delle relazioni interpersonali.<br />
Il fiore di Bach consigliato è il <em>Cheery Plum </em>che aiuta ad avere maggiore fiducia in se stessi e produce un senso di rilassamento psico-fisico. È il primo fiore che sboccia dopo l&#8217;inverno e annuncia il ritorno della primavera, quasi a simboleggiare un passaggio dal buio alla luce.<br />
<strong>Superbia e istrionismo (enneatipo 2):</strong> sono persone la cui passione è l&#8217;orgoglio che può sconfinare spesso nella superbia. Sono apparentemente indipendenti ma sotto la “maschera” recano una dipendenza dall&#8217;”altro” ed una difficoltà a esternare i propri bisogni, se non in forma eccessivamente teatralizzata con una emotività diffusa e un altruismo eccessivo nei confronti delle persone.<br />
Il fiore indicato è il <em>Red Chestnut</em>, questo rimedio è opportuno per coloro che si preoccupano eccessivamente del benessere delle persone amate, per chi vive costantemente nell&#8217;ansia che possa succedere qualcosa di grave alle persone che gli gravitano intorno. Difatti il carattere 2 spesso non è consapevole che la sua preoccupazione nei confronti degli altri ed il loro voler “aiutare” le persone intorno è in realtà una ricerca continua di un bisogno di riconoscimento affettivo, e non di un sincero spirito altruistico che possa prescindere da questa manipolazione.<br />
<strong>Vanità e inautenticità (enneatipo 3):</strong> il carattere vanitoso scambia l&#8217;immagine e l&#8217;apparenza con il suo sé reale, con ciò che prova e sente nei confronti dell&#8217;ambiente esterno. La passione vanitosa lo porta a dare più importanza a come le persone lo possono giudicare nella sua immagine esterna, piuttosto che a esporsi come è nella sua sostanza con vizi e virtù. Il “falso sé” è, quindi, la problematica più importante per questo tipo di carattere, che gli serve a dare una “buona immagine” agli altri rispetto a ciò che prova veramente.<br />
Il fiore indicato è l&#8217;<em>Elm</em>, questo rimedio è indicato per alleviare le pressioni esterne sentite come “doverose” per mantenere prestazioni che soddisfino continuamente il desiderio di essere visti come “bravi e capaci”. Il fiore agisce nell&#8217;organismo recando maggiore serenità nell&#8217;esternare le emozioni senza preoccupazioni.<br />
<strong>Invidia e carattere depressivo-masochista (enneatipo 4):</strong> l&#8217;enneatipo 4 desidera costantemente ciò che non possiede, portandolo ad appassionarsi all&#8217;invidia di aspetti personali e che vede negli altri ma che, nella sua intimità depressivo-masochistica, non sente di riuscire ad ottenere. Questo lo porta a lamentarsi frequentemente delle situazioni nella vita quotidiana, senza però interrogarsi sulla propria responsabilità di azione per poter avere e possedere ciò di cui ha bisogno.<br />
Il fiore indicato è il <em>Crab Apple</em>, in quanto è il rimedio più adatto in floriterapia come elemento di purificazione per coloro che rifiutano se stessi fino ad odiarsi, soprattutto nell&#8217;espressione autentica di ciò che si desidera ardentemente. Il <em>Crab Apple</em> è un cespuglio o albero che si può trovare a diverse altitudini in zone di montagna.<br />
<strong>Avarizia e disacco patologico (enneatipo 5):</strong> il termine “avarizia”, nell&#8217;enneatipo Cinque, fa riferimento alla difficoltà del saper “dare” nella relazione affettiva. Sono persone chiuse in se stesse in una sorta di “torre d&#8217;avorio”, difficilmente penetrabili nel loro mondo emotivo e per questo si difendono ponendo nei confronti dell&#8217;altro una distanza eccessiva e spesso di natura patologica, che interferisce significativamente nelle competenze interpersonali del carattere più “chiuso” dell&#8217;Enneagramma, tipicamente schizoide.<br />
Il fiore di Bach consigliato è il <em>Larch</em> che serva a sviluppare il coraggio di esporsi maggiormente e mettersi alla prova, aumentando la fiducia in se stessi e ad avvicinarsi maggiormente all&#8217;alterità percepita come preoccupante. Il <em>Larch </em>è una conifera molto robusta che cresce fino a 2500 metri di altitudine.<br />
<strong>Carattere paranoide e accusa (enneatipo 6):</strong> una caratteristica fondamentale tra quelle che individuano il tipo Sei è la paura congelata e uno stato di allarme perenne di fronte ad un pericolo, che ha cessato di essere minaccioso, ma che continua ad essere immaginato come tale. Ha un pensiero prevalentemente paranoide dove il dubbio alberga costantemente e che porta l&#8217;enneatipo Sei a fare continui pensieri di causa/effetto sulle cose che gli accadono, dubitando spesso di sé e degli altri. Questo dubbio nei riguardi degli “altri” lo spinge a farsi diversi “nemici” in quanto sospetta e accusa gli altri delle loro azioni, che considera pericolose per la propria sopravvivenza emotiva.<br />
Il fiore consigliato è l&#8217;<em>Aspen</em>, un alberello sottile che raramente supera i 2-3 metri di altezza, particolarmente adatto per chi soffre di ansia immotivata e attacchi di panico. L&#8217;effetto del fiore <em>Aspen</em> è quello di trasmettere maggiore senso di sicurezza e fiducia in se stessi e negli altri.<br />
<strong>Gola e personalità narcisistica (enneatipo 7):</strong> la passione del carattere 7 è la gola intesa come continua ricerca di nuove esperienze che lo portano un “qui” insoddisfacente a un “altrove” sempre ricco e pieno di promesse. Questa insaziabilità del goloso si nasconde dietro ad una apparente soddisfazione che interiormente, però, avverte come dolorosa e da cui non intende prendere contatto. Per fare questo tipo di operazione difensiva usa l&#8217;evitamento della sofferenza, ed una tendenza all&#8217;edonismo che gli permette di fare sempre cose “belle” e da cui si può nutrire senza dover soffrire troppo, soprattutto nelle relazioni interpersonali vissute mai intensamente ma ad un livello molto superficiale.<br />
Il fiore consigliato è il <em>Chestnut Bud </em>è adatto a chi ha difficoltà a stabilire il contatto con la realtà, è sempre in fuga dalle cose spiacevoli e poco interessanti per cercarne ossessivamente di nuove.<br />
<strong>Carattere sadico e lussuria (enneatipo 8):</strong> il tipo lussurioso difende appassionatamente la sua lussuria e la lussuria in generale come stile di vita. La tendenza ad annoiarsi quando non si disponga di stimoli sufficienti, il desiderio smodato di eccitamento, l&#8217;impazienza, l&#8217;impulsività, rientrano nell&#8217;ambito della lussuria. In questo carattere vi è la soddisfazione nel rivendicare continuamente la sfera dell&#8217;impulsività, il piacere del proibito e soprattutto il piacere sadico di affermare, su di sé e su gli altri, la lotta per il piacere in maniera trionfalistica.<br />
Il fiore di bach consigliato è il <em>Willow</em>, i cui fiori sbocciano all&#8217;inizio di Maggio solitamente su terreni umidi o ai margini di corsi d&#8217;acqua. <em>Willow </em>serve essenzialmente a reprimere la collera e a sciogliere le tensioni muscolari, è particolarmente adatto a chi si sente vittima degli altri e degli eventi reagendo con risentimento attraverso azioni esplicite e vendicative nei confronti dell&#8217;esterno.<br />
<strong>Inerzia psicospirituale e tendenza alla mediazione (enneatipo 9):</strong> l&#8217;inerzia psicologica nei confronti delle relazioni e delle cose che gli accadono è la passione che contraddistingue il carattere 9. Questa apatia nei riguardi del mondo si associa ad un generale stato di rassegnazione nei confronti degli eventi della vita percepiti come non modificabili, attraverso il senso di responsabilità individuale ed il proprio comportamento. Il carattere 9 è facilmente distraibile e assume solitamente abitudini da “automa”, nel senso di essere meccanico e poco espressivo attraverso il corpo.<br />
Il fiore consigliato per questo carattere è l&#8217;<em>Hornbeam</em>, in quanto si addice a chi tende a procrastinare l&#8217;assunzione di nuovi impegni e a chi ha la sensazione di non farcela a causa della stanchezza. Questo fiore serve a ritrovare nuove energie per svolgere i compiti quotidiani e a recuperare l&#8217;interesse per le cose, aiuta a far uscire la persona dallo stato apatico. L&#8217;<em>Hornbeam </em>è un albero di alto fusto, snello e sinuoso alto quasi 20 metri di altezza.</p>
<p><strong>Dr. Alessandro Drago</strong><br />
Psicologo – Bioterapeuta<br />
Specializzando in Psicoterapia Gestaltica Integrata<br />
<a href="http://www.alessandrodrago.com/">www.alessandrodrago.com</a></p>
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		<title>La bacca di Acai (Dott.ssa Maria Cristina Bertusi)</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 15:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Cristina Bertusi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L' Acai (nome latino Euterpe Oleracea) è una palma originaria dell'Amazzonia e diffusa soprattutto in Brasile, dove cresce formando anche piccoli boschi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/bacca_di_acai.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2141" title="bacca_di_acai" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/bacca_di_acai.jpg" alt="" width="287" height="102" /></a></p>
<p>L&#8217;<strong>Acai</strong> (nome latino <em>Euterpe Oleracea</em>) è una palma originaria dell&#8217;Amazzonia e diffusa soprattutto in Brasile, dove cresce formando anche piccoli boschi.<br />
Gli <strong>Indios dell&#8217;Amazzonia</strong> conoscono e usano questa bacca da sempre e ne ricavano una specie di <em>&#8220;Pozione Energetica&#8221;</em> unendola al guaranà.<br />
La bacca di Acai contiene numerose sostanze interessanti per le loro proprietà salutari.<br />
Vi si trova una notevole quantità di fibra che agisce come regolatore delle funzioni intestinali; numerose vitamine fra cui la Vit A, Vitamine del gruppo B, Vit. C e Vit. E e sali minerali quali Ferro, Fosforo, Calcio e Vanadio.<br />
Ciò che maggiormente ha catturato l&#8217;attenzione degli studiosi è stato, però, l&#8217;elevatissima quantità di sostanze antiossidanti presenti come antocianina, proantocianina, polifenoli e flavonoidi che conferiscono il caratteristico colore viola alla bacche.<br />
Insieme a questo pool di antiossidanti si trovano anche acidi grassi insaturi (omega 3 e omega 9) che contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo (specialmente HDL).<br />
Da tutto ciò deriva una indiscutiibile efficacia nel proteggere l&#8217;apparato cardio-circolatorio svolgendo un&#8217;azione vasoprotettiva e antinfiammatoria. <br />
Secondo alcune recenti osservazioni le antocianine della bacca di Acai si trovano, poco dopo la sua assunzione,  nel tessuto oculare in concentrazione tale da svolgere un&#8217;azione antinfiammatoria anche a carico di questo organo.<br />
Ultimo, ma non meno interessante, è la capacità della bacca di Acai di stimolare la secrezione di Leptina.<br />
Questo ormone secreto dal tessuto adiposo è in grado di provocare la sensazione di sazietà diminuendo così la ricerca del cibo.<br />
Di conseguenza l&#8217;Acai potrebbe risultare utile negli squilibri ponderali e nei dismetabolismi, anche se tutto questo richiede ulteriori approfondimenti.<br />
Attualmente in commercio sono disponibili numerosi integratori a base di Acai soprattutto in forma di compresse o succhi.</p>
<p><strong>Dott.ssa Maria Cristina Bertusi</strong><br />
Farmacista ed erborista, esperta in Alimentazione Naturale ed Intolleranze Alimentari<br />
<a href="mailto:cristina.bertusi@hotmail.it">cristina.bertusi@hotmail.it</a><br />
<a href="mailto:premuda3@hotmail.it">premuda3@hotmail.it</a><br />
<a href="http://www.dymmy.it/erboristerialaltea/">www.dymmy.it/erboristerialaltea/</a></p>
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		<title>Emozioni, forme-pensiero e campo energetico (Dott. Maurizio Maniccia)</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 14:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Maniccia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’uomo, più che una struttura biologica, è una struttura energetica.
È un campo energetico che contiene un corpo fisico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2127" href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/?attachment_id=2127"><img class="alignnone size-full wp-image-2127" title="campo_energetico.jpg" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/campo_energetico.jpg.jpg" alt="" width="290" height="123" /></a></p>
<p>L’uomo, più che una struttura biologica, è una struttura energetica.<br />
È un campo energetico che contiene un corpo fisico.<br />
Esiste una mente composta di energia sottile che guida le strutture, lo sviluppo e le funzioni biologiche degli esseri  viventi, e questa mente è il corpo energetico, che custodisce e gestisce le informazioni, che permettono ai viventi di essere ciò per cui sono programmati.<br />
Il flusso di energia, attraverso il campo,  scorre all’interno di canali energetici, che gli antichi <em>“Rishi”</em> definivano Nadi ma che ricercatori scientifici, tra i quali <strong>Paul Yanich</strong>, hanno evidenziato come questi canali potrebbero essere costituiti da raggruppamenti di molecole polarizzate elettricamente, quasi sicuramente molecole di acqua.<br />
Questa energia, dal campo energetico passa a quello fisico, raggiungendo tessuti, organi e cellule, le quali, grazie al processo di biotrasformazione, modificano le energie sottili in energia biochimica, necessaria per la  sopravvivenza cellulare.<br />
Il campo energetico circonda e compenetra il corpo fisico.<br />
È la manifestazione energetica della coscienza. È composto dall’energia vibratoria cosmica, tellurica e l’energia specifica che sostiene il corpo umano.<br />
Tutto ciò che disturba la capacità del corpo energetico di seguire il suo programma originale può essere considerato come un agente patogeno di natura energetica, energia congesta.<br />
Esiste quindi un campo che modifica la biochimica del corpo e può essere a sua volta influenzato dalle energie mentali ed emozionali.<br />
L’emozione è un potente collettore di energia. La rabbia, lo stress, le paure causano, tra l’altro, un incremento di ioni positivi di idrogeno nel corpo fisico, acidificandolo,  aggravando lo stato di ulcere, reumatismi e altre malattie croniche.<br />
Inoltre, le tossine ossidano ed eliminano  ioni negativi.<br />
Ricordiamolo: gli ioni sono atomi che, avendo acquistato o perduto un elettrone, non hanno più una carica elettrica neutra; possono essere positivi e negativi e sono i positivi quelli nocivi per la salute.<br />
Il pranoterapeuta, passando le mani sopra le zone squilibrate del corpo, agisce sugli ioni positivi.<br />
Gli effetti della ionizzazione sulla fisiologia umana si studiano da oltre sessanta anni. Si è riscontrato, infatti, la presenza di ioni positivi nelle aree congeste del corpo di una persona, mentre vi è prevalenza di ioni negativi quando la persona vive un momento di benessere.<br />
Le emozioni sono i messaggeri della realtà interiore e quando si manifestano a livello biochimico abbassano il potenziale del sistema immunitario, tanto da provocare forme di allergia, asma bronchiale o problematiche di natura infettiva che, ricordiamolo, può attecchire solo se il terreno della persona è in uno stato di debolezza immunitaria.<br />
Le forme-pensiero sono altrettanto importanti e sono collegate alle emozioni.<br />
Una forma-pensiero è una forte energia, è l’equivalente di un evento potenziale.<br />
Più ci si fissa su una forma-pensiero e più aumentano le possibilità che l’evento a cui è collegato alla fine accada.<br />
Ogni volta che si ripete la programmazione di una forma-pensiero aumenta anche, per risonanza sottile, il suo campo energetico.<br />
Concentrandosi e vivendo sui pensieri positivi sia le emozioni e tutto il campo energetico si adegueranno, così come il corpo biologico sostituirà ormoni dannosi con sostanze ed  ormoni benefici e il tasso delle endorfine aumenterà.<br />
Il corpo energetico, possiamo dire, è la persona stessa nella sua interezza, collegata all’Universo con la sua spiritualità.<br />
Qualunque forma di spiritualità, di preghiera, è energia, una forza elettrica polarizzata, formata da elementi di Terra e di Aria.<br />
È una possibilità di evoluzione perché permette il passaggio delle vibrazioni dalla materia corporea, lente, ampie, gravi e pesanti, a stadi più elevati, ad armoniche superiori, dove acquistano accelerazioni che creano per l’uomo una disponibilità nuova di risonanza, di ricezione di energie cosmiche più sottili, spirituali.<br />
Quando si medita, si prega, si recita un mantra,si cambia il proprio atteggiamento razionale, rallentando l’attività mentale, la volontà dell’Io, le proprie emozioni. E’ un cambiamento che predispone la persona a ricevere, ad assorbire forze nuove.<br />
È come un passaggio da uno stato elettrico ad uno magnetico, un passaggio dall’emisfero cerebrale sinistro a quello destro, con attività parasimpatica.<br />
Nel campo energetico, quindi, il campo spirituale modula e modifica i campi mentali ed emozionali, portando benessere ed armonia.<br />
Per il pranoterapeuta è fondamentale mantenersi in uno stato spirituale adeguato.<br />
La meditazione, la ripetizione di <em>Bija Mantra</em>, il suono, oltre che strumenti utilizzabili nella pratica, sono utili nel lavoro con se stesso, per la propria concentrazione, per il vuoto mentale attentivo, necessari anche per entrare in uno stato cerebrale dove le onde <em>“theta”</em> siano predominanti.<br />
Le onde <em>“theta”</em> sono lo stato di coscienza della guarigione.<br />
In generale, le onde <em>“alfa”</em> e <em>“theta”</em> sono attività del cervello destro e ciò significa un rallentamento dell’attività del pensiero, un rilassamento muscolare, un aumento della microcircolazione, una diminuzione dell’attività elettrica.<br />
Nello stato <em>“theta”</em> si ha libero accesso al proprio materiale inconscio, vi è l’associazione libera, la visualizzazione. <br />
È  il piano di lavoro in cui dovrebbe  operare il pranoterapeuta.</p>
<p><strong>Dott. Maurizio Maniccia<br />
</strong>Naturopata, Esperto in Pranoterapia e Craniosacrale<br />
<a href="mailto:manicciamaurizio@hotmail.it">manicciamaurizio@hotmail.it</a></p>
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		<title>La cornice teorica per un modello scientifico sul funzionamento della terapia omeopatica – II parte (Prof. Luciano D’Abramo)</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 14:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luciano D'Abramo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comitato scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[acqua omeopatica]]></category>
		<category><![CDATA[campo elettromagnetico]]></category>
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		<category><![CDATA[risonanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo articolo approfondisce gli aspetti biofisici del funzionamento cellulare, evidenziando come, in caso di noxa, potrebbero essere rilevanti per spiegare i meccanismi di azione dei preparati omepatici; il termine del problema, cruccio degli scienziati "ortodossi" , viene modificato radicalmente: non sono le molecole agenti responsabili dei processi regolatori e quindi del ripristino dell condizioni di normalità, quanto invece i segnali di natura elettromagnetica, presenti nell' "acqua omeopatica" a svolgere il ruolo essenziale di ripristino della corretta alimentazione cellulare e ,in ultima analisi, dei processi di guarigione. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/terapie.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-180" title="terapie" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/terapie.jpg" alt="" width="93" height="96" /></a></strong></p>
<p><strong><em>Il potenziale di membrana delle cellule<br />
</em></strong>Tra le grandezze fisico-chimiche che fanno parte della fisiologia cellulare, merita, ai nostri fini, particolare attenzione il potenziale di membrana  il cui valore, ove mantenuto dai complessi fenomeni legati al metabolismo entro range prefissati (70-90 mV), garantisce il transito corretto del flusso ionico intracellulare e quindi un adeguato ciclo alimentazione/espulsione delle sostanze necessarie al metabolismo della cellula stessa.<br />
È  inoltre noto dagli studi effettuati già nella seconda metà del secolo scorso che i valori del potenziale di membrana si abbassano notevolmente, fino a raggiungere valori vicini ai 40 mV, in cellule malate o prossime alla loro apoptosi.<br />
Numerose sono le tecniche terapeutiche, sostenute da tecnologie sempre più raffinate, che, con modalità diverse, sfruttano la possibilità di ripristinare la differenza di potenziale di membrana entro la gamma dei valori <em>“fisiologici”,</em> favorendo il processo di riparazione e riattivazione delle funzioni cellulari, collegate direttamente ai processi di guarigione.<br />
Va inoltre ricordato che questa terapia è valida per molti tipi di cellule proprio perché la differenza di potenziale di membrana è una caratteristica di tutte le cellule vive, anche se-variando la specializzazione- varia leggermente il suo valore di riferimento <em>“fisiologico”.<br />
</em>I meccanismi con cui opera questo procedimento terapeutico sono noti ancora solo in parte, ma una particolare attenzione a questi fini sta ricevendo da parte di numerosi gruppi di ricerca, il fenomeno della <em>biorisonanza.<br />
</em>È  indubbio,infatti, che le correnti ioniche che assicurano l’alimentazione cellulare tramite la apertura e la chiusura dei canali trans-membrana, hanno ritmi ben definiti (frequenze), che dipendono dal tipo di cellule: tali  frequenze, osservate sperimentalmente, sono comprese tra 10 e 10kHz.<br />
Viene quindi naturale pensare alla possibilità di pensare ad un inceppamento di questo meccanismo causato dalla noxa e, di conseguenza, alla possibilità di riattivarlo attraverso frequenze elettromagnetiche che , dall’esterno della membrana, possano far <em>“risuonare”</em> i dipoli elettrici che sono presenti nelle strutture proteiche che regolano l’apertura dei canali ionici, permettendo il ristabilirsi dei valori fisiologici del potenziale.<br />
D’altra parte, i disturbi del metabolismo incidono sull’intensità delle correnti come può essere dedotto dalle  misure del ridotto potenziale di membrana in questi casi.<br />
Sulla modifica delle frequenze <em>proprie</em> cioè delle frequenze di risonanza delle correnti ioniche di alimentazione cellulare in condizioni di noxa, non è possibile al momento fare delle ipotesi probative, anche se il rallentamento metabolico farebbe pensare ad un coinvolgimento del meccanismo e quindi ad una modifica del ritmo di apertura/chiusura dei canali di trasmissione.<br />
In ogni caso, il quadro teorico per una possibile spiegazione del meccanismo di funzionamento dei preparati omeopatici può, come si vedrà tra poco, prescindere da questa osservazione.<br />
La contestazione più frequente che viene posta alla possibile efficacia del farmaco omeopatico è relativa alla completa assenza di materia a diluizioni molto alte, da cui deriverebbe l’impossibilità fisico-chimica ad agire in qualunque modo sull’organismo.<br />
Ora, la semplice osservazione che la presenza di un campo elettromagnetico- ipotesi tutta da verificare ma concettualmente possibile-  ancorché molto debole,sia in grado di agire sulla consistenza dei flussi ionici intracellulari facendo entrare in oscillazione di risonanza le cariche elettriche coinvolte in questi flussi, evidenzierebbe immediatamente l’infondatezza di tale contestazione.</p>
<p><strong><em>L’acqua omeopatica<br />
</em></strong>A questo proposito è opportuno ricordare come numerosi studi abbiano evidenziato con chiarezza- già a partire dalla metà degli anni ottanta- la capacità delle molecole di acqua di mantenere e restituire forme di energia al loro interno, ove opportunamente sollecitate (per esempio per via elettrica o meccanica).<br />
La spiegazione di tale fenomeno- noto comunemente come memoria dell’acqua- è stata ricercata nella capacità delle molecole d’acqua di formare clusters molto ampi nei quali i dipoli elettrici delle molecole vibrano in modo coerente.<br />
È – alla luce di queste osservazioni- plausibile, anche se necessario di idonee verifiche sperimentali- che il farmaco omeopatico trasferisca la propria frequenza di risonanza al campo vibrazionale con cui diversi  clusters dell’acqua usata come solvente oscillano  e che questi siano in grado, per un certo periodo di tempo- di emettere una radiazione di debolissima intensità proprio centrata su tale frequenza, anche dopo aver eliminato completamente le molecole di soluto.<br />
È quindi ragionevole pensare, sotto l’ipotesi altrettanto plausibile che l’acqua “dinamizzata” e gli  ioni presenti nella cellula abbiano la stessa frequenza di risonanza, che l’effetto di ripristino della corretta intensità delle correnti ioniche intracellulari, indebolite dalla noxa, sia causato proprio dal fenomeno di risonanza indotto dalla radiazione elettromagnetica trasferita dai dipoli acquosi oscillanti in modo coerente, alle cariche ioniche presenti nel tessuto cellulare.<br />
È da notare come questa visione dei fenomeni fisico-chimici sia in pieno accordo con le moderne teorie ed osservazioni della biologia che ha individuato nell’ambiente esterno alla cellula, l’elemento fondamentale nella regolazione delle attività delle proteine presenti nel citoplasma.<br />
Non deve, infine, trarre in inganno il valore assai piccolo delle grandezze in gioco; basti pensare , a titolo di esempio, che, proprio in ragione delle dimensioni cellulari (10 micron di diametro, mediamente), i campi elettrici presenti all’interno della membrana possono raggiungere i valori di 10000 volt per metro!<br />
La logica delle dosi inversamente proporzionali all’efficacia sarebbe, in questo quadro, ascrivibile alla  capacità insita nei campi elettromagnetici di percorrere distanze notevoli (almeno grandi come le strutture coerenti che li contengono, pari a vari micron) prima di essere   assorbiti o deviati, specie se confrontati con le distanze medie in cui assume valore significativo la probabilità di reazioni biochimiche, notoriamente  a corto raggio, non superiore ai 4-5 diametri molecolari di una proteina ( non più di un centesimo di micron), reazioni presenti e responsabili completamente dell’efficacia terapeutica, solo a concentrazioni più significative di farmaco (dosi cosiddette <em>“ponderali”).<br />
</em>Le reazioni biochimiche attivate dal meccanismo ligando-recettore, detto comunemente chiave-serratura, sarebbero,secondo questa analisi, molto improbabili a livello microscopico, almeno fino a quando la dose di farmaco non diventa ponderalmente significativa (medicina allopatica).</p>
<p><strong><em>La bio-risonanza indotta  dall’effetto Zhadin<br />
</em></strong>Nel caso di presenza di micro-dosi o addirittura di soli debolissimi campi elettromagnetici in assenza di materia,  il meccanismo di funzionamento potrebbe essere indotto o almeno potenziato dal cosiddetto effetto Zhadin. Vediamo di che si tratta.<br />
Il fisico russo Zhadin  ha dimostrato già dai primi anni novanta del secolo scorso, che, in presenza di un debolissimo campo magnetico variabile di frequenza uguale ad un ben preciso valore, la corrente ionica in direzione perpendicolare ad esso, subisce un picco di intensità, superando la barriera delle membrane cellulari.<br />
Da notare che questo effetto si verifica solo se la frequenza del campo magnetico applicato è uguale al  valore caratteristico di ciascuna specie ionica, la cosiddetta <em>frequenza di ciclotrone </em>e  che il valore dell’intensità del campo non deve mai un valore di soglia molto piccolo, oltre il quale l’effetto non si manifesta.<br />
Si potrebbe ipotizzare, quindi, nel caso di presenza di un difettoso funzionamento dell’apertura dei canali ionici, indotto dalla noxa, che il debole campo magnetico prodotto dalla radiazione biofotonica dell’acqua precedentemente “caricata” con una opportuna sostanza,la cui frequenza è correlata con il tipo di sostanza con cui è venuta in contatto, produca picchi di intensità in grado di ripristinare, nel tempo, la corretta alimentazione cellulare e con essa la normale fisiologia.</p>
<p><strong>Luciano D’abramo</strong><br />
Laureato in Fisica e studioso delle nuove frontiere della scienza, svolge attività di formazione in campo scientifico e di trasferimento tecnologico presso diverse strutture pubbliche e private<br />
<strong>Autore del libro &#8220;Fisica &amp; Psiche&#8221; ed. Il Minotauro</strong></p>
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		<title>L&#8217;impatto dello stress cronico sulla mente ed efficacia di trattamento con Rhodiola rosea  (Marzio Nocchi)</title>
		<link>http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/?p=2107</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 13:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzio Nocchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Naturopatia]]></category>
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		<category><![CDATA[mediatori cellulari]]></category>
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		<category><![CDATA[neurochimica]]></category>
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		<category><![CDATA[stres cronico]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo stress cronico può interferire gravemente sulle funzioni cognitive alterando la capacità di apprendimento, di memorizzazione ed abbassando il livello di concentrazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2117" href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/?attachment_id=2117"><img class="alignnone size-full wp-image-2117" title="stress_cronico" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/stress_cronico.jpg" alt="" width="279" height="101" /></a></p>
<p>Lo stress cronico può interferire gravemente sulle funzioni cognitive alterando la capacità di apprendimento, di memorizzazione ed abbassando il livello di concentrazione.<br />
Chiunque debba sforzarsi di essere mentalmente efficiente durante un periodo di stress prolungato, sperimenta questo disagio: gli studenti di fronte agli esami, i professionisti con un lavoro particolarmente complicato, gli atleti che in una competizione devono dare il massimo fisicamente e psicologicamente.<br />
Nella maggior parte dei casi la nostra risposta inconscia mette in gioco quelle riserve profonde di energia e perseveranza che ognuno ha verso i problemi della vita e la nostra resistenza allo stress viene spesso rafforzata quando queste battaglie quotidiane sono combattute con successo.<br />
Se lo stress supera le nostre difese, se diventa cronico, il suo impatto sulla mente può essere permanente e tanto pericoloso da danneggiare le funzioni intellettive di base.</p>
<p><strong>La neurochimica dello stress: concetti di base<br />
</strong>In situazioni di stress una delle prime risposte è l&#8217;attivazione delle surreni e del sistema nervoso simpatico a dare quella che chiamiamo reazione di <em>“fight and flight”,</em> con la secrezione nel torrente sanguigno di molti ormoni tra cui i glucocorticoidi.<br />
Si tratta di mediatori cellulari potentissimi che ci sostengono nelle situazioni di crisi o di pericolo con una funzione adattativa.<br />
Se la secrezione si protrae a lungo assumono un carattere di tossicità e segnalano una situazione di malfunzionamento o, meglio, di maladattamento.<br />
A livello delle cellule cerebrali persino brevi periodi di stress possono indurre delle variazioni neurochimiche misurabili, lasciando i neuroni in una condizione di ipersensibilità che può durare anche per settimane (Meshorer et al., 2002).<br />
Questo fenomeno è stato studiato sperimentalmente dal gruppo di ricerca del Dr. Roozendaal al Center of the Neurobiology of Learning and Memory dell&#8217;Università della California, ad Irvine.<br />
I ricercatori hanno somministrato alte dosi di corticosterone a dei ratti normali e non stressati, 30 minuti prima di effettuare un test di ritenzione mnemonica.<br />
Il trattamento non alterava le capacità di orientamento spaziale degli animali, ma comprometteva seriamente la loro capacità mnemonica sia nella fase di apprendimento che in quella di consolidamento.<br />
Il meccanismo è del tutto reversibile, tant&#8217;è che sopprimendo la secrezione di corticosterone nei ratti, si riescono a prevenire anche i disturbi della memoria che un evento stressante induce su di essi.<br />
Il primo studio clinico sulla fatica mentale fu condotto (Krasik et al., 1970) su un gruppo eterogeneo di persone composto da studenti, medici e ricercato ridi età compresa tra i 19 e i 46 anni. Malgrado la disomogeneità del campione è emerso che tutti i soggetti trattati con <em>Rhodiola rosea</em> avevano sensibilmente migliorato la loro produttività.<br />
L&#8217;Università Medica Statale di Volkograd ha eseguito una ricerca su un gruppo di studenti stranieri che imparavano il russo, con due studi paralleli.<br />
Nel primo studio gli studenti trattati con 660 mg di estratto secco titolato al 3,6% in rosavine ha migliorato la capacità di apprendimento del russo del 60,7% rispetto al gruppo placebo, con livelli di affaticamento ridotti del 30%.<br />
Anche i voti ottenuti nell&#8217;esame finale erano mediamente superiori rispetto a quelli dei colleghi che non avevano assunto l&#8217;estratto (Spasov et al., 2000).<br />
Gli stessi ricercatori hanno eseguito uno studio analogo, ma puntando la loro attenzione solo sull&#8217;esame finale che dovevano sostenere gli studenti.La somministrazione di estratto titolata è stata inferiore rispetto al primo trial.<br />
Nel gruppo trattato con la <em>Rhodiola</em><em> rosea</em> si sono verificati:</p>
<ul>
<li>minor affaticamento mentale,</li>
<li>maggiore attenzione e concentrazione,</li>
<li>miglioramento della risposta motoria.</li>
</ul>
<p>Occorre ricordare che l&#8217;origine della radice di <em>Rhosiola rosea</em> ed una corretta e rispettosa estrazione dei principi attivi (rosavine) è fondamentale per assicurare una bioattività dell&#8217;estratto ai massimi livelli.</p>
<p><strong>Marzio Nocchi</strong><br />
Amministratore Functional Point Srl<br />
<a rel="nofollow" href="mailto:marzionocchi@yahoo.it" target="_blank">marzionocchi@yahoo.it</a><br />
<a rel="nofollow" href="http://www.functionalpoint.it/" target="_blank">www.functionalpoint.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La guarigione dei vari corpi dell&#8217;essere (Giovanna Di Lelio</title>
		<link>http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/?p=2103</link>
		<comments>http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/?p=2103#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 14:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Di Lelio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Naturopatia]]></category>
		<category><![CDATA[corpi]]></category>
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		<category><![CDATA[sottili]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro corpo fisico è la manifestazione più evidente, la più “densa” della nostra esistenza.
Ma non è la sola componente che la caratterizza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2113" href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/?attachment_id=2113"><img class="alignnone size-full wp-image-2113" title="i_corpi_dell'essere" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/i_corpi_dellessere.jpg" alt="" width="276" height="102" /></a></p>
<p>Il nostro corpo fisico è la manifestazione più evidente, la più “densa” della nostra esistenza.<br />
Ma non è la sola componente che la caratterizza.<br />
Facenti parte della nostra struttura globale troviamo anche i corpi cosidetti “sottili” che compongono tutta la struttura del nostro essere.<br />
Consideriamoli in ordine di densità:<br />
<strong><em><span style="text-decoration: underline;">CORPO FISICO</span></em></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">:</span></strong><br />
ossia la manifestazione più grossolana, è formato da cellule, organi, sangue, ossa, acqua e tutte le componenti che determinano il funzionamento dell&#8217;organismo umano ed anche animale.<br />
Il tutto viene tenuto unito dal “prana” ossia energia vitale che fornisce l&#8217;elemento di unione di ogni funzione fisiologica.<br />
<strong><em><span style="text-decoration: underline;">CORPO ETERICO</span></em></strong>:<br />
“Etereo” nel senso di impalpabile e non percepibile ai cinque sensi fisici comuni. Possiamo definirlo un prolungamento del corpo fisico di alcuni centimetri, ed ha una attività vibratoria che sviluppa calore ed energia vitale.<br />
La sua importanza maggiore è data dalla capacità di tenere unito il corpo fisico al corpo astrale.<br />
<strong><em><span style="text-decoration: underline;">CORPO ASTRALE (o corpo mentale inferiore)</span></em></strong>:<br />
Questo strato ha una componente maggiormente sottile rispetto alla precedente. Ha le caratteristiche molto similari a quello che Freud definì “l&#8217;inconscio”, quindi alla parte inconsapevole della mente.<br />
Tutto quello che giace nel nostro inconscio, è riflesso su tale strato, compresi i nostri condizionamenti, le paure, i vizi, ma anche le predisposizioni positive e creative.<br />
<strong><em><span style="text-decoration: underline;">CORPO MENTALE (o corpo dell&#8217;intelletto)</span></em></strong>:<br />
Tale corpo racchiude il potere della mente, dal suo raziocinio alla consapevolezza della coscienza.<br />
Questo strato super sottile è un corpo evoluto, a cui gli yogi riservano una grande attenzione nelle loro pratiche per il raggiungere il perfezionamento dell&#8217;intelletto supremo.<br />
<strong><em><span style="text-decoration: underline;">CORPO CAUSALE (O corpo della beatitudine)</span></em></strong>:<br />
Questo corpo è uno dei più elevati è ciò che si ritiene sia la nostra essenza primaria.<br />
Si annullano in tale strato le ordinarie percezioni spazio- temporali, c&#8217;è assenza di resistenza ed un collegamento diretto alla fonte della saggezza e della pace.<br />
<strong><em><span style="text-decoration: underline;">ATMAN – UNIONE DEL DIVINO E UMANO</span></em></strong>:<br />
Il corpo mentale tramite il corpo causale si connettono direttamente alla fonte, ossia al “Vero sé”.<br />
Qui si annulla ogni forma di limite della forma mortale e si sperimenta la spiritualizzazione della materia.<br />
Ogni movimento della nostra coscienza è avvertito da uno dei nostri corpi.<br />
E più la scelta di guarire alcuni aspetti della nostra esistenza è profonda e motivata, e più i livelli inesplorati del nostro essere sono toccati e trasformati.<br />
Spesso durante le sedute di riflessologia le percezioni riguardo al trattamento sono avvertite nei vari corpi.<br />
Può essere coinvolta una reazione prettamente fisica oppure l&#8217;azione riflessa può espandersi anche al corpo eterico, ripulendolo da strati di tossine emozionali, rivitalizzandolo.<br />
Così come a volte l&#8217;azione rifessogena può interessare degli aspetti inconsci  che emergono, più o meno dolorosamente, e su cui il lavoro si concentrerà per permettere un de-condizionamento di un contenuto interiore ormai da superare per essere liberi.<br />
Accade anche che dopo un certo periodo, si riescano ad avvertire dei profondi collegamenti con la parte dei corpi più sottili, il corpo mentale e causale, che generano in noi grandi intuizioni ed illuminano le nostre potenzialità.<br />
Per operare una reale guarigione dei vari livelli del nostro corpo e della nostra coscienza, indipendentemente dalla scelta della tipologia della terapia, che sia la riflessologia, lo shiatzu, i fiori di bach, la psicoterapia, la scelta più importante è decidere “quando”.<br />
Tale risposta si può ricevere solo restando in ascolto sia del nostro corpo fisico, ma contemplandoci anche come estensioni di una energia vitale, mentale e divina illimitata che attende solo il giusto momento per esprimere appieno tutte le potenzialità dell&#8217;essere.</p>
<p><strong>Giovanna Di Lelio</strong><br />
Riflessologa plantare palmare e auricolare<br />
<a href="mailto:giovannadilelio@virgilio.it">giovannadilelio@virgilio.it</a></p>
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		<title>Reportage dalla Cina (Stefania Falcinelli)</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Falcinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi giorni per fare il  gioco delle parti  tra la coscienza olistica crescente in occidente e l’antica cultura medica cinese, con il mio bagaglio da naturalista viaggiatrice, ma soprattutto turista riflessologa!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2098" href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/?attachment_id=2098"><img class="alignnone size-full wp-image-2098" title="pechino" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/pechino.jpg" alt="" width="255" height="251" /></a></strong></p>
<p><strong>Pochi giorni per fare il  gioco delle parti  tra la coscienza olistica crescente in occidente e l’antica cultura medica cinese, con il mio bagaglio da naturalista viaggiatrice, ma soprattutto turista riflessologa!</strong><br />
Sono sicura che l’andare direttamente all’origine di tanto mio studiare mi regalerà una consapevolezza diversa nel mio agire come operatore olistico. Non mi sono sbagliata … anche se ciò che riporto indietro è un pò diverso dalle mie aspettative!<br />
Pochi giorni, ma sufficienti per girovagare nella grande <strong><em>Pechino</em></strong>, una vera metropoli sviluppata in altezza e larghezza, cinque anelli a quattro corsie (il sesto in costruzione) sospesi a mezz’aria, consentono di evitare le strade cittadine sottostanti, anch’esse grandi, tutto comunica movimento, funzionalità, efficienza. Le macchine scorrono come fluido senza sosta e senza intoppi, gli autisti dei taxi isolati da pannelli dai passeggeri, per puro desiderio di non contatto e non per difesa come nei taxi americani, non emettono mai un disappunto per i folli che <em>“cambiano direzione”.</em>  <br />
Gli hotel ed i mega centri commerciali ( una quantità impressionante e in aumento, con grande orgoglio degli abitanti sembra) definiscono il panorama, come atolli tra un mare di auto in movimento sospese tra il quarto ed il quinto piano degli edifici attorno. <br />
La globalizzazione ci ha resi vittime e carnefici ma credevo, chissà perché, che in questa terra avrei trovato comunque i segni geneticamente indelebili della loro magnifica antica ricerca dell’armonia con l’ambiente, la delicatezza dei colori e dei paesaggi dei racconti dei tempi degli antichi imperatori, una eredità alla quale non avrebbero potuto comunque rinunciare. In realtà ho tremato mentre atterravamo vedendo la cappa indecifrabile che ricopriva tutta l’area.<br />
Dopo l’atterraggio non si ha più scampo, ci si sente come quei poveri pesci dell’acquario di casa quando li lasci nell’acqua sporca .<br />
La cosa più disarmante è che per rendere vivibile a livello <em>“respiratorio” </em>questa città &#8211; è necessario che si <em>“provochi”</em> la pioggia, normalmente il fine settimana, tuoni vento e la mattina dopo si vede il cielo- così mi ha  raccontato una gentilissima italiana che lavora lì da molti anni.<br />
Ok, ora so che alla fermata dell’autobus zona Piramide non mi lamenterò più così tanto per i tubi di scarico e le polveri sottili!<br />
Questa modernità ha tolto molto all’antico fascino di questa civiltà ed è evidente quando si visita il <em><strong>Palazzo d’Estate</strong></em> e lo si immagina avvolto da colori e riflessi, tramonti e fioriture, doveva essere davvero emozionante, i luoghi storici sono tutti caratterizzati da spazi ampi, edifici avvolti da elementi naturali ed elementi naturali adornati da splendide architetture, l’armonia, il seguirsi e compenetrarsi dello yin e dello yang,  le regole del Feng Shui, tutto è riconoscibile, questo è ciò che studiamo della cultura cinese, questo ci aspettiamo di trovare noi occidentali che riconosciamo i benefici dei loro insegnamenti.<br />
Ma qui tutto parla di malesseri della modernità. I palazzi abitativi di 15, 20 piani sono forniti di balconi tutti successivamente chiusi da vetrate a causa dell’inquinamento e delle tempeste di sabbia che periodicamente travolgono la città, provenienti dai territori della Mongolia afflitti dalla desertificazione.  <br />
Così niente finestre … condizionatori per ogni appartamento, milioni di condizionatori appesi all’esterno degli edifici che bruciano ventiquattro ore al giorno. Questo grande popolo a Pechino vive in abitazioni molto piccole con i vestiti stesi ad asciugare al chiuso, per lo più lavorano in mini stand o mini negozi compressi tra prodotti-copie di grandi marche, piani e piani trasformati in alveari, spazi commerciali enormi, dove il compratore gioca il suo ruolo.<br />
Il turista ha denaro da spendere, con un cambio favorevole, ma soprattutto non conosce quanto sia poco costosa la produzione di quei prodotti, quanto poco valga il lavoro ripetitivo di tanta manodopera disponibile, così i venditori hanno capito che il prezzo può essere davvero come quello di una bottiglietta d’acqua a San Pietro in pieno agosto.<br />
Business  è la parola che più senti pronunciare da tutti, cinesi e stranieri i quali vengono qui per questo da ogni parte del mondo. Qui la mia natura tutta <em>“recupero dei valori e del sano” </em>perde la bussola: come piccoli illuminati in Italia parliamo ai nostri figli di benessere vero, di rispetto di ciò che si ha, di educazione al non consumo eccessivo, di riciclaggio, poi arriviamo qui e la frase magica è <em>“abbasso la qualità a 360°, viva il comportamento autolesionista per noi e per i nostri vicini di casa”.</em><br />
Mi butto nella mischia, mi faccio tirare da una parte all’altra, contratto sui prezzi, gioco seguendo il ritmo e l’atmosfera, ma mi sento trasformata comunque in un elemento di un sistema che mi sconcerta e intristisce. Compro foulard per le amiche, regalini per le persone care e aspetto con ansia di trovare quello che sono venuta a cercare.<br />
Pechino è stata trasformata a tavolino, via il vecchio assetto urbano e spazio al nuovo utilizzando la prospettiva consumistica, ciò avrebbe potuto non significare impoverimento culturale ed ambientale , al contrario avrebbe potuto essere davvero una prova di vera avanguardia, la vera rappresentazione per tutto il resto del mondo degli antichi insegnamenti fondati sul profondo benessere dell’uomo.<br />
Dietro piazza <strong><em>Tian’an Men</em></strong> vi è una zona chiusa al traffico con vicoli stretti e polverosi, strade non asfaltate e macerie, vecchie insegne che raccontano al contrario dell’aspetto di spazi vissuti. Le guide raccontano che quella zona verrà presto sostituita da nuovi palazzi abitativi, della vecchia città sono state conservate solo due strade principali in quella zona e  Hutong (viuzze che portano alle antiche residenze con corti interne che univano più famiglie, ambienti poveri molto caratteristici) a scopo turistico.<br />
La ricchezza di questa città sembra che trovi e dovrà trovare espressione nella maestosità degli elementi architettonici del passato e del futuro, in un tutto esteriore che sacrifica e comprime l’uomo che vive in esso. Ma è proprio al chiuso invece che gli abitanti di questa città vivono, all’interno di queste enormi strutture multi funzionali, vi passeggiano nella pausa pranzo, preferiscono muoversi lungo infiniti corridoi che collegano un edificio all’altro.<br />
La loro stessa percezione del contatto fisico in spazi limitati è diversa. Si ha la sensazione a volte che siano davvero un unico elemento in movimento. L’equilibrio lo cercano in magnifici parchi sparsi nella città (a pagamento come ogni altra cosa), curati nei minimi particolari, davvero fondamentali in una città come questa.<br />
La vigilanza nelle strade è costante, sembra che non vi sia delinquenza, vi sono ovunque militari impettiti che sostano sull’attenti, ruotano a destra ed a sinistra con fare severo la testa e si spostano su linee immaginarie con geometrie perfette, tutto molto in contrasto con la percezione che si ha nelle nostre città.<br />
La cultura militare si avverte nell’ordine e nelle regole silenziose. Una splendida donna cinese mentre visitiamo il <strong><em>Tempio dei Lama</em></strong> mi racconta del suo essere atea perché figlia di militari e quindi educata ad una visione unicista della vita e di come la sua espressione spirituale la realizzi nello studio e nella conoscenza, anche questo un diritto acquisito in questi ultimi decenni di storia. Mi racconta delle regole tacite di questa società, di relazioni difficili tra uomini e donne.<br />
Per comprendere alcuni aspetti del loro sentire mi racconta che i cinesi al tempo della costruzione della <strong><em>Grande Muraglia</em></strong> si sposavano molto giovani e facevano subito figli, consapevoli che poi sarebbero dovuti partire per la <em>“grande costruzione”</em>, necessaria per la difesa del popolo cinese dagli invasori, una sorta di servizio militare che non li avrebbe mai più fatti tornare a casa poiché morivano per la fatica e le condizioni estreme che si trovavano a vivere.<br />
Questo senso di obbedienza e di mancanza di individualità è forte, tutto funziona perché nessuno si esprime fuori dal coro, negli stessi luoghi di lavoro pubblici che ho potuto frequentare, i dipendenti lavorano controllati da un loro collega di grado superiore che trascorre la giornata alle loro spalle, a volte persino con un piccolo banchetto strategicamente posizionato, pronto ad intervenire nel caso di un piccolo rallentamento.<br />
Sono tanti i volti di questo popolo che colpiscono: rimanevo a guardare gli anziani condotti per mano, con grande reverenza . Nei luoghi turistici, la maggior parte delle persone è costituita dagli stessi cinesi provenienti dalle campagne, ammirati dalle grandezze della loro storia e dei loro antichi imperatori, come dal buco di una serratura, cercano di possedere ed essere parte di ricchezze così inimmaginate.<br />
È ora di buttarsi in uno dei tanti <strong><em>“Massage center”</em></strong> della città, sono davvero numerosi, posizionati su strada come negozi e aperti anche di notte.<br />
La scelta va su un centro di ciechi massaggiatori, i più apprezzati mi dicono. L’ambiente è una variazione di un nostro piccolo centro estetico. Poltrone con poggiapiedi si dividono lo spazio con la cassa dei pagamenti, un acquario e l’immancabile televisore su una parete.<br />
L’ambiente è stretto, diviso da pareti che permettono la presenza di alcune stanzette dove viene fatto il body massage in tutte le sue varianti ( intero, parti, normal guasha, hot pot). La mia scelta è senza esitazioni il “<em>foot heat massage</em>”, sono pronta a lasciarmi andare per un’ora e seguire consapevole tutte le manovre. Mi siedo su una delle poltrone e tolgo le scarpe, pronta arriva una tinozza di legno dove metto i piedi. <br />
È bollente, resisto … la massaggiatrice comincia con l’allentarmi la tensione sulle spalle ed il collo in modo deciso, troppo per i miei gusti, ad un cenno di dolore la sua azione si fa più decisa, <strong>resisto</strong> … finalmente mi stendo. Si siede su uno sgabellino molto basso e mi asciuga i piedi, lasciandone uno avvolto nel panno per dedicarsi al massaggio un piede alla volta.<br />
I suoi movimenti sono decisi, scioglie la caviglia, le dita, poi comincia a percorrere dall’alto verso il basso il piede avvolgendolo con le mani lateralmente come se avesse diviso il piede in due parti longitudinalmente. Questo le permette di percepire  con i pollici eventuali blocchi che lei prontamente lavora solo con le “nocchie”con un movimento rotatorio in profondità, un lato alla volta, dall’alto verso il basso.<br />
Il piede, mi sembra di capire,  per lei va lavorato per linee verticali con grande pressione , senza esitazioni e il dolore per alcuni blocchi deve essere portato con la manipolazione ad un livello molto acuto, <strong>capisco e resisto</strong>… completata la ricerca di resistenze su tutta la pianta, ripercorre la pianta con la mano chiusa a pugno, facendo scorrere le nocchie tutte insieme, sempre dall’alto verso il basso.<br />
Ora si sposta sulla parte superiore, massaggia la zona sopra le dita con una spinta nella mia direzione, penso ai meridiani che vengono cosi stimolati, poi i lati del piede, spina dorsale non per punti, lato esterno del piede molto piacevole, sale e giunge ai malleoli… qui la sua azione per me è davvero inaspettata, si concentra sul malleolo mediale, caparbiamente sulla noce, spinge e ruota, confusa cerco una teoria che mi sostenga&#8230; non è nervo sciatico mi dico … <strong>non resisto!</strong><em>  Nessuna pietà</em>, ad ogni mio cenno di dolore, lei aumenta la pressione in modo spiazzante ( volevo alzarmi e toglierle le mani), <strong>mi aggrappo alla poltrona e resisto</strong>… (sono qui che scrivo abbracciando le zampe della sedia con le caviglie e al contatto sento ancora dolore: a distanza di due settimane, l’edema in quel punto si sta riassorbendo, capillari comparsi successivamente sono ancora visibili e non credo comunque che rientreranno).<br />
Nel frattempo, dei cinesi si accomodano accanto a me per lo stesso massaggio, è tardi, mi dicono che dopo si dorme bene,  li vedo rilassati presi dalla televisione. I loro massaggiatori sono più giovani ed il loro approccio non sembra così violento … <em>lei sarà una della vecchia scuola &#8230; mi dico sono stata fortunata</em> .. Il tutto si ripete sull’altro piede, <strong>ringrazio e mi alzo&#8230;!!<br />
</strong>Il giorno successivo, ancora sconcertata, mi sembra giusto non far cadere così la cosa e trovare più elementi per avere una visione più consapevole e non solo sensazioni disarmanti. La percezione prima è quella di aver considerato erroneamente, in un primo contatto con questo paese, il <em>“foot massage”</em> di questi tipici locali riconducibile alla nostra attuale riflessologia plantare, mentre  per il popolo cinese il <em>“massaggio del piede”</em> sembra rappresentare innanzitutto  l’antico strumento popolare benefico e rilassante, per il benessere generale del corpo, senza una specificità di intervento di guarigione e sembra essere inoltre un altro elemento commerciabile della loro antica cultura.<br />
I massaggiatori vengono formati con le nozioni antiche provenienti anche da diverse scuole di pensiero sulle modalità di approccio, ma il loro modo di lavorare rimane comunque relativo a questa applicazione socio culturale. Così, mi è sembrato necessario verificare l’esistenza di una posizione diversa nell’utilizzo di questo metodo da parte dei medici e la mia ricerca mi ha portata  alla<em> &#8220;Accademia di medicina tradizionale cinese”.</em><br />
<em>Lì,  è stato subito evidente che il percorso ad ostacoli alla ricerca di conoscenza in Cina aveva mietuto vittime anche tra altri occidentali!</em>  L’appuntamento tacito tra operatori del settore stranieri sono le librerie specializzate che vendono testi scritti da docenti della stessa Accademia tradotti in inglese, mappe plastificate di mani, piedi e orecchie in inglese e cinese, manuali di agopuntura, ecc..<br />
I testi parlano di aree riflessogene ed agopunti da trattare in digitopressione, come nella loro più antica tradizione, nelle mani e nei piedi e definiscono protocolli per ogni disturbo.<br />
Capisco anche che essi riconoscono all’agopuntura il ruolo di tecnica di rango superiore, che il massaggio tradizionale cinese da strumento popolare viene preso in considerazione dalla classe medica solo quando successivamente, con le dinastie Ming e Qing, si combina con la teoria dei meridiani e degli agopunti, tanto altro.<br />
<em>Bene, torno a casa, undici ore di volo e poi aria più pulita, cibi meno ricchi e meno esotici. Questo viaggio è stato davvero particolare, un tuffo dall’altra parte del mondo per confermare che le differenze esistono, ma non nei bisogni profondi di ogni essere umano. Un pacchetto speciale che porto tra i miei souvenir è la maggiore consapevolezza dell’ottimo lavoro che siamo in grado di fare noi riflessologi occidentali, dell’efficacia terapeutica di questa disciplina, della bellezza del tenere sempre la mente aperta all’apprendimento ed alla conoscenza.</em></p>
<p><strong>Stefania Falcinelli<br />
</strong>Erborista, Esperta in Craniosacrale e Riflessologia Plantare, insegnante di lingue straniere, educatrice, collaboratrice professionale per attività scientifiche nell’ambito della tutela dell’ambiente e operatrice sociale in Italia ed all’estero per Ong<br />
<a href="mailto:stefania.falcinelli@alice.it">stefania.falcinelli@alice.it</a></p>
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		<title>Il senso dell’unione e dell’unità (a cura del Prof. Mario Scaffidi Abbate)</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 13:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Scaffidi Abbate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia del Benessere (a cura del Prof. Mario Scaffidi Abbate)]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno dei più grandi handicap dell’uomo, se non il primo in assoluto, è la perdita del senso dell’unità e dell’unione col tutto, dovuta all'individualizzarsi della coscienza divina, se è vero che ogni individuo è una incarnazione di Dio. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/mantra.bmp"><img title="mantra" src="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/mantra.bmp" alt="" width="360" height="120" /></a></strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<p><strong>Uno dei più grandi <em>handicap</em> dell’uomo, se non il primo in assoluto, è la perdita del senso dell’unità e dell’unione col tutto, dovuta all&#8217;individualizzarsi della coscienza divina, se è vero che ogni individuo è una incarnazione di Dio. <br />
</strong>È da qui che derivano il nostro smarrimento, il nostro malessere, i nostri problemi, i nostri interrogativi, la mancanza di una vera e costante pace interiore, poiché con la nostra nascita è venuto a mancare, nel nuovo stato di coscienza o nella nuova dimensione in cui ci troviamo, il giusto, armonico ed equilibrato rapporto con Dio e con l’universo intero.<br />
Se le cose stanno così è evidente che il nostro compito (anche se non il primo, poiché ciascuno di noi ha una sua vita e una sua “missione” particolare) dovrebbe essere il recupero di questo senso di unità, perduta o non più percepita in modo pieno e totale, cosa non impossibile, visto che molti sono riusciti e riescono a percepirlo, a livello profondo.<br />
È in questa dimensione che risiede il vero benessere dell’uomo, e lo testimoniano molti saggi, mistici e santoni orientali. Su questo argomento esistono molti libri, di cui uno dei più recenti s’intitola <em>Risvegliarsi all&#8217;unità<span style="font-size: small;"><span>.<br />
</span></span></em>Tutti, insomma, proveniamo da una patria comune, e questa verità dovrebbe spingere chiunque su questo cammino, credenti e non credenti, poiché, indipendentemente dalla esistenza di un Dio e di un aldilà personale, essere in pace e in armonia con l’universo e coi nostri simili è cosa buona e giusta.<br />
Partiamo da una constatazione.<br />
Tutti i discorsi filosofici sull&#8217;esistenza, che con diverse argomentazioni i pensatori occidentali e orientali fanno da millenni, non sono campati in aria ma hanno sempre avuto via via un riscontro concreto nella nostra realtà biologica, attraverso scoperte scientifiche.<br />
C’è, per esempio, una ghiandola, l’ipofisi, da cui dipendono tutte le altre ghiandole. Se l’ipofisi riceve un messaggio positivo, di equilibrio e di tranquillità, lo trasmette a tutte le altre ghiandole.<br />
<em>Mens sana in corpore sano</em>: abbiamo due strade e due punti di partenza per conseguire l’equilibrio e l’armonia: il corpo e la mente.<br />
La mente può molto sul corpo, ma se siamo deboli di mente, proviamo a partire dal corpo, così come se siamo deboli nel corpo, cerchiamo di potenziare la nostra mente.<br />
La vita è circolo, i punti di partenza sono tanti, e tante le strade che ci si aprono davanti.<br />
Nel corpo umano ci sono 21 centri di energia, o <em>chakra</em>, 7 nel mezzo, 7 sopra e 7 sotto, che possono essere attivati con tecniche particolari.<br />
Quando si attiva il <em>chakra</em> del cuore, per esempio, si avverte come un senso di amore infinito, quando si attiva il <em>chakra</em> della gola si percepisce una profonda pace, quando infine si attiva il <em>chakra</em> corona si percepisce l’unità.<br />
Ciascuno di questi risvegli è l’inizio di un processo che porta alla illuminazione. Ma un’illuminazione vera e propria, cioè un ritorno all’energia pura, si potrà avere solo con la dissoluzione del corpo.<br />
La quale può avvenire, in casi rarissimi, anche attraverso la meditazione: alcuni santoni indiani al colmo della loro estasi si sono letteralmente inceneriti.<br />
Il risveglio è sempre il risultato di un processo cerebrale, che porta all’equilibrio e all’armonia.<br />
Finché questo non accade, l’uomo è sostanzialmente un ammalato. Dicono che quando il lobo parietale destro registra un’attività sotto le venticinque unità e quello sinistro sotto le trenta, e quando c’è un differenziale di venti unità fra il lobo frontale sinistro rispetto a quello destro, il cervello è guarito e a quel punto riacquista il senso dell’equilibrio, dell’armonia e dell’unità.<br />
Il quale può essere definitivo o temporaneo. Sta a noi saperlo mantenere.<br />
A Copenhagen, in Danimarca, uno psicologo clinico, il dottor Eric Hoffman, utilizza da molti anni i dati degli encefalogrammi come forma di biofeedback, insegnando ai pazienti a rilassarsi, a concentrarsi o a meditare, e i risultati si vedono subito su uno schermo.<br />
La conclusione è che nel cervello avvengono dei cambiamenti a livello cellulare, che determinano diversi stati di coscienza.<br />
Il cervello non è una singola unità. Un eminente studioso, il dottor Paul D. MacLean, ha tracciato un modello della struttura cerebrale che ha chiamato “cervello tripartito”, una sorta di tre computer biologici interconnessi fra loro, ognuno con una propria intelligenza specifica, un suo senso del tempo e dello spazio, una sua memoria, un suo motore e sue funzioni.<br />
Ciascuno di questi cervelli corrisponde a un processo evolutivo.<br />
Il più primitivo dei tre, che costituisce la base del cervello tripartito, è il cervello rettiliano, che presiede alla soggettività, il secondo è il cervello mammaliano, che presiede alle relazioni sociali, il terzo è il cervello superiore, costituito dalla corteccia cerebrale. Ebbene, la meditazione o altre tecniche analoghe generano uno spostamento di energia dal cervello rettiliano alla corteccia cerebrale.<br />
Siamo immersi in un <em>continuum</em> di Coscienza Cosmica, da cui il nostro cervello filtra solo un’infinitesima parte, decodificandone i dati e trasformandoli in facoltà intellettive e sensoriali che ciascuno interpreta, necessariamente, come un suo patrimonio personale.<br />
Ma nella dimensione dell’inconscio non esiste una vera separazione fra una coscienza e l’altra: l’inconscio è collettivo e in questo <em>mare magnum</em> ciascuno pesca solo qualche frammento, diversamente sarebbe la pazzia.<br />
Tuttavia ogni singola persona è in grado di attingere da quell’immenso serbatoio dei flash, che in modo più o meno palese e in maggiore o minore misura, testimoniano l’unicità dell’esistenza, se è vero che spesso abbiamo la sensazione di essere già vissuti e ci riconosciamo nelle azioni e nei pensieri di altri.<br />
Oggi l’uomo sta affrontando una delle più grandi crisi della sua storia.<br />
Ogni crisi è il sintomo di uno stato di coscienza, che crea disagio e sofferenza.<br />
Ciò è dovuto al fatto che gli esseri uma­ni, fin dalle origini, si sentono come intrappolati in un senso di separazione, perché sono “individui”, incarnazioni, come abbiamo detto, personalizzate di Dio, e perciò “staccate” da Lui.<br />
Col passare del tempo l’uomo si è abituato a questa situazione, che ha finito col considerare il suo stato normale, ma nel fondo la separazione permane.<br />
Oggi va affermandosi sempre di più la consapevo­lezza che questo stato non è naturale e che tutti siamo in grado di liberarcene<br />
I problemi dell’uomo sono tutti riconducibili ad una sola causa: il senso di un io separato, la percezione di un io e un non-io (come diceva Fichte): tesi e antitesi, un processo dialettico in cui riusciamo a fatica ad operare le varie sintesi fra gli opposti (o, più precisamente, i “distinti”) che ci si presentano, ma non la vera, la grande sintesi, la Sintesi delle sintesi, che può mettere a posto tutte le cose e risolvere il nostro problema fondamentale, quello dell’unità. E’ questo conflitto che causa tutti i nostri problemi, fra noi e gli altri, così co­me le guerre, interne ed esterne, e i conflitti religiosi.<br />
La colpa, si dice, è del “sistema”. Anche. Ma il sistema siamo noi.<br />
Cambiare o migliorare il sistema (politico, religioso, economico o sociale) non serve a molto, non risolve i nostri problemi personali: lavorare sul sistema, dice Bhagavan, un grande saggio indiano, è come lavorare sui sintomi, non sulla malattia.<br />
La vera causa, la radice del problema, è que­sto senso di un sé separato.<br />
Oggi, a dispetto della globalizzazione (che è stata la conseguenza del suo malessere), l&#8217;individuo è più egoista, così egoista che tende a vivere anche a spese degli altri. Bisogna modificare questo atteggiamento se si vuole creare un mondo veramente nuovo.<br />
Non sono parole vuote, non è un’utopia. Si tratta di lavorare sul concreto, sul cervello, è un fatto di energia. Se si riduce l&#8217;iperattività dei lobi parietali, questo senso del sé lentamente svanisce.<br />
Si comincia a sentirsi sempre più connessi, sempre più par­te di un tutto, a partire dalla famiglia per arrivare all’umanità: la costruzione di un mondo globale deve muovere dall’interno di ognuno, o meglio, è giusto che la globalizzazione sia venuta, diciamo così, da fuori, ma per farla funzionare bene bisogna che ciascuno lavori dentro se stesso.<br />
Spesso la natura (che poi è l’uomo che lo fa inconsapevolmente) sembra anticipare i suoi cambiamenti, proiettando come fuori di sé un modello, affinché l’uomo lo guardi per integrarvisi. Il punto di partenza per il recupero del senso dell’unità è la famiglia, poi vengono gli altri, l’umanità, finché quel senso non si allarga sino ad arrivare a Dio: la coscienza di Dio (in cui ancora il dualismo io-Dio permane) si fa coscienza divina, l’uomo s’identifica con Dio.<br />
Dopodiché possiamo anche non curarci del “sistema”, sia esso politico, religioso, socioeconomico o culturale, ma non per questo dovremo necessariamente starcene con le mani in mano a contemplarci l’ombelico, come i monaci di un tempo, che tanto fastidio davano al realista Giosué Carducci.<br />
Tutto potrà pure scorrere come prima ma noi, a livello individuale, saremo in pace con noi stessi. E intanto, come dei pionieri, avremo spianato la strada ad altri, contribuendo alla trasformazione dell’intera l’umanità.</p>
<p><strong>Prof. Mario Scaffidi Abbate<br />
</strong><a href="http://www.marioscaffidiabbate.com">http://www.<strong>marioscaffidiabbate</strong>.com</a></p>
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